CINECA, supercomputer Leonardo

Leonardo, il supercomputer italiano potenziato dalle GPU NVIDIA Ampere

Anche l’Italia partecipa alla corsa verso le prestazioni HPC di classe exascale con Leonardo, nuovo super-sistema in via di realizzazione a Bologna pensato per accelerare i calcoli a base di intelligenza artificiale.

Il consorzio universitario CINECA, in collaborazione con NVIDIA e l’iniziativa europea per i supercalcoli EuroHPC, svilupperà quello che NVIDIA ha definito il “supercomputer più veloce al mondo per l’intelligenza artificiale”. Leonardo, questo il nome del supersistema, sfrutterà le GPU Ampere A100 per accelerare la ricerca scientifica, le simulazioni e ovviamente la lotta al COVID-19 e alle pandemie future.

Leonardo sarà un sistema HPC (High-Performance Computing) di classe exascale, dice CINECA, coinvolgerà diversi istituti di ricerca italiani oltre al Ministero dell’Università e della Ricerca e il succitato consorzio pan-europeo EuroHPC. Il nuovo supercomputer italiano sarà installato nel data center del Tecnopolo di Bologna, e dovrebbe entrare in funzione nel 2021.

L’infrastruttura di Leonardo è basata sui nodi supercomputer di Atos (BullSequana XH2000), dove ogni nodo include una singola CPU Intel (Xeon Sapphire) e quattro GPU NVIDIA Tensor Core. I diversi nodi comunicheranno con una banda da 200 Gb/s fornita da Mellanox HDR sempre di NVIDIA, e in totale Leonardo sfrutterà qualcosa come 14.000 GPU Ampere per prestazioni nei calcoli IA (FP16) da 10 exaFLOPS. Le performance Linpack totali saranno di circa 250 petaFLOPS.

Con il nuovo supercomputer di CINECA, dice NVIDIA, l’Italia giocherà un ruolo da leader globale nella ricerca e nell’innovazione nei supercalcoli per la IA. Leonardo verrà sfruttato per identificare nuove molecole proteiche in grado di combattere efficacemente il COVID-19 e altre malattie, accelerare la ricerca astrofisica, migliorare l’accuratezza delle previsioni meteorologiche e altro ancora.

Nell’annunciare l’avvio del progetto Leonardo, il presidente di CINECA Eugenio Di Sciascio sottolinea la lunga tradizione italiana nell’ambito del calcolo ad alte prestazioni. Secondo il direttore David Vannozzi, invece, Leonardo rappresenta una prima pietra di un edificio parecchio ambizioso che vuole mettere l’Italia e l’Europa in condizioni di competere con gli altri colossi mondiali dei calcoli HPC come Cina, Stati Uniti e Giappone.

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Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.