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Notebook Sandy Bridge alla prova

Davide Piumetti | 1 Aprile 2011

Iniziamo dai test che impiegano esclusivamente la Cpu, come la codifica video H.264 (test Mainconcept Reference e Cyberlink Media Espresso) […]

Iniziamo dai test che impiegano esclusivamente la Cpu, come la codifica video H.264 (test Mainconcept Reference e Cyberlink Media Espresso) e il rendering 3D statico (Cinebench R11 Cpu score e POVRay). Il Core i7 2820QM è veloce di oltre il doppio rispetto al “vecchio” Core i7 720QM in questi test, con un vantaggio imbarazzante se entra in gioco del software ottimizzato per il Media Engine di Intel, come nel caso di CyberLink Media Espresso. La conversione di un filmato di test ha impiegato 15 secondi sulla Cpu Sandy Bridge contro il minuto e 24 secondi necessari al Core i7 di precedente generazione. Nello specifico caso della codifica video, l’accelerazione fornita dal Media Engine di Intel sembra più veloce anche di quella ottenibile tramite la tecnologia Cuda delle Gpu Nvidia, presente sui nuovi modelli di Acer e Asus.

Notiamo infine che anche una tranquilla Cpu Sandy Bridge dual core, come quella utilizzata sulla macchina Fujitsu, riesce a battere agevolmente il Core i7 720QM nei benchmark sopra citati. Per quanto riguarda le temperature in gioco, il Core i7 della macchina reference di Intel ha mostrato valori più che accettabili, con 40 gradi circa in stato di idle; anche gli altri portatili hanno mostrato valori inferiori ai 50 gradi. Una piacevole sorpresa arriva dall’autonomia delle batterie, in tutti i casi uguale o superiore alle quattro ore. Un risultato notevole soprattutto considerando i 17 pollici del notebook Compal o i chip grafici Nvidia sui modelli Asus e Acer. Per confronto, l’Asus G51J ha manifestato una temperatura della Cpu a riposo di 55 gradi e una durata della batteria non superiore alle tre ore.

Con i test sintetici, che misurano le prestazioni con varie applicazioni da ufficio e di produttività , le Cpu Sandy Bridge hanno offerto risultati anche in questo caso superiori, a patto però di essere coadiuvate da un disco veloce. La memoria di massa è diventato il collo di bottiglia principale nelle macchine con la nuova piattaforma, e ora più che mai è meglio non risparmiare su questo componente. L’ideale è un disco allo stato solido, come seconda scelta consigliamo uno dei recenti dischi ibridi oppure un modello tradizionale con velocità  di rotazione di 7.200 giri al minuto. Alla fine dei test possiamo concludere che i risultati della piattaforma Intel Core di seconda generazione sono andati ben oltre le nostre aspettative, già  moderatamente ottimistiche prima di avere le macchine in laboratorio. I processori Sandy Bridge sono molto veloci, efficienti e riscaldano meno; a quanto pare permettono anche una durata delle batterie più lunga rispetto alla media attuale.

Il costo dei nuovi notebook non è molto più alto rispetto ai precedenti modelli, rendendo la scelta ancora più semplice. Se vi serve un nuovo portatile, consigliamo di pazientare ancora un paio di mesi, vale a dire il tempo necessario ai produttori per rimediare al problema del chipset. Ne varrà  la pena.

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