Nintendo 3DS

Nintendo 3DS, fine della produzione per la console portatile

Nintendo ha confermato di aver cessato la produzione della famiglia di console portatili 3DS. Un prodotto non più necessario, visto il successo travolgente di Switch.

Nintendo dice addio alla famiglia 3DS, una serie di console portatili che in quasi 10 anni ha totalizzato decine di milioni di unità vendute in ogni fascia di età. Un addio che arriva in sordina, e che conferma per l’ennesima volta l’ottimo stato di salute della console ibrida Switch. In attesa della rivoluzione next-gen a opera di PlayStation 5 e Xbox Series X.

La notizia sulla fine della produzione di 3DS è scaturita direttamente dalla pagina ufficiale della famiglia 3DS, che ora presenta una nota autoesplicativa per ciascuna delle versioni della “piccola” console portatile della casa nipponica. Nintendo 2DS, New Nintendo 3DS XL e New Nintendo 2DS XL “non sono più in produzione”.

Nintendo ha in seguito confermato la conclusione della fase produttiva per le sue console portatili, rassicurando altresì sul fatto che i giochi di terze parti e lo store digitale (Nintendo eShop) continueranno a essere disponibili e a funzionare come al solito. La libreria di oltre 1.000 giochi per 3DS può ancora fornire “anni di contenuti” e intrattenimento per gli appassionati, precisa Nintendo.

Sia come sia la fine della produzione del 3DS segna un passaggio storico importante. Uscita in origine nel 2011, la discendente diretta del glorioso Gameboy si è in seguito imposta come la migliore soluzione per il gioco portabile (e in pratica l’unica soluzione disponibile dopo la fine della produzione di PS Vita) con oltre 75 milioni di console vendute.

Dopo svariate iterazioni e aggiornamenti hardware, con o senza schermo secondario 3D, oggi il 3DS non rappresenta più una priorità per Nintendo. La casa nipponica ha fatto letteralmente il botto con Switch, una console ibrida utilizzabile sia in casa che in mobilità e che ha già superato i 61 milioni di unità vendute. In attesa di nuovi modelli in grado di offrire esperienze comparabili a quelle delle console di nona generazione.

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Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.