Simpatico accessorio che consente di gestire a distanza i modelli Sony Ericsson con Android senza toglierli di tasca o dalla borsetta. Leggi tutto
Se ne parla ormai da mesi, e nei giorni scorsi circolavano voci di un possibile ritardo del modello di punta Nokia in alcuni mercato. Non certo in Italia dove è già iniziata la distribuzione. Leggi tutto
L’edizione 2010 si terrà il 3 e 4 dicembre nella capitale. L’inglese sarà la lingua ufficiale della conferenza e l’evento sarà totalmente gratuito: un’eccezionale occasione per mostrare, nella splendida cornice della Città Eterna, il meglio dell’industria videoludica italiana, sempre più in crescita e forte delle sue risorse. Leggi tutto
L’uomo pipistrello in una bella e divertente trasposizione videoludica che strizza l’occhio alla serie animata televisiva. Leggi tutto
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Se avete un Pc condiviso con altri utenti, potrebbe essere esposto a virus e malware in generale. Oltre al web un’altra possibile fonte di contagio può essere la porta usb. Ecco perchè vi presento questo programma che può bloccare l’accesso a tali porte temporaneamente.
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Questa è un’opzione veramente efficace per chi visita regolarmente alcuni siti per i quali non viene fornita una app specifica.
È possibile aggiungere facilmente un collegamento one touch per qualsiasi pagina web nella propria Home Screen nel browser Safari iPhone.
Basta caricare la pagina che interessa e premere il tasto ‘+’ nella parte bassa dello schermo. Selezionare l’opzione ‘Aggiungi a Home’. E’ possibile nominare l’etichetta come si preferisce.
A questo punto ci sarà un’icona di collegamento al sito sulla vostra pagina principale.
Gratis il primo capitolo dei Kindle books, leggibile direttamente dal browser, senza dover scaricare o installare alcun software. Blogger e gestori di un sito possono includere nelle loro pagine web, preview gratuite dei libri del Kindle store, guadagnando una percentuale sulla vendita del libro. Leggi tutto
Prende il via il 20 ottobre la 47esima edizione della principale esposizione fieristica dell’ICT italiano e il leit motiv del convegno inaugurale: “Oltre la Crisi, l’Italia che innova” sembra calzare perfettamente anche per la manifestazione. Leggi tutto
Il Campionato Italiano di videogiochi apre i battenti e presenta una grandissima novità, per la prima volta, infatti, all’ESL saranno protagoniste insieme ai PC anche le console, dal 30 settembre al 3 ottobre alla Fiera di Roma, all’interno del Romics. Leggi tutto
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Una funzionalità interessante, soprattutto per chi legge iBook a letto, è quella di poter bloccare, sul proprio iPhone, l’orientamento dello schermo fissandolo in verticale, evitando così, fastidiosi cambiamenti dalla posizione da verticale ad orizzontale e viceversa.
Per attivare il blocco, toccare due volte il pulsante Home, quindi scorrere lungo la schermata nella parte sinistra, fino alla visualizzazione di un’icona grigia con il simbolo di un lucchetto circondato da una freccia circolare. Toccare l’icona per bloccare l’orientamento (apparirà un’icona in alto a destra sul display), e toccarla nuovamente per sbloccarlo.
La console arriverà in Giappone il 26 Febbraio del 2011 ad un prezzo di 25.000 yen (circa 300 dollari). L’arrivo in Europa e negli Stati Uniti, invece, è previsto nel mese di Marzo. Leggi tutto
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Spotlight è una funzione di ricerca in tempo reale sviluppata da Apple, ed integrata nell’iPhone.
Ovviamente quando avviamo una ricerca, Spotlight ordinerà i risultati in base a dei criteri predefiniti. C’è la possibilità, però, di impostare l’iPhone in modo da ricevere un elenco più pertinente alle nostre necessità.
Nel menù Impostazioni, andare in Generale e quindi selezionare Ricerca Spotlight. A questo punto vengono visualizzate una serie di categorie; agendo su tali categorie è possibile modificare l’ordine con il quale il telefono presenta i risultati della ricerca.
Chi intrattiene rapporti d’affari con clienti e/o fornitori all’estero, sa che è molto importante la conoscenza delle lingue straniere, ma altrettanto la gestione dei fusi orari; non sarebbe molto simpatico chiamare un cliente alle quattro di mattina!
Fortunatamente, on line esistono diversi strumenti gratuiti che ci possono aiutare a coordinare e controllare il tempo in tutte le parti del mondo.
Eccone alcuni.
World Time Zone
World Time Zone mette a disposizione una mappa di tutto il mondo. I vari paesi o porzioni di essi, sono identificati da un colore; ad ogni colore corrisponde una zona con lo stesso orario.
Altre caratteristiche utili sono l’evidenziazione delle zone nelle quali vige l’ora legale, ed ancora più interessante la funzione ‘Sun Clock’, che come dice il nome stesso, ci consente di sapere quali sono le zone in cui ancora splende il sole.
Time Zone Converter
Questo sito è molto semplice. Presenta due orologi: in quello di sinistra è visualizzata l’ora locale, mentre in quello di destra è possibile sapere la corrispondente ora in un certo numero di grandi città.
GMail Time Zone
Se non volete utilizzare una web app esterna e possedete un account GMail, potete tenere sotto controllo i fusi orari internazionali direttamente nella casella mail. Per poterlo fare occorre abilitare la funzionalità ‘Fuso orario del mittente’ in questo modo: accedete alla vostra casella GMail, cliccate in alto a destra su ‘Impostazioni’ e successivamente selezionate la scheda ‘Labs’; scorrendo i Labs disponibili troverete ‘Fuso orario del mittente’. Cliccate su ‘Attiva’.
Tutti all’inseguimento dell’iPad. Dopo il Samsung Galaxy Tab, adesso anche Research In Motion cala il suo asso. Non c’è che dire, la guerra nel settore dei tablet inizia a farsi davvero interessante. Leggi tutto
La comunità dei volontari che sviluppano e promuovono OpenOffice.org, il più importante software libero per la produttività individuale, annuncia una significativa evoluzione del progetto.
Citiamo dall’annuncio ufficiale, apparso sul blog di Italo Vignoli.
“Dopo dieci anni di evoluzione con Sun Microsystems come fondatore e principale sponsor, il progetto annuncia una fondazione indipendente chiamata “The Document Foundation” con l’obiettivo di dare vita alla promessa di indipendenza del programma originale”.
Il resto è nell’annuncio ufficiale e sul sito della Document Foundation.

La notizia dovrebbe tranquillizzare chi vede troppo software libero finire nel recinto di Oracle.

Scopriamo come una gestione intelligente e l’automazione dello spazio abitativo possono migliorare la vivibilità e mettere sotto controllo i consumi.
La parola domotica deriva dalla congiunzione di due parole greche: domos e titemi, che significano rispettivamente casa e ordinare. Inoltre il suffisso greco titos indica le discipline di applicazione e quindi il significato finale della parola domotica è quello di ordinare la casa. L’essere umano da sempre svolge l’attività di ordinare e organizzare il proprio spazio abitativo e quindi la domotica esiste da sempre; oggi questo vocabolo si è affermato come neologismo che richiama le nuove tecnologie applicate alla gestione della casa. La domotica rappresenta quindi un approccio moderno di governare la casa sfruttando i più recenti strumenti tecnologici. L’adozione di un sistema integrato che permette di far convergere in un unico sistema di controllo tutti gli aspetti di funzionamento di un’abitazione ha lo scopo principale di fornire ai proprietari una migliore vivibilità degli ambienti e un livello di comfort superiore alla media. In secondo luogo, ma non meno importante, una gestione centralizzata abilita nuove possibilità di controllo dei consumi permettendo di ridurre gli sprechi e di ottimizzare le risorse disponibili. La domotica oltre a rappresentare un modo diverso di vivere la propria abitazione ha risvolti molto interessanti per quanto riguarda il miglioramento della qualità della vita per le persone disabili o per gli anziani. Attraverso una progettazione e installazione mirata è possibile infatti rendere più semplice l’esecuzione di alcune operazioni che, in caso di deficit funzionali del corpo, possono risultare estremamente faticose o impossibili da eseguire in mancanza di assistenza da parte di un’altra persona. In questo articolo vediamo quali obiettivi si prefigge l’automazione domestica moderna e analizziamo qual è la struttura e organizzazione delle funzioni in un unico impianto integrato. L’offerta di mercato è in continua evoluzione e ampliamento, a beneficio sia dei costi sia delle funzioni che possono essere implementate. Purtroppo i luoghi comuni sulla domotica sono ancora molti e spesso si finisce per ignorare l’argomento, convinti che l’installazione di un sistema di gestione avanzato della casa implichi un costo così elevato che solo le persone più ricche possono permettersi come sfizio.
Gli impianti di gestione automatizzata di tipo domestico sono derivati dallo sviluppo delle soluzioni su larga scala per complessi di uffici e spazi industriali. Tuttavia oggi la domotica su piccola scala si evolve parallelamente con soluzioni sempre più specifiche e mirate alla vita domestica. Tutti i principali produttori di apparecchi per gli impianti elettrici (Bticino, Gewiss, Vimar sono solo alcuni) dispongono di linee di prodotti ad hoc per la realizzazione di soluzioni complete oppure per integrare un impianto già esistente anche di tipo tradizionale. Oltre a questi produttori sono tantissime le aziende che, grazie anche alla presenza di standard aperti, propongono sul mercato dispositivi per assolvere a funzioni specifiche da inserire in un impianto esistente.
Grazie alla diffusione di dispositivi sempre più facili da configurare e legati in modo stretto anche al mondo informatico è possibile anche per l’utente finale implementare da solo alcune funzioni domotiche di base. Tuttavia è sempre doveroso ricordare che la legge impone stretti vincoli di sicurezza sugli impianti delle abitazioni ed è quindi bene affidarsi a un installatore specializzato quando sono richiesti interventi sugli impianti di base come quello elettrico, quello dell’acqua e quello del gas.
(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 235 – ottobre 2010)

Si parla molto di cloud computing: in questo articolo vedremo di che cosa si tratta ed esamineremo l’offerta dei principali provider di “computing tra le nuvole”.
L’espressione cloud computing oggi è senza dubbio di moda nel mondo dell’informatica. Ma nonostante il gran parlare che se ne fa, pochi riescono a darne una definizione precisa e a volte persino gli addetti ai lavori non sanno esattamente di cosa si tratta. Basti pensare che il 38% dei responsabili del settore informatico di 100 grandi aziende italiane (fatturato superiore ai 100 milioni di euro) in un sondaggio realizzato nel 2010 da Nextvalue hanno indicato la virtualizzazione dei server come la “definizione più appropriata di cloud computing”, dimostrando una conoscenza quantomeno parziale dell’argomento. Per poter definire cos’è il cloud computing è opportuno esaminare prima l’origine di questo termine. La parola cloud (nuvola, in inglese) fa riferimento all’immagine più utilizzata per rappresentare Internet nei diagrammi di rete: una nuvola. Ma cloud computing non è ovviamente sinonimo di Internet, anche se coinvolge in maniera diretta la Rete. Con l’espressione cloud computing si fa riferimento a una modalità di elaborazione basata su Internet in cui le risorse vengono distribuite con un approccio molto simile a quello di una centrale elettrica o telefonica. In questi casi infatti ogni utilizzatore – dopo aver sottoscritto un abbonamento a costo fisso o a consumo – preleva le risorse in base alle sue esigenze, senza sapere a quale centrale è connesso né cosa avviene dall’altro capo del filo con cui è collegato al suo fornitore.
L’idea è dunque semplice: demandare a qualcun altro il compito di gestire l’infrastruttura informatica aziendale, abbattendo la spesa necessaria per la gestione interna: basti pensare al costo dell’hardware (server, storage, gruppi di continuità e così via), delle licenze software, e ovviamente, di tutte le risorse necessarie per la manutenzione. Ma, come vedremo, esiste anche un rovescio della medaglia che andrà valutato con attenzione prima di sposare il cloud computing.
Non solo esistono vari modi di utilizzare il cloud, ma sono anche molteplici – e molto diverse – le architetture che rientrano nella definizione di cloud computing. Ve le presenteremo nella prima parte di questo articolo, dove esamineremo anche i principali vantaggi e svantaggi del cloud computing e daremo un rapido sguardo alla sua diffusione in Italia e in Europa. Nella seconda parte troverete invece una descrizione dei servizi proposti dai player più noti del settore, da Amazon a Google: potrete così valutare se già oggi il cloud è una soluzione adatta alle vostre esigenze.
(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 235 – ottobre 2010)
I lettori di PC Professionale entrano gratuitamente allo Smau 2010.
Scoprite come fare su questa pagina.
OLTRE 350 PROGRAMMI ESSENZIALI
E TRE PROGRAMMI COMMERCIALI COMPLETI
Ashampoo Snap 3 – NetObjects Fusion 10 – Nitro Pdf Reader
Tecnologia
Cloud computing
Il server tra le nuvole
Si parla molto di cloud computing: vediamo cosa è ed esaminiamo l’offerta dei principali provider.
Discuti con l’autore dell’articolo
Domotica
La casa del futuro nel presente
Una gestione intelligente e l’automazione dello spazio abitativo possono migliorare vivibilità e consumi.
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Prove
Netbook
Atom Dual Core
Dopo aver debuttato sui piccoli nettop, l’Atom dual core entra anche nei portatili grazie a una versione ottimizzata. Scopriamo quali sono i suoi vantaggi, soprattutto in termini di prestazioni.
Discuti con l’autore dell’articolo
iPhone 4
Apple contro tutti
Anche nella sua quarta incarnazione il melafonino si conferma il migliore smartphone touch sul mercato, ma la concorrenza si avvicina.
Discuti con l’autore dell’articolo
Fotolaboratori on-line
La stampa viaggia via Web
Qualità di stampa, risparmio, ampia scelta di formati e rapidità di consegna. Abbiamo messo alla prova 15 servizi.
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Display Lcd
La svolta ecologica
In un mercato perennemente a rischio di saturazione, i grandi produttori presentano i loro modelli “green”, progettati per rispettare l’ambiente e abbattere i consumi.
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Microsoft Office
I programmi parlano tra loro
Sfruttando unicamente i programmi di Office è possibile creare soluzioni anche piuttosto sofisticate. Non ci credete? L’applicazione di prova che abbiamo realizzato per questo articolo vi farà cambiare idea.
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Sistemi
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Mobility
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Networking
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Periferiche

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Software
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Domotica

Sfruttando unicamente i programmi di Office è possibile creare soluzioni anche piuttosto sofisticate. Non ci credete? L’applicazione di prova che abbiamo realizzato per questo articolo vi farà cambiare idea.
Normalmente per sviluppare un’applicazione software si è portati a utilizzare ambienti sofisticati come Visual Studio, ma in molti casi può essere più semplice sfruttare le potenzialità offerte da Microsoft Office. Grazie a Vba (Visual Basic for Applications), il linguaggio di programmazione di questa suite, è possibile infatti realizzare soluzioni anche sofisticate scrivendo poche righe di codice, specialmente quando si devono gestire informazioni memorizzate in un database. Sfruttando l’interoperabilità tra i vari programmi di Office, è possibile costruire soluzioni capaci, per esempio, di comporre un report in Excel elaborando dati di un file di Access, pianificare appuntamenti con Outlook e scrivere lettere in Word.
Come è facile intuire dal nome, Visual Basic for Applications è una variante del noto linguaggio di casa Microsoft. Di quest’ultimo eredita numerose peculiarità, comprese le funzioni, i cicli e molti comandi. Sono presenti infatti i classici for..next e do..while per compiere azioni ripetitive, le funzioni per la gestione delle stringhe (Left$, Right$, Mid$ e così via) e gli oggetti propri di Windows come i pulsanti, i combo box e le caselle di testo. In ogni componente di Office si trovano poi vari comandi specifici, come quelli che gestiscono le celle (Excel), i paragrafi (Word) e i contatti (Outlook).
L’ambiente di sviluppo, comune a tutta la suite, può essere richiamato rapidamente premendo Alt+F11 oppure andando nella scheda Progettazione di Access e scegliendo Visualizza codice. Con Excel, Word e Outlook si parte invece dalla scheda Sviluppo, dove è presente l’opzione Visual Basic. Sul lato sinistro della finestra principale dell’editor Vba vengono riportati gli oggetti disponibili (come form, Fogli di calcolo e documenti) e le proprietà di quello selezionato, mentre l’area centrale è occupata dal codice. Tramite la voce Strumenti/Opzioni si è in grado di controllare impostazioni come la visualizzazione separata di ogni funzione (molto utile per prevenire la modifica involontaria di una sezione), il controllo automatico della sintassi e il tipo (e il colore) dei font da utilizzare per evidenziare le varie parti del codice (testo normale, commenti, parole chiave e così via). Come in Visual Studio, è possibile eseguire il programma linea per linea e inserire dei punti di interruzione per verificare, durante il debug, il contenuto delle variabili.
Per impedire che gli utenti non autorizzati modifichino, anche accidentalmente, il codice Visual Basic for Applications basta andare nel menu Strumenti/Proprietà di… , scegliere la finestra Protezione, spuntare Proteggi progetto dalla visualizzazione e impostare una password.
(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 235 – ottobre 2010)

In un mercato perennemente a rischio di saturazione, i grandi produttori presentano i loro modelli “green”, progettati per rispettare l’ambiente e abbattere i consumi.
L’impiego dei monitor Lcd nel mondo dei computer è praticamente universale, la produzione di questi display viaggia su volumi molto elevati (milioni di pezzi) e la loro tecnologia ha raggiunto la maturità da parecchio tempo. La dimensione dei monitor consumer si è per ora stabilizzata intorno ai 21 – 24 pollici, la risoluzione standard è 1.920 x 1.080 pixel (Full HD), il design è raffinato. Cosa manca a questo elenco di caratteristiche? In quale campo i produttori posso darsi battaglia per conquistare nuovi clienti? Ma nell’eco-compatibilità, ovvero nella creazione di display che non siano solo belli ma anche rispettosi dell’ambiente, sia per il consumo elettrico sia per l’impiego dei materiali. In attesa dei tanto sospirati Oled è dunque questa l’onda da cavalcare: le aziende produttrici sono finalmente diventate sensibili ai temi dell’ecologia e hanno preso a sfornare nuovi monitor che vantano consumi ridotti, materiali privi di elementi dannosi e sono facili da smaltire nelle discariche. Sono infatti questi i tre punti messi in risalto dalle pubblicità. Grazie all’impiego dei Led invece delle tradizionali lampade fluorescenti Ccfl (Cold Cathode Fluorescent Lamp) e a una sezione elettronica meno assetata di energia il carico elettrico si riduce sensibilmente. I materiali usati sono privi delle sostanze più inquinanti bandite dalla normativa RoHS (come mercurio e piombo) e lo smaltimento a fine vita del monitor è facilitato grazie all’impiego di materie riciclabili e a una costruzione che consente un facile smontaggio delle diverse parti. A queste caratteristiche aggiungiamo anche un altro punto molto importante: l’eco-sostenibilità del processo produttivo. Se infatti per costruire un monitor che consuma pochissimo e che è riciclabile al 100% è necessaria un’attività costruttiva che spreca un sacco di energia e inquina in maniera grave il territorio, diventa veramente difficile sostenere che tale display è eco-compatibile.
Quindi per giudicare il grado di rispetto dell’ambiente di un monitor (o di qualsiasi altro manufatto prodotto e usato dall’uomo) è necessario prendere in considerazione tutte le operazioni collegate all’oggetto, dalla sua costruzione in fabbrica alla sua distruzione in un impianto di riciclo e smaltimento. Il problema per l’acquirente sensibile a questi temi è come fare a sapere in che misura il display risponde ai più recenti criteri di eco-compatibilità. Oggettivamente è impossibile conoscere quanto è inquinante la fase produttiva: scartando l’idea di fare gite turistiche nelle fabbriche in Giappone, Corea del Sud e paesi limitrofi, è però possibile consultare i siti degli enti internazionali che curano le normative anti-inquinamento, in cui spesso sono elencati i nomi delle aziende partecipanti e quindi più sensibili all’ecologia. Più facile è verificare il rispetto delle normative e i consumi, dato che basta cercare nel manuale i logotipi Energy Star, RoHS ed Epeat (idealmente Gold) e il valore dichiarato di energia elettrica assorbita. A proposito di quest’ultimo dato, nelle nostre prove abbiamo constatato che si tratta di un’informazione veritiera, in alcuni casi addirittura molto conservativa.
Infine, quando è giunto il momento di liberarsi del vecchio schermo non bisogna certo buttarlo nel bidone della spazzatura ma piuttosto portarlo in un negozio che ne segua lo smaltimento oppure direttamente nelle discariche comunali attrezzate per la separazione dei rifiuti. Dal 2008, infatti, è in vigore il Decreto Legge 151, che obbliga i negozianti che vendono dispositivi elettronici ed elettrici a ritirare e a provvedere allo smaltimento dei vecchi prodotti (Raee, Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) quando il cliente ne compra uno nuovo. Proprio per sostenere i costi di questa operazione, su tutti gli articoli in commercio è applicata una maggiorazione, che varia a seconda del tipo di prodotto e del suo peso.
(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 235 – ottobre 2010)
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