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Anche Western Digital ha pronti i primi hard disk da 16 Terabyte

Alfonso Maruccia | 7 Gennaio 2019

Hdd

Il colosso dello storage ha comunicato la disponibilità dei primi esemplari di HDD da 16 “Tera”, un traguardo tecnologico raggiunto […]

Il colosso dello storage ha comunicato la disponibilità dei primi esemplari di HDD da 16 “Tera”, un traguardo tecnologico raggiunto grazie ai progressi della tecnologia MAMR. E presto arriveranno modelli persino più capienti.

Non volendo essere da meno di Seagate Technology, sua principale concorrente nel mercato dello storage a base di tecnologia magnetica, Western Digital (WD) ha in questi giorni svelato i piani a breve termine per la produzione di HDD da ben 16 Terabyte. I primi drive hanno già superato i testi interni e sono ora nelle mani delle aziende partner, ha comunicato il CEO di WD Michael Cordano durante un recente incontro con gli analisti finanziari.

Le unità con capienza da 16TB sono prevedibilmente indirizzate soprattutto al settore data center ed enterprise, con prezzi al momento ignoti ma sicuramente molto più corposi rispetto a quelli degli hard disk destinati al mercato consumer. Per le prestazioni nel trasferimento dei dati si parla di un possibile incremento del 10-15% in confronti agli attuali modelli ad alte capacità.

Western Digital, MAMR 1

Seagate ha raggiunto i 16 Tera grazie all’uso delle testine magnetiche assistite dal laser (HAMR), mentre WD ha deciso di seguire una strada diversa chiamata Microwave Assisted Magnetic Recording: la tecnologia MAMR impiega le microonde generate da un STO (Spin Torque Oscillator) integrato nelle testine per modificare temporaneamente il campo magnetico della superficie scrivibile del disco, imprimere i dati in formato digitale (i soliti “0” e “1” insomma) con una densità maggiore e quindi passare al bit successivo.

Western Digital, MAMR 2

Il debutto ufficiale dei drive da 16TB è previsto entro il 2019, anno in cui si affacceranno sul mercato anche unità da 18TB; per il 2020, invece, si parla dei primi hard disk dotati della quasi incredibile capacità nominale di 20 Terabyte. WD ha inoltre comunicato di essere impegnata nelle ricerche su soluzioni basate su testine HAMR, una tecnologia che in precedenza la corporation aveva snobbato lamentando la scarsa affidabilità della scrittura assistita da laser.

HDD (Hard disk, storage)

Utility

Testare le prestazioni di HDD, SDD e unità di storage con IsMyHdOK

Alfonso Maruccia | 14 Dicembre 2020

Hdd Ssd Storage

IsMyHdOK è un tool minimale in grado di verificare le prestazioni delle unità di archiviazione fisse o rimuovibili. Un modo per effettuare un check-up veloce in caso di necessità.

Come DesktopSnowOK, anche IsMyHdOK fa parte della famiglia di utility e piccole applicazioni distribuite sul sito di SoftwareOK. L’obiettivo, in quest’ultimo caso, è misurare le prestazioni di dischi fissi a tecnologia magnetica (HDD), dischi SDD e altre unità di archiviazione collegate al sistema e accessibili tramite una lettera di volume.

Diversamente da altri tool “istituzionali” come il solito CrystalDiskMark, IsMyHdOK è un programma specializzato nella facilità e velocità di esecuzione del compito per cui è stato creato. Il programma è portabile, quindi basta scaricare una delle due versioni disponibili (32/64-bit) ed estrarre l’eseguibile in archivio per cominciare.

IsMyHdOK - 1

Dalla compatta interfaccia di IsMyHdOK possiamo selezionare (in alto a destra) l’unità/disco su cui effettuare i test e la durata dei suddetti (da 15 secondi a 4 minuti); sulla sinistra sono presenti le informazioni essenziali sull’unità selezionata, mentre al centro sono presentati i diversi test disponibili. È possibile eseguire un singolo test con ciascuno dei cinque pulsanti centrali, oppure effettuare un test omnicomprensivo tramite il pulsante Avvia in basso a sinistra.

IsMyHdOK - 2

Alla fine dei benchmark, IsMyHdOK restituirà i risultati calcolati in base a una serie di parametri spiegati in dettaglio nelle FAQ del programma. Dal Menu in alto, infine, possiamo accedere a diverse utilità di Windows correlate alla gestione delle unità di archiviazione.

Tutto considerato, IsMyHdOK è uno strumento semplificato per effettuare una prova veloce delle prestazioni di un HDD, un SSD o una chiavetta USB. Una possibile alternativa all’onnipresente CrystalDiskMark per chi è alla ricerca di questo genere di opportunità.

Western Digital (WD)

Storage

Western Digital, HDD “Gold” da 18TB e “Red Plus” per i NAS

Alfonso Maruccia | 25 Giugno 2020

Hdd Nas Storage WD

Dopo il disastro dei dischi SMR, il colosso dello storage rilancia con nuovi modelli enterprise (Gold) con taglie esagerate e un nuovo brand per gli HHD per NAS ad alte prestazioni.

Western Digital è pronta a espandere l’offerta “Gold”, famiglia di hard disk magnetici dedicata al settore enterprise che ora si arricchisce di due nuove taglie da 16 e 18 terabyte. Novità arrivano anche sul fronte dei NAS “azzoppati” dai dischi SMR, con l’introduzione di una marca “Red Plus” a indicare le unità caratterizzate da prestazioni superiori (CMR).

Pensato espressamente per le aziende, i data center e gli ambienti in cui contano soprattutto affidabilità e prestazioni, il marchio WD Gold è caratterizzato dalla presenza di un sistema anti-vibrazioni, un consumo energetico ridotto e altre tecnologie avanzate. Gli HDD WD Gold sono certificati per operare in regime di utilizzo costante (24 ore al giorno, 365 giorni all’anno) e sono offerti nel classico formato da 3,5” con interfaccia SATA.

WD Gold

I nuovi modelli da 16 e 18 terabyte sono già acquistabili presso i rivenditori britannici, e costano ovviamente un occhio della testa (£472, £520). Curiosamente, i dischi non risultano ancora disponibili negli USA o altrove né sullo store Web ufficiale di WD. La garanzia dovrebbe essere la stessa dei modelli Gold preesistenti (5 anni).

Non c’è invece garanzia, né pace, per gli utenti che hanno avuto la sfortuna di incappare negli oramai famigerati HDD basati su tecnologia a tracce sovrapposte (SMR). Lo scandalo SMR ha partorito due class action, e ora WD ha deciso di rendere più riconoscibili i dischi con prestazioni inferiori lanciando il marchio Red Plus.

WD Red Plus

Il motivo del contendere è sempre l’utilizzo delle unità “azzoppate” (SMR) in configurazioni NAS, uno scenario in cui ora WD offrirà tre diverse proposte: gli HDD WD Red “lisci” useranno la tecnologia SMR e saranno consigliati per utilizzi “non intensivi”, i WD Red Plus saranno dischi a tecnologia convenzionale (CMR) per i NAS con carichi di lavoro intensivi e i WD Red Pro saranno indirizzati al settore business.

Western Digital (WD)

Storage

Western Digital, class action contro gli HDD SMR per NAS

Alfonso Maruccia | 3 Giugno 2020

Hdd Storage WD

Il pasticcio degli hard disk SMR venduti come HDD “standard” sta per costare due class action a Western Digital. La corporation ha messo a rischio i dati degli utenti, dicono gli avvocati.

Assieme a Seagate e Toshiba, Western Digital (WD) è stata colta nei mesi scorsi con le “mani nella marmellata” dello scandalo SMR. I tre grandi produttori di hard disk hanno commercializzato le loro unità di storage con tracce sovrapposte senza informare adeguatamente gli utenti, provocando (nei casi peggiori) problemi e perdite di dati sui sistemi pensati per la registrazione a flusso continuo.

La tecnologia SMR (Shingled magnetic recording) prevede l’uso di tracce parzialmente “sovrapposte” per l’archiviazione di dati su HDD, un sistema pensato per aumentare la densità dei piatti magnetici ma che ha effetti negativi sulla performance in scrittura. Particolarmente complicata era subito apparsa la posizione di WD, che aveva venduto i dischi SMR al posto di quelli tradizionali (CMR) nella serie “Red” dedicata ai sistemi NAS.

HDD magnetico

WD, come le altre aziende coinvolte, aveva in seguito provato a mettere una pezza al pasticcio professando “trasparenza” e pubblicando la lista completa dei dischi SMR sul mercato. La mossa di WD non è stata sufficiente, e ora due diversi studi legali (uno negli USA, l’altro in Canada) stanno imbastendo una class action contro il comportamento scorretto (e potenzialmente illegale) dell’azienda.

I dischi SMR sono particolarmente inadatti ai NAS e alle altre configurazione di storage RAID, sostengono i legali, WD ne era ben conscia eppure ha deciso di usare la tecnologia “inferiore” delle tracce sovrapposte “apparentemente” per risparmiare sui costi.

WD aveva in verità tentato una ulteriore, disperata mossa di riconciliazione col pubblico sostituendo i dischi SMR con quelli CMR valutando la situazione dei clienti “caso per caso”. La cosa non è stata sufficiente, e ora una più che probabile class action mirerà a dimostrare la condotta illecita di WD e i comportamenti adottati per mascherare l’uso dei drive SMR.

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