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Come condividere la connessione mobile di uno smartphone Android su PC via Wi-Fi

Alfonso Maruccia | 15 Gennaio 2019

Android Internet Windows

In caso di emergenza o di necessità, un terminale Android può servire da punto di accesso a Internet grazie alla […]

In caso di emergenza o di necessità, un terminale Android può servire da punto di accesso a Internet grazie alla condivisione della connessione dati mobile. Grazie al 4G, le prestazioni di rete non sono poi da buttare.

Che ci si trovi improvvisamente senza l’accesso fisso a Internet, o in viaggio con la necessità di avere un collegamento di Rete veloce e affidabile sempre a portata di mano, un moderno smartphone basato su Android può rappresentare un’ancora di salvataggio capace di tenere i nostri dati e le nostre connessioni al riparo da rischi e potenziali violazioni alla privacy da parte di terzi.

L’OS mobile di Google mette a disposizione diversi metodi per condividere la connessione dati con altri dispositivi, e in questa guida ci occuperemo della condivisione effettuata per mezzo di un Hotspot Wi-Fi. Oltre ad avere uno smartphone con scheda SIM funzionante e dotata di un piano dati attivo e pienamente operativo, l’altro requisito indispensabile per la condivisione della connessione include la corretta configurazione dell’Hotspot sullo smartphone.

Una rete Wi-Fi virtuale

Su Android One (8.1), per modificare le opzioni di configurazione occorre accedere alla app Impostazioni, toccare la voce Rete e Internet, quindi Hotspot e tethering; con Configura hotspot Wi-Fi si passa poi alla schermata di configurazione vera e propria, dove è possibile dare un nome personalizzato alla rete virtuale che stiamo creando, scegliere il livello di protezione (nessuna o WPA2-PSK) con tanto di eventuale password (da selezionare tra quella consigliata da Android o da creare ex-novo), selezionare la banda wireless per la connessione (2,4GHz o la meno congestionata 5GHz), infine premere il pulsante SALVA per confermare la nuova configurazione.

Aprire ogni immagine in una nuova scheda per ingrandire

L’hotspot così configurato è quindi pronto per essere attivato, e una volta premuto l’apposito switch avremo a disposizione una nuova rete Wi-Fi (802.11n) accessibile da tutti i dispositivi compatibili. Da questo momento in poi, Android visualizzerà una notifica “permanente” che segnala la presenza dell’hotspot attivo (e degli eventuali dispositivi a esso connessi) e non può essere disabilitata.

Qualora volessimo sfruttare la connessione mobile su un PC Windows 10, potremo navigare tra le reti disponibili dall’apposita icona di rete nell’Area di Notifica, selezionare la nuova rete, specificare l’eventuale password di accesso e procedere al collegamento.

Hotspot WiFi su Android - immagine 7

Una volta connessi, potremo accedere alle proprietà della rete facendo click sull’apposito comando – sempre agendo dalla suddetta Area di Notifica – per abilitare le impostazioni aggiuntive sul collegamento automatico, l’uso di indirizzi hardware casuali – per rendere più difficile il tracciamento da parte di terzi – l’indicazione della connessione come “a consumo” – per modificare il comportamento delle app UWP che supportano la funzionalità. Potremo infine consultare tutte le proprietà di rete, inclusi SSID, protocollo, livello di sicurezza, canale wireless, banda, indirizzo IPv4 (o IPv6), server DNS e via elencando.

Hotspot WiFi su Android - immagine 8
Hotspot WiFi su Android - immagine 9

Qualora volessimo usare un sistema DNS diverso da quello del nostro operatore di telefonia per aggirare eventuali blocchi o migliorare le prestazioni di navigazione, infine, potremo agire direttamente sulle opzioni di Windows impostando gli IP del nostro DNS preferito dal Pannello di Controllo del sistema operativo.

Hotspot WiFi su Android - immagine 10

Prestazioni e controindicazioni

Nei test effettuali su un terminale Nokia 6.1, con una connessione TIM 4G con un buon livello di segnale, l’hotspot Wi-Fi di Android si è comportato in maniera discreta, a volte quasi sorprendente per le prestazioni di rete piuttosto buone sul fronte della latenza e della velocità in downstream e upstream. Tali prestazioni tendono però a variare in maniera sensibile, ed è molto, troppo facile dimenticarsi del fatto che i Gigabyte disponibili per la connessione a consumo finiscono piuttosto in fretta se si aprono tante schede sul browser Web e si scaricano molti contenuti dai server di rete. Un’altra controindicazione importante all’uso dell’hotspot di Android è poi l’impatto sui consumi energetici, con il livello della batteria che scende molto più velocemente del solito se si condivide la connessione per un periodo di tempo prolungato.

Anche tenendo in considerazione le succitate controindicazioni, comunque, l’hotspot Wi-Fi di Android rappresenta una funzionalità estremamente utile, forse persino indispensabile in non pochi scenari di utilizzo per chi vuole avere a disposizione un collegamento a Internet personale, a prova di hacker o comunque senza la necessità di dover ricorrere ai punti di accesso gestiti da terzi – magari in un albergo o se si è ospiti in casa d’altri – con tutti i gravi rischi di sicurezza che la cosa comporta.

Moto G9 Plus

Smartphone

Motorola svela gli smartphone che riceveranno Android 11

Luca Colantuoni | 22 Dicembre 2020

Android Motorola Smartphone

Motorola ha comunicato i nomi degli smartphone che verranno aggiornati ad Android 11 nei prossimi mesi, ma non è nota la tempistica.

A distanza di oltre un mese dal debutto ufficiale del nuovo sistema operativo, Motorola ha finalmente svelato i nomi degli smartphone che riceveranno Android 11. Purtroppo non è stata comunicata la roadmap, quindi gli utenti potrebbero attendere anche diversi mesi.

Motorola non apporta eccessive modifiche alla versione stock di Android, quindi l’esperienza d’uso è simile a quella offerta da Google Pixel. Nonostante ciò, la distribuzione degli aggiornamenti avviene con una certa lentezza. Secondo Counterpoint Research, Lenovo (proprietario di Motorola) occupa la parte bassa della classifica, davanti a LG.

Motorola Razr 5G

Motorola afferma che il rilascio dell’aggiornamento ad Android 11 inizierà nei prossimi mesi per questi smartphone:

  • Motorola Razr 5G
  • Motorola Razr 2019
  • Motorola Edge
  • Motorola Edge+
  • Motorola One 5G
  • Motorola One Action
  • Motorola One Fusion
  • Motorola One Fusion+
  • Motorola One Hyper
  • Motorola One Vision
  • Moto G 5G
  • Moto G 5G Plus
  • Moto G Fast
  • Moto G Power
  • Moto G Pro
  • Moto G Stylus
  • Moto G9
  • Moto G9 Play
  • Moto G9 Plus
  • Moto G9 Power
  • Moto G8
  • Moto G8 Power
  • Lenovo K12 Note

I modelli venduti in Italia, ma non inclusi nell’elenco sono: Motorola One Macro, Motorola One Zoom, Moto G8 Power Lite e, stranamente, Moto G8 Plus (probabilmente perché è nato con Android 9 Pie). Ovviamente non verrà aggiornato nessun modello della serie Moto E7.

Motorola Edge+

In fondo al comunicato, Motorola chiarisce che si tratta di informazioni soggette a modifiche. Il produttore statunitense non garantisce che l’aggiornamento arrivi sui dispositivi elencati, in quanto le informazioni non rappresentano un impegno o un obbligo. In pratica, Motorola può decidere di non rilasciare Android 11 per uno o più smartphone.

Qualcomm

Smartphone

Smartphone con chip Qualcomm, update per quattro anni

Luca Colantuoni | 17 Dicembre 2020

Android Google Qualcomm Smartphone

Google e Qualcomm hanno avviato una collaborazione per migliorare il design Project Treble attraverso il supporto per quattro major release di Android.

Qualcomm e Google hanno annunciato una collaborazione che prevede il miglioramento del famoso design Project Treble. Gli utenti che acquisteranno nuovi smartphone con processore Snapdragon e Android 11 potranno ricevere quattro aggiornamenti del sistema operativo e patch di sicurezza per quattro anni.

Project Treble è stato introdotto con Android 8.0 Oreo per ridurre la frammentazione attraverso la separazione tra il framework del sistema operativo e il software di basso livello (specifico per ogni dispositivo) denominato “vendor implementation”. Le immagini di sistema rilasciate da Google (basate su Android Open Source Project) garantiscono la retrocompatibilità per tre versioni precedenti del software di basso livello, oltre a quella attuale (quindi per un totale di quattro).

Il nuovo design rappresenta però uno svantaggio per i produttori di chip, in quanto per ogni SoC devono essere supportate varie combinazioni di framework e software di basso livello per consentire agli OEM di usare il chip per i nuovi dispositivi e di rilasciare update per i vecchi dispositivi.

Project Treble

Per risolvere il problema, Google consentirà ai produttori di SoC di supportare Android con lo stesso software di basso livello per i nuovi e i vecchi dispositivi. Qualcomm supporterà quattro versioni del sistema operativo (quella di lancio più tre successive), ovvero Android 11, 12, 13 e 14, oltre a quattro anni di aggiornamenti di sicurezza.

I miglioramenti per Project Treble interesseranno inizialmente lo Snapdragon 888, ma verranno estesi anche ad altri processori. Questa novità dovrebbe velocizzare la distribuzione degli aggiornamenti da parte dei produttori di smartphone, ma solo alcuni di essi mantengono la promessa.

Nokia C1 Plus

Smartphone

Nokia C1 Plus, connettività 4G e Android 10

Luca Colantuoni | 15 Dicembre 2020

Android Nokia Smartphone

Il Nokia C1 Plus con schermo da 5,45 pollici, processore quad core, 1 GB di RAM, connettività 4G e sistema operativo Android 10 Go Edition è in vendita a 69,00 euro.

Insieme al Nokia 5.4, HMD Global ha presentato un nuovo smartphone di fascia bassa che sarà disponibile in alcuni paesi. Il Nokia C1 Plus è la versione aggiornata del Nokia C1, dal quale eredita la maggior parte delle caratteristiche. Ci sono però importanti miglioramenti per lo schermo e la connettività. Nel catalogo del produttore finlandese ci sono anche Nokia C2 e Nokia C3, ma nessun modello della serie può essere acquistato in Italia.

Il Nokia C1 Plus possiede un cover in policarbonato, un materiale meno pregiato rispetto all’alluminio e al vetro, ma sicuramente più resistente. Lo schermo da 5,45 pollici ha una risoluzione HD+ (quella del Nokia C1 è FWVGA+) e cornici piuttosto evidenti. Il design non è quindi il punto di forza, ma si tratta di uno smartphone molto economico.

La dotazione hardware comprende un processore quad core con frequenza di 1,4 GHz, 1 GB di RAM DDR3 e 16 GB di storage, espandibili con schede microSD fino a 128 GB. Le fotocamere frontale e posteriore hanno sensori da 5 megapixel, il flash LED e supportano la tecnologia HDR.

La connettività è garantita dai moduli WiFi 802.11b/g/n, Bluetooth 4.2, GPS e LTE (dual SIM). Il supporto per le reti 4G è sicuramente il miglioramento più importante rispetto al precedente Nokia C1. Sono inoltre presenti il jack audio da 3,5 millimetri e la porta micro USB 2.0.

Nokia C1 Plus

La batteria (rimovibile) ha una capacità di 2.500 mAh e offre un’autonomia abbastanza elevata. Il sistema operativo è ovviamente Android 10 Go Edition (molto probabile l’aggiornamento ad Android 11 Go Edition). Due i colori disponibili: blu e rosso. Il prezzo del Nokia C1 Plus è 69,00 euro.

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