Jeff Bezos, CEO di Amazon

Lo smartphone di Jeff Bezos violato dagli hacker sauditi

Il telefonino dell’uomo più ricco del mondo sarebbe stato compromesso dagli hacker di stato dell’Arabia Saudita, che per giunta avrebbero agito per mezzo del principe Mohammed bin Salman. Le conseguenze dell’hack: ricatti e il brutale omicidio di Jamal Khashoggi.

Jeff Bezos, fondatore dell’impero di Amazon e uomo più ricco del mondo, sarebbe caduto vittima di un hack telefonico come un qualsiasi possessore di gadget mobile. Diversamente dagli utenti comuni, però, la compromissione dello smartphone di Bezos avrebbe avuto implicazioni significativamente più gravi.

A rivelare l’esistenza del (presunto?) hack sono le fonti anonime riportate dal Guardian, che chiama direttamente in causa il principe della Corona dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman: nel 2018, Bezos e bin Salman si stavano intrattenendo in uno scambio di messaggi su WhatsApp, e proprio tramite WhatsApp il principe saudita avrebbe inviato un file video contenente codice malevolo.

Breccia di Sicurezza

In seguito alla compromissione dello smartphone di Bezos, dicono ancora le fonti, gli hacker sauditi avrebbero sottratto svariati “gigabyte” di dati personali all’uomo più ricco (e bersagliato) del mondo. La natura delle informazioni sottratte è ignota, ma quel che è capitato in seguito confermerebbe il successo dell’hack dal punto di vista dei guastatori sauditi.

Sei mesi dopo la violazione del telefono di Bezos, nell’ambasciata dell’Arabia Saudita a Istanbul è stato perpetrato il brutale omicidio di Jamal Khashoggi: il giornalista del Washington Post, quotidiano di proprietà di Bezos dal 2013, è entrato nel consolato saudita per richiedere alcuni documenti ma non è più uscito. In seguito si è scoperto che Khashoggi era stato prima torturato, poi ucciso e infine fatto a pezzi per poter essere più agilmente “trasportato” fuori dall’ambasciata.

Khashoggi era notoriamente un critico della famiglia reale e del governo saudita, ma secondo il Guardian non sarebbe stato l’unico a patire le conseguenze dell’hack del 2018: anche Bezos è risultato direttamente e personalmente coinvolto, quando nel febbraio del 2019 sono emersi messaggi e foto della sua relazione extraconiugale con Lauren Sanchez.

Gavin de Becker, responsabile della sicurezza di Amazon, ha dichiarato che le indagini interne hanno confermato la natura legittima dell’hack saudita contro Jeff Bezos. Chi invece si chiama prevedibilmente fuori sono le autorità dell’Arabia Saudita, che tramite la loro ambasciata negli USA definiscono “assurdo” l’articolo del Guardian. Affermazioni non basate sui fatti su cui andrebbero svolte delle indagini, dicono i sauditi.

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Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.