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Disney+, lo streaming amato dagli utenti e dai pirati

Problemi di login a parte, l’avvio delle trasmissioni di Disney+ ha fatto segnare importanti risultati sia con gli utenti legittimi che coi pirati. Categoria che spesso e volentieri non ha avuto alternativa.

Il debutto dello streaming audiovisivo di Disney+ è coinciso con i noti problemi tecnici di cui abbiamo parlato ieri, ma anche sul fronte della popolarità la megacorporazione di Topolino può vantare risultati significativi. Gli utenti hanno creato nuovi account in massa, mentre i contenuti esclusivi del servizio sono subito finiti in cima ai file più condivisi sui siti pirata.

Stando a quanto comunicato ufficialmente da Disney, infatti, il numero di utenti registrati su Disney+ ha già superato i 10 milioni nel solo giorno di lancio. Numeri ovviamente non (ancora) paragonabili agli oltre 60 milioni (paganti) di Netflix, e che andranno rivalutati soprattutto dopo la fine del periodo gratuito promozionale di sette giorni offerto dalla corporation.

Disney pianifica di fornire i dati aggiornati sulle performance di Disney+ in occasione della prossima trimestrale prevista per febbraio 2020, ma è indubbio che l’interesse dell’utenza per il nuovo servizio sia decisamente alto. Soprattutto per i contenuti esclusivi, che hanno “preso il volo” sui siti pirata poche ore dopo l’avvio ufficiale delle trasmissioni.

La serie The Mandalorian ambientata nell’universo di Star Wars, in particolare, è stata oggetto di diversi rip dalla qualità variabile (Full HD, 720p, Ultra HD, H.264 e H.265) che hanno monopolizzato la classifica dei file più scaricati sui siti di torrent – prima sui tracker privati e poi sui motori di ricerca pubblici.

Che la nuova produzione Disney sia destinata a trasformarsi nel nuovo campione della condivisione pirata come già successo con Game of Thrones? Di certo la casa di Topolino ha favorito la proliferazione non autorizzata dei video, visto che Disney+ è attualmente disponibile solo in tre paesi in tutto il mondo. Il mercato dello streaming si fa sempre più frammentato, e la pirateria è evidentemente uno dei pochi strumenti disponibili all’utente finale per non spendere uno sproposito in abbonamenti.

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