Windows 10 rotto

Il ritorno di Windows 10 1809

In concomitanza con il nuovo Patch Tuesday, Microsoft ha confermato il ripristino della distribuzione dell’ultima major release di Windows 10. Questa volta i test interni hanno confermato: nessun nuovo bug cancella-file.

Concludendo (augurabilmente) uno dei lanci più travagliati della storia recente della corporation, Microsoft ha in queste ore ripristinato la distribuzione e i download di Windows 10 1809: l’upgrade più recente del “sistema-operativo-come-servizio” è cominciato come il disastro che oramai tutti conoscono, e Redmond promette ora di essere più “trasparente” nelle comunicazioni agli utenti.

Il nuovo Windows 10 torna a essere disponibile giusto in tempo per il Patch Tuesday di novembre, e Microsoft “incoraggia” gli utenti ad aspettare che il “feature update” del sistema venga reso disponibile ai singoli dispositivi tramite i soliti canali di aggiornamento automatico (leggi Windows Update). La re-distribuzione arriva a cinque settimane dalla release originale, e include i fix per i gravi bug sperimentati dall’utenza in questo periodo.

Windows 10

Nel comunicare il ripristino della distribuzione di Windows 10 1809, Microsoft ha confermato di aver analizzato la build del sistema tramite un “controllo esteso” condotto internamente, al riparo quindi dal caos e dalle incertezze dei betatester gratuiti (e bontà loro volontari) del programma Insider. Non avendo riscontrato ulteriori casi di perdite di dati, la corporation ha quindi deciso di dare nuovamente il via all’upgrade per le versioni consumer e server di Windows 10.

Microsoft ha altresì comunicato di voler essere più trasparente in merito alle decisioni interne sullo sviluppo dell’OS-come-servizio, un modo per migliorare la comunicazione nei confronti dell’utenza che però nulla fa per risolvere i veri problemi derivanti dal nuovo approccio tecnologico dell’azienda: se Windows 10 è un servizio al momento si tratta di un servizio davvero pessimo, e Microsoft farebbe forse meglio a ridurre la velocità ossessiva con cui distribuisce le nuove release del sistema (passando magari dagli attuali due upgrade annuali a uno soltanto). Qualche nuovo betatester interno assunto per un controllo di qualità decente non farebbe poi male a nessuno.

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