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Intel, i 7 nanometri e le promesse di Rocket Lake-S

Come al solito Intel è in ritardo con l’evoluzione dei suoi processi produttivi, ma il futuro della corporation include anche notizie (molto) positive sul fronte delle prestazioni.

Intel deve ancora implementare un processo produttivo a 10 nanometri per le sue potenti CPU desktop ed è già in ritardo con quello successivo a 7nm. La concorrenza festeggia, ma secondo le indiscrezioni il futuro di Chipzilla promette novità importanti. Un futuro in cui le prestazioni miglioreranno sensibilmente anche senza un aggiornamento sostanziale al nodo produttivo.

Dopo Tiger Lake, l’architettura di processore a 10nm per i laptop high-end che dovrebbe debuttare il prossimo 2 settembre, l’undicesima generazione delle CPU Core di Intel dovrebbe essere Rocket Lake-S. I nuovi Core per desktop saranno prodotti ancora a 14nm ma non mancheranno di garantire performance maggiorate rispetto a Comet Lake-S.

Le ultime indiscrezioni in tal senso evidenziano l’esistenza di un sample ingegneristico con 8 core fisici e 16 thread logici, un clock di base di 3,4GHz e un clock Turbo da 5GHz. I chip Rocket Lake-S sfrutteranno l’architettura di core Willow Cove già adottata per i chip Tiger Lake a 10nm, o forse (secondo altre fonti) sfrutteranno i nuovi core Cypress Cove come un “porting al contrario” dell’architettura Willow Cove (10nm) sui chip a 14nm.

Intel Alder Lake

Quale che sia l’architettura di core integrata, le CPU Rocket Lake-S dovrebbero fornire incrementi prestazionali compresi tra il 10 e il 20% rispetto all’architettura Skylake. Assieme a un clock più veloce, i nuovi chip non dovrebbero sfigurare (almeno nelle performance) contro l’offerta Zen 3 di AMD.

Sempre parlando di AMD, la “piccola” concorrente storica di Intel continua a beneficiare dei problemi del colosso delle CPU superandone il valore delle azioni in borsa. Certo Intel è ancora inavvicinabile in quanto a capitalizzazione complessiva ($255 miliardi contro $70 miliardi) e ricavi concreti, ma il futuro della corporation di Lisa Su promette faville.

7 nanometri o meno, i conti di Intel sono in ogni caso estremamente positivi e le vendite crescono in maniera costante. Per ridurre il gap produttivo con la concorrenza, Chipzilla potrebbe però usare in maniera più “aggressiva” le fonderie esterne come TSMC anche per i componenti “critici” delle sue unità computazionali.

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Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.