Notebook Sandy Bridge alla prova

Scopriamo le reali prestazioni dell’architettura Intel Core di seconda generazione sui computer portatili.

Di Pasquale Bruno

Articolo tratto da PC Professionale 240 di marzo 2011

Questa volta i nuovi processori con architettura Sandy Bridge destinati ai notebook sono stati presentati contemporaneamente alle versioni per Pc desktop, in occasione del Consumer Electronic Show di Las Vegas. Al lancio della prima generazione Intel Core la versione mobile fu presentata in seguito, tra l’altro con importanti differenze sul processo produttivo. Non fu immediato imbrigliare l’architettura quad core Nehalem in un telaio da notebook, e in effetti il successo maggiore lo hanno avuto le versioni dual core basate su Arrandale. Con Sandy Bridge le cose cambiano: grazie all’estrema efficienza della nuova architettura è possibile infilare in un portatile da 14″ una Cpu a quattro core fisici molto simile a quelle disponibili per sistemi desktop (frequenze di clock a parte). Per un’analisi approfondita dell’architettura Sandy Bridge rimandiamo allo scorso numero di PC Professionale; ora vogliamo analizzare soprattutto come vanno nella pratica i nuovi processori mobile, sia per quanto riguarda le prestazioni pure sia sul fronte dei consumi e della dissipazione termica, nonché le differenze con la controparte desktop. Partiamo da quest’ultime: una delle più evidenti è nel package, che nel caso delle Cpu mobile fa a meno del thermal shield, la placca metallica posta a protezione del core che fa anche da dissipatore di calore.

A sinistra, una Cpu Sandy Bridge per notebook; a destra, il modello per Pc desktop.

Le Cpu mobile (a sinistra) prevedono normalmente uno zoccolo Pga 988 (Pin Grid Array); quelle per soluzioni desktop hanno invece un package Lga 1155 (Land Grid Array).

Sotto al processore troviamo i tradizionali piedini, che vanno a inserirsi nel nuovo socket G2 a 988 pin. Per le versioni di Cpu da saldare direttamente sulla scheda madre è previsto invece un package di tipo Bga (Ball Grid Array). Ricordiamo che le versioni desktop utilizzano il formato Lga (Land Grid Array) a 1.155 contatti. Come si nota dalla foto pubblicata, le dimensioni dell’intero package sono invece paragonabili, pari a 37,5 x 37,5 mm. Ancora un’altra differenza sta nelle frequenze di esercizio. L’attuale top di gamma per i Pc desktop, il Core i7 2600K, ha una frequenza di clock base di 3,4 GHz e turbo di 3,8 GHz, mentre il corrispondente per notebook, il Core i7 2820QM, si ferma rispettivamente a 2,3 GHz e 3,4 GHz. Una bella differenza, che consente però alla versione mobile di dimezzare o quasi il valore di Tdp (Thermal Design Power): 45 contro 95 watt.

L’attuale gamma di processori Sandy Bridge mobile prevede inoltre alcuni modelli destinati agli Oem (in tabella sono quelli senza indicazione di prezzo), caratterizzati da frequenze leggermente più basse, anche a carico del sottosistema grafico integrato. Seguono infine i modelli a basso consumo, che prevedono dei valori di Tdp compresi tra 17 e 25 watt, facendo ben sperare nella prossima commercializzazione di ultrasottili con le nuove Cpu. A parte l’economico Core i3 2310M, gli altri dispongono della tecnologia Intel Turbo Boost 2.0; per tutti invece il core grafico integrato è l’Intel HD 3000. Alcune versioni per Pc desktop prevedono invece il più lento HD 2000, che implementa sei execution unit anziché 12. Nelle Cpu a basso consumo il core grafico funziona però a frequenze ridotte, tipicamente 500 o 350 MHz in modalità  base e 1.100 / 900 MHz in modalità  turbo. Tutte le Cpu Sandy Bridge di tipo Low Voltage o Ultra Low Voltage sono disponibili esclusivamente con socket Bga 1023 e quindi sono destinate a essere direttamente saldate sulle schede madri.

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