HDD

Anche Western Digital ha pronti i primi hard disk da 16 Terabyte

Il colosso dello storage ha comunicato la disponibilità dei primi esemplari di HDD da 16 “Tera”, un traguardo tecnologico raggiunto grazie ai progressi della tecnologia MAMR. E presto arriveranno modelli persino più capienti.

Non volendo essere da meno di Seagate Technology, sua principale concorrente nel mercato dello storage a base di tecnologia magnetica, Western Digital (WD) ha in questi giorni svelato i piani a breve termine per la produzione di HDD da ben 16 Terabyte. I primi drive hanno già superato i testi interni e sono ora nelle mani delle aziende partner, ha comunicato il CEO di WD Michael Cordano durante un recente incontro con gli analisti finanziari.

Le unità con capienza da 16TB sono prevedibilmente indirizzate soprattutto al settore data center ed enterprise, con prezzi al momento ignoti ma sicuramente molto più corposi rispetto a quelli degli hard disk destinati al mercato consumer. Per le prestazioni nel trasferimento dei dati si parla di un possibile incremento del 10-15% in confronti agli attuali modelli ad alte capacità.

Western Digital, MAMR 1

Seagate ha raggiunto i 16 Tera grazie all’uso delle testine magnetiche assistite dal laser (HAMR), mentre WD ha deciso di seguire una strada diversa chiamata Microwave Assisted Magnetic Recording: la tecnologia MAMR impiega le microonde generate da un STO (Spin Torque Oscillator) integrato nelle testine per modificare temporaneamente il campo magnetico della superficie scrivibile del disco, imprimere i dati in formato digitale (i soliti “0” e “1” insomma) con una densità maggiore e quindi passare al bit successivo.

Western Digital, MAMR 2

Il debutto ufficiale dei drive da 16TB è previsto entro il 2019, anno in cui si affacceranno sul mercato anche unità da 18TB; per il 2020, invece, si parla dei primi hard disk dotati della quasi incredibile capacità nominale di 20 Terabyte. WD ha inoltre comunicato di essere impegnata nelle ricerche su soluzioni basate su testine HAMR, una tecnologia che in precedenza la corporation aveva snobbato lamentando la scarsa affidabilità della scrittura assistita da laser.

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Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.