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FaceApp, il fenomeno virale che mette a rischio la privacy

Alfonso Maruccia | 19 Luglio 2019

App Sicurezza

Le elaborazioni “neurali” dei volti di FaceApp sono tornate di moda sui social ed è scattato l’allarme: milioni di inconsapevoli […]

Le elaborazioni “neurali” dei volti di FaceApp sono tornate di moda sui social ed è scattato l’allarme: milioni di inconsapevoli utenti stanno regalando i loro dati biometrici a un’azienda russa. La politica americana chiede all’FBI di intervenire.

FaceApp è una app mobile in circolazione dal 2017, un piccolo, mefitico tool di elaborazione grafica che promette di applicare filtri alle foto degli utenti (che si tratti di selfie o meno) restituendo, grazie agli algoritmi di intelligenza artificiale, una versione più giovane, anziana o di sesso opposto del soggetto ritratto nell’immagine. In questi giorni la app è tornata a circolare in maniera virale sui social network, e sono scattati nuovi allarmi per la privacy: gli utenti che stanno volontariamente regalando preziose informazioni biometriche ad aziende private di cui farebbero bene a diffidare.

La nuova circolazione virale di FaceApp riguarda in particolare il filtro di aging della app, con la proliferazione ossessiva, compulsiva e assolutamente pervasiva (su Facebook, Twitter e siti di quotidiani italiani alla ricerca del clic facile) di un flusso senza fine di volti invecchiati postati da utenti comuni, personaggi famosi e influencer attivi nel remunerativo business dei social-like.

FaceApp

FaceApp è un tool sviluppato dalla Wireless Lab, una società con sede in Russia che, stando ai termini di servizio della app, acquisisce una sorta di diritto di sfruttamento “perpetuo” delle foto generosamente caricate dagli utenti sui server della corporation. Con FaceApp la privacy fa insomma a farsi benedire, e milioni dei suddetti utenti si sono dimostrati ben felici di regalare i loro volti, le loro immagini e potenzialmente i loro dati biometrici alla russa Wireless.

La nuova esplosione virale di FaceApp ha scatenato un nuovo allarme sui rischi per la riservatezza, con il senatore americano Chuck Schumer che ha persino chiesto a FBI e Federal Trade Commission (FTC) di avviare un’indagine sulla app e le possibili conseguenze sulla sicurezza nazionale USA derivanti da eventuali “cyber-ostilità” di parte una potenza straniera contro i cittadini statunitensi.

FaceApp Ferragnez
I “ferragnez” in versione FaceApp, impossibile farne a meno…

Dal canto suo, intervistato dal Washington Post il CEO di Wireless Lab Yaroslav Goncharov ha dichiarato di non essere interessato ad analizzare le foto degli utenti per addestrare algoritmi di riconoscimento facciale – anche se la mole di informazioni a disposizione di FaceApp e i termini di servizio lo permetterebbero senza problemi. Il governo russo non ha accesso ai dati, rassicura ancora Goncharov, e gli utenti possono sempre scegliere di “richiedere” la cancellazione delle immagini salvate sui server remoti. L’importante è fidarsi. O di arrendersi al fake-futuro senza privacy che è già tra noi.

App Store

iOS

App Store, spesi 280 milioni di dollari a Natale

Luca Colantuoni | 30 Dicembre 2020

App Apple iOS

Secondo SensorTower, a Natale sono stati spesi sugli store digitali quasi 408 milioni di dollari, il 68% dei quali su Apple App Store.

Apple può sicuramente festeggiare la fine dell’anno nel migliore dei modi. Non solo gli iPhone sono stati gli smartphone più venduti negli Stati Uniti a Natale, ma anche gli acquisti effettuati in tutto il mondo su App Store hanno fatto registrare un record durante il periodo festivo. Secondo SensorTower, quasi il 70% dei soldi sono stati spesi sullo store dell’azienda di Cupertino.

Gli effetti negativi del lockdown dovuti alla pandemia COVID-19 sono visibili in diversi settori, ma il mercato digitale ha ottenuto invece grandi benefici. Oltre all’aumento degli acquisti online (e del patrimonio di Jeff Bezos) c’è stato un uso maggiore dei servizi di videoconferenza e, come dimostrano i dati di SensorTower, degli store di Apple e Google. Tra il 1 e il 27 dicembre, gli utenti hanno speso quasi 9 miliardi di dollari in app e giochi.

Solo nel giorno di Natale sono stati spesi circa 408 milioni di dollari (4,5% del totale mensile), quindi il 34,5% in più rispetto al 2019. Come era prevedibile, la maggioranza degli acquisti è relativa ai giochi (circa 296 milioni di dollari, il 27% in più rispetto all’anno scorso). Il titolo più popolare è stato Honor of Kings con una spesa di 10,7 milioni di dollari.

Gli utenti hanno inoltre speso 112 milioni di dollari in app (non giochi) con un aumento del 59% rispetto a Natale 2019. La categoria che ha generato più entrate sugli store di Apple e Google è stata Intrattenimento. In questo caso, il primo posto è stato occupato da TikTok con 4,7 milioni di dollari.

Nonostante un numero maggiore di smartphone Android rispetto agli iPhone, le app iOS hanno generato il 68,4% delle entrate (circa 279 milioni di dollari), oltre il doppio delle app Android. Il 30% della somma è finita nelle tasche di Apple, ma a partire da gennaio 2021 gli sviluppatori dovranno versare solo il 15%, in base al nuovo App Store Small Business Program.

Cashback credit card

App

Cashback di Stato, attenzione alle app fasulle

Luca Colantuoni | 16 Dicembre 2020

App

Vista la popolarità del Cashback di Stato, alcuni sviluppatori hanno sfruttato l’occasione per rilasciare app fasulle a pagamento e ingannare gli utenti.

Nonostante qualche intoppo iniziale, il cosiddetto Cashback di Stato sembra aver riscontrato il gradimento degli italiani, visto l’aumento esponenziale dei download per l’app IO. Qualche sviluppatore “truffaldino” ha pensato bene di offrire app inutili a pagamento che hanno ingannato molti utenti, come dimostra la classifica delle app più scaricate dallo store di Apple.

Il rimborso del 10% per ogni acquisto effettuato nei negozi fisici tramite strumenti di pagamento digitali ha attirato l’attenzione dei cittadini italiani. Ciò ha comportato un aumento delle richieste di SPID e dei download dell’app IO. Purtroppo qualcuno ha sfruttato l’occasione per ingannare gli utenti poco esperti (o distratti) con app fasulle, come Cashback di Stato – Italia e Cashback di Stato Italia App.

Queste due app a pagamento (0,99 e 0,49 euro, rispettivamente) non violano nessuna regola di App Store, quindi hanno superato il controllo di Apple. Entrambi permettono di inserire l’importo della spesa e di calcolare la somma che verrà rimborsata. Si tratta di un’operazione banale che può essere effettuata facilmente. È chiaro dunque che le due app non servono a nulla.

Per aderire al Cashback di Stato è necessario scaricare l’app IO, effettuare l’accesso con SPID o Carta d’identità Elettronica (CIE), aggiungere le carte di pagamento, inserire il codice IBAN per l’accredito dei rimborsi e attivare il Cashback nella sezione Portafoglio. Gli utenti vedranno una schermata con la somma accumulata, il numero di transazioni valide e il dettaglio delle transazioni. Il video seguente spiega come funziona il Cashback su IO.

In alternativa è possibile attivare il Cashback tramite altre app, tra cui Satispay, senza l’obbligo di usare SPID e CIE.

TikTok

News

Vendita TikTok, nessuna proroga dagli Stati Uniti

Luca Colantuoni | 7 Dicembre 2020

App Donald Trump Social

Nonostante la scadenza del 4 dicembre scorso, il governo non ha bloccato TikTok negli Stati Uniti, ma proseguirà i negoziati per trovare un accordo sulla vendita.

Il 4 dicembre è scaduto il termine entro il quale ByteBance doveva vendere la filiali USA di TikTok, ma il governo statunitense non ha attuato nessun blocco delle transazioni, come previsto dall’ordine esecutivo firmato da Trump il 14 agosto. Secondo le fonti di Blomberg non è prevista nessuna ulteriore proroga, in quanto le parti potrebbero raggiungere un accordo nei prossimi giorni.

Come è noto, lo scontro tra ByteDance e il governo degli Stati Uniti è iniziato quasi quattro mesi fa. Secondo l’amministrazione Trump, TikTok rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale, in quanto i dati degli oltre 100 milioni di utenti statunitensi vengono inviati al governo cinese. ByteDance ha più volte respinto le accuse, ma alla fine ha accettato di creare una nuova società (TikTok Global) interamente posseduta da Oracle, Walmart e gli attuali investitori statunitensi.

L’azienda cinese aveva inviato un nuova proposta all’inizio di novembre, ma si era rivolta ad un giudice per impedire il ban previsto per il 12 novembre. Pochi giorni dopo, il CFIUS (ente governativo che valuta le implicazioni per la sicurezza nazionale degli investimenti stranieri negli Stati Uniti) aveva concesso una prima proroga di 15 giorni (fino al 27 novembre) e successivamente una seconda proroga di 7 giorni (fino al 4 dicembre).

Nonostante la scadenza di venerdì scorso, il governo statunitense non ha attuato il blocco del social network e non prorogherà ulteriormente la deadline. I negoziati continueranno nei prossimi giorni, ma non è chiaro l’esito finale. Secondo un giornalista della CNN ci sono buone probabilità che si giunga ad un accordo.

L’obiettivo è trovare un’intesa sulla vendita di TikTok USA entro il 20 gennaio 2021, quando Trump lascerà il posto a Biden. Ovviamente occorrerà anche l’approvazione del governo cinese.

Aggiornamento: un giudice federale ha concesso un’ingiunzione preliminare che impedisce al Dipartimento del Commercio di bloccare le transazioni con TikTok.

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