Apple abbandonerà le CPU Intel nei futuri Mac?

Nuove indiscrezioni evocano ancora una volta la separazione tra le due corporation, con i chip mobile “fatti in casa” da Apple a prendere il posto delle potenti CPU x86 di Intel.

Presto, molto presto Apple Corp. potrebbe decidere di fare a meno delle CPU x86 di Intel, e Cupertino avrebbe già tutto quel che serve per “farsi in casa” i processori basati su un design ARM e adatti alle esigenze dei sistemi Mac. Indiscrezioni già emerse in passato, basate su presupposti concreti ma tutte da verificare nei fatti.

A parlare ancora una volta dello switch da x86 ad ARM è Ming-Chi Kuo, analista già autore di previsioni affidabili sulle mosse tecnologiche e commerciali di Cupertino. Kuo aveva già vaticinato l’abbandono di Intel da parte di Apple nel recente passato, e ora è tornato sulla questione suggerendo che l’operazione potrebbe avere concretamente luogo tra il 2020 e il 2021.

Nuovi Apple MacBook Pro

Un abbandono problematico

Almeno in teoria, Apple ha tutto ciò che serve per adottare la microarchitettura ARM anche sui sistemi Mac: i chip SoC usati per i suoi gadget mobile (iPad, iPod, iPhone) sono oggi molto più competitivi rispetto al passato, e sono caratterizzati da consumi energetici sensibilmente inferiori rispetto alla controparte Intel; la licenza di Cupertino per lo sviluppo di chip mobile garantirebbe poi un risparmio economico significativo, per non parlare della libertà “creativa” nella realizzazione delle nuove unità computazionali.

Apple aveva abbandonato l’architettura PowerPC in favore di quella x86 di Intel nel 2005, in occasione del lancio di MacOS X, e il passaggio non è stato certo indolore vista l’incompatibilità tra le due architetture; la storia potrebbe ripetersi tra due anni potrebbe, con gli utenti costretti ad affannarsi tra virtualizzazione, conversioni e “app” alternative scaricate dallo store ufficiale nel tentativo di ripristinare il loro solito ambiente di computing quotidiano.

La qualità e le performance dei chip mobile ARM declinati in versione desktop sono poi tutte da verificare, pur considerando i recenti problemi di surriscaldamento sperimentati dagli utenti dei nuovi MacBook Pro con CPU Core-i9. Intel, dal canto suo, ha tutt’altro genere di problemi da affrontare e di certo subirebbe un contraccolpo economico significativo qualora le previsioni di Ming-Chi Kuo si rivelassero esatte.

Potrebbe interessarti anche:

MacBook Pro, aggiornate le specifiche hardware

Apple raffredda i nuovi MacBook con una patch software

Intel, nuovi fondi contro la crisi dei 14 nanometri

PCProfessionale © riproduzione riservata.