Kung-Fu High Impact

31 Ottobre 2011 di mnicora  

Il nuovo gioco d’azione pubblicato dal publisher italiano Black Bean Games sarà disponibile dal 25 Novembre esclusivamente per Kinect su Xbox 360. Leggi tutto

Modifica i colori delle tue foto con Tintii

31 Ottobre 2011 di mfioretti  

Tintii è un programma per Linux e altre versioni di Unix con cui è possibile filtrare o elaborare in diversi modi i colori delle fotografie digitali. Usando i vari cursori è molto facile modificare tonalità e saturazione dei colori principali, su tutta un’immagine o solo alcune parti della medesima.

Server HP con cpu ARM?

31 Ottobre 2011 di g_andrini  

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Sembra che HP sia intenzionata, a breve, ad utilizzare per i suoi server cpu a base ARM.

Questa mossa significherebbe almeno due cose: che HP, forse, è realmente intenzionata ad abbandonare l’architettura Itanium, oramai obsoleta, e competere, forse, con Oracle, che utilizza l’ottima architettura Sparc. I vantaggi principali risiederebbero in assorbimenti veramente ridotti anche con un numero di core elevato.

http://www.dailytech.com/Worlds+Biggest+Server+Maker+HP+Reportedly+Prepares+ARMBased+Servers/article23138.htm

Con fingerprintGUI Linux ti prende le impronte digitali

30 Ottobre 2011 di mfioretti  

fingerprintGUI è un’interfaccia grafica che facilita l’uso di scanner ISBN per raccogliere e confrontare impronte digitali, memorizzando separatamente quelle di ogni dito di tutti gli utenti.

Antony tiene in ordine le tue foto

29 Ottobre 2011 di mfioretti  

Antony è un’applicazione, basata su database SqLite che funzionano senza installare alcun server,per catalogare e condividere fotografie all’interno di un gruppo di lavoro. Il programma gira su qualsiasi sistema operativo compatibile con Python e le librerie grafiche PyQt4, supporta etichette e parecchi altri metadati e consente di effettuare automaticamente copie di tutte le foto su dischi esterni.

Games Week: il primo evento ufficiale dell’industria dei videogiochi.

28 Ottobre 2011 di mnicora  

La kermesse si svolgerà il 4, 5, 6 novembre 2011 presso MiCo Fieramilanocity. Leggi tutto

Pdf (e altro) a piena potenza con GoodReader per iPad

28 Ottobre 2011 di davide piumetti  

Un lettore di testi tuttofare per l’iPad, con funzioni avanzate per la visualizzazione dei Pdf e il caricamento dei file anche tramite Wi-Fi.

Anteprima di Daniele Marino

Articolo tratto da PC Professionale 246 di settembre 2011

La visualizzazione di file e documenti è uno degli utilizzi principali di un tablet. Tutti gli utenti di iPad conoscono iBooks, il visualizzatore offerto da Apple, che può aprire senza problemi anche i file Pdf. Per chi desidera un viewer più versatile esistono però varie alternative. Ad esempio l’ottimo ed economico GoodReader, che abbiamo citato nel recente articolo sulle app per iPad. Si tratta di un programma talmente interessante che abbiamo deciso di esaminarlo in maggiore profondità. Leggi tutto

Nuovo pack per Nintendo 3DS

27 Ottobre 2011 di mnicora  

Nintendo ha annunciato il lancio del pack speciale contenente Super Mario 3D Land e la console Nintendo 3DS nel nuovo colore Bianco Ghiaccio in arrivo in Italia il prossimo 2 dicembre. Leggi tutto

HTC Radar, la recensione video

27 Ottobre 2011 di panzeri  

Ecco la prima recensione video dell’HTC Radar, lo smartphone di HTC sul quale gira Windows Phone 7.5, meglio conosciuto come Mango. Il prodotto è bello e funzionale e sopratutto ci ha colpito la fluidità del sistema operativo, mentre ci ha negativamente colpito il poco spazio a disposizione per archiviare i propri contenuti multimediali.

Lytro Field Camera: Buy now… shoot later

27 Ottobre 2011 di glcmarsiglia  

Lytro (start-up company della Silicon Valley, nata nel 2008 con il nome di Refocus Imaging) ha annunciato la messa in commercio della Lytro field-camera entro la prima metà del 2012.

Sul sito di Lytro, ma solo per i residenti U.S. e solo per i possessori di un MAC, è già possibile acquistare su prenotazione una Lytro field-camera, in una delle due versioni disponibili (modello Red-Hot da 16GB/750 foto a 499$; modelli Graphite o Electric Blue da 8GB/350 foto a 399$) a prezzi tutto sommato accessibili. La restrizione agli utenti MAC è data dall`attuale incompatibilità del software proprietario con i sistemi operativi Windows.

Il design minimalista a parallelepipedo (simile ad un caleidoscopio) con un display touch sul retro è molto curato nelle forme e nei colori, insomma un oggetto “trendy” a prescindere.

Interessante il principio di funzionamento. A differenza delle macchine fotografiche tradizionali, che generano immagini focalizzando i raggi luiminosi sul piano del sensore o della pellicola (piano focale), una field-camera cattura l`intero campo di radiazione visiva (light field): quindi direzione, intensità e colore dei raggi luminosi compresi nella scena inquadrata.

A partire dai dati raw immagazzinati nel sensore, i l light field engine della fotocamera (o il computer di casa equipaggiato con il SW Lytro per l`editing fotografico) sarà quindi in grado di generare a posteriori (cioè, dopo lo scatto) una o più immagini fotografiche in funzione del punto di messa la fuoco scelto dell`utente – da cui lo slogan aziendale shoot now, focus later“.

Per chi fosse interessato, da visitare la sezione “Science Inside” del sito web Lytro e soprattutto la sezione “Picture Gallery”, in cui è fornita una serie di “living pictures” campione sulle quali sperimentare la funzionalità del re-focusing.

Sul web, c`è già chi parla di rivoluzione nell`ambito della fotografia digitale, chi invece rimane fortemente scettico. In medio veritas. È vero che:

  • In una field-camera non serve l`auto-focus, quindi diminuiscono sensibilmente le latenze tra puntamento e scatto – infatti la Lytro è dotata di soli due pulsanti, ON/OFF e Shoot.
  • L`ottica montata è versatile e luminosa, zoom 8x, con apertura f/2 su tutta l`escursione focale.
  • La memorizzazione dell`intero light field preserva la informazione della profondità: quindi l`estensione alla fotografia 3D è immediata – anche se non supportata dalle attuali versioni in commercio.

Ciò nonostante:

  • Manca un parere terzo sul prodotto: non si è ancora vista o provata una field-camera al di fuori dell`ambito  Lytro.
  • La qualità delle immagini di una field-camera, misurata in Mega-rays non in Mega-pixels, è intrinsicamente dipendente dalla tecnologia ottica impiegata (micro-lens array) e dal processamento SW del light-field: manca allo stato attuale un raffronto oggettivo di prestazioni con le attuali fotocamere digitali.
  • Da valutare l`effettiva versatilità di impiego, ad esempio: sulle immagini panoramiche (con fuoco all`infinito) o in scarse condizioni di luminosità o in condizioni di forte mosso.

In ogni caso, va dato merito a Lytro (ed al suo CEO, Ren Ng) per aver sdoganato una tecnologia ben nota nel mondo della ricerca all`interno di un prodotto commerciale innovativo, ben confezionato ed accessibile a tutti. Se le prestazioni saranno all`altezza delle aspettative, potrà conquistarsi una sua fetta, anche importante, del mercato consumer delle fotocamere digitali.

Trimestre in utile per Seagate e via libera per l’acquisizione di Samsung dischi

27 Ottobre 2011 di davide piumetti  

Seagate Technology annuncia i risultati finanziari del terzo trimestre 2011 con ottimi risultati. La società ha consegnato 51 milioni di unità disco e dichiara un fatturato di 2,8 miliardi di dollari, un margine lordo del 19,5%, ricavi netti di 140 milioni di dollari e utili per azione diluiti pari a 0,32 dollari. Leggi tutto

Nuova vita al tuo personal computer

26 Ottobre 2011 di panzeri  

Una serie di interventi mirati per migliorare le potenzialità di un personal computer. Tanti consigli per aumentarne le prestazioni e mantenerlo in perfetta efficienza, con una spesa da 0 a 250 euro.

di Davide Piumetti

Tutti hanno ben presente quale sia la differenza tra un computer nuovo e uno usato da tempo. La sensazione di velocità, potenza e soprattutto reattività di un sistema nuovo tende infatti a svanire con il passare dei mesi, fino a ritrovarsi spesso con personal computer lenti e difficili da usare. Questa “evoluzione” è propria del mondo informatico, del sistema operativo Windows, dell’usura di alcuni componenti e delle richieste sempre maggiori dei nuovi software in circolazione. In queste pagine vogliamo fare il punto sulle possibilità di rimettere in forma un personal computer attempato, ripulendo il sistema e facendolo tornare ai fasti e alla velocità della sua prima accensione. Il metodo migliore per un ripristino completo è la reinstallazione del sistema operativo, che riporta tutto alle condizioni originarie ma che richiede tempo, pazienza e un minimo di capacità.

In questo caso, consigliato sui sistemi più vecchi e lenti, bisogna però ricordarsi di effettuare un salvataggio su una periferica esterna dei propri dati più importanti, in modo da non perderli e riportarli sul computer appena aggiornato. Se, inoltre, il vostro sistema operativo non è recentissimo, potrebbe essere un’ottima idea passare a Windows 7, oggi in commercio a una cifra molto contenuta.

Oltre a questo, per ravvivare le prestazioni e portarle alla pari con i sistemi più moderni, vi daremo dei consigli mirati in ogni singolo comparto, valutando quali opzioni avete per migliorare le prestazioni del processore, della scheda grafica, del disco rigido e così via. Per ogni singolo componente abbiamo voluto differenziare i nostri consigli in quattro fasi distinte, ordinandole secondo un miglioramento crescente dell’aggiornamento sia dal punto di vista delle prestazioni sia da quello relativo al tempo impiegato e alla spesa sostenuta. Nella maggior parte dei casi il primo miglioramento, definito basilare, non costa nulla e non richiede grandi competenze, ma serve soprattutto a eliminare i problemi più gravi e a prendere coscienza della situazione. Successivamente, con un miglioramento normale si può incrementare la velocità del sistema, solitamente senza spendere nulla ma modificando alcuni parametri operativi. Con miglioramento medio intendiamo invece mettere mano al portafoglio, con una spesa molto contenuta che porti però benefici tangibili. L’ultimo passo è definito avanzato ed è quello che porta i maggiori benefici in assoluto comportando però una spesa ovviamente superiore.

Mai come in questo caso bisogna però prestare attenzione al bilanciamento complessivo della macchina ed equilibrare sempre i propri componenti. È infatti inutile acquistare una nuova scheda grafica, potente e molto costosa, se il processore in vostro possesso è molto vecchio; quest’ultimo probabilmente non avrebbe la potenza necessaria a supportare degnamente il nuovo acquisto, vanificando tutte le previsioni di incremento delle prestazioni.

Per effettuare tutti gli interventi che vi proponiamo non serve certo una laurea; con un poco di manualità, la capacità di usare un cacciavite e un po’ di attenzione a quello che si fa, tutto quanto esposto è tranquillamente fattibile anche nel proprio salotto.

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 248 – novembre 2011

Il sommario di novembre 2011

26 Ottobre 2011 di panzeri  

Continua anche a novembre
il Grande Concorso:

20 anni di PC Professionale

Vinci subito 101 regali tra notebook, desktop, televisori, navigatori satellitari, lettori Mp3. Oltre 12.000 euro di montepremi.

Sul DVD

DVD Iso Master – Freestudio – Raw Therapy
VMware Hypervisor 5 – Antirun
Tutti gli strumenti per la diagnostica
Otto potenti applicativi per il backup e l’immagine disco

In tutte le edicole dal 26 ottobre

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Editoriale
Microsoft con Windows punta tutto sull’otto
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In profondità

Prove

Ultrabook
Più leggeri, veloci, meno costosi
Intel detta le regole per una nuova categoria di portatili ultrasottili, capaci di grandi prestazioni e lunga autonomia, con un prezzo di vendita più basso rispetto agli standard attuali. Abbiamo provato in esclusiva i primi modelli disponibili sul mercato italiano.
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Stampanti
Consigli per la stampa
Non abbiate fretta di premere il pulsante Stampa. Per riprodurre bene una fotografia è necessario un po’ di conoscenza, metodo e sperimentazione.
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CPU
AMD FX, arriva Bulldozer
AMD intraprende una strada diversa da quella convenzionale e realizza un cluster di moduli indipendenti su un die monolitico per il multi core che punta a ottimizzare risorse, prestazioni, consumi e prezzo.
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Backup
I dati, al sicuro
Software, trucchi e consigli per fare una copia di sicurezza dei vostri dati, entro le mura di casa o nel cloud. Ecco 15 soluzioni che vi permetteranno di proteggere la vostra vita digitale da qualsiasi imprevisto.
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Tecnologia

Windows 8
Primo contatto
Microsoft affronta la sfida più ardua della sua storia: “reinventare” Windows per prepararlo al futuro, mantenendo una totale compatibilità con il passato.
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Networking
Come cambiano le reti
Mobilità, social networking, cloud. I nuovi paradigmi di Internet modificano il modo con cui si comunica e si collabora sulla Rete. Le tecnologie e i protocolli si devono adattare per rispondere alle esigenze di utenti e dispositivi. Scopriamo come.
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Accessori
Tutto per il gaming
Giocare è una cosa seria: per ottenere la migliore esperienza videoludica non bastano mouse e tastiera standard, ma sono necessarie periferiche specifiche.
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Come fare

Ottimizzazione
Nuova vita al tuo computer
Una serie di interventi mirati per migliorare le potenzialità di un personal computer. Tanti consigli per aumentarne le prestazioni e mantenerlo in perfetta efficienza, con una spesa da 0 a 250 euro.
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First Looks

Hardware

- Nuovo record di prestazioni Samsung: regina di Ssd
- Mac Mini: ottime prestazioni ma a caro prezzo
- Facebook per tutti secondo Vodafone: Blue 555
- Sony Tablet S: finalmente disponibile in Italia un Android diverso dagli altri
-  Il traffico non è un problema con i navigatori TomTom GO Live
- Epson Stylus Photo R3000, qualità super in grande formato
- Dell 3335dn, prestazioni e versatilità al servizio della PMI
- Plustek SmartOffice PN2040, scansioni condivise in ufficio
- Da NEC il monitor “verde” per l’azienda
-  Bamboo Pen & Touch, il tocco è ora con quattro dita
- Philips Brilliance Moda 248C3LH, il design sposa la tecnologia
- Kodak ESP C310, una nuova multifunzione tra le nuvole

Software

- VMware vSphere Hypervisor 5.0, server virtuali gratis con VMware
- Aviary Advanced Suite: fare grafica e musica sul Web
- AutoCAD edizione 2012: un passo verso il 3D parametrico
- Il fotoritocco è gratuito con RawTherapee 3
- Tutti on-line con Incomedia WebSite X5

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Rubriche

Internet
Nuovo Delicious: è beta, ma sembra un’alpha

Posta hardware e software

Sviluppo
AllJoyn, un progetto Open Source per rendere interoperabili telefoni e device

Libri
Lion: l’ultima zampata del sistema operativo Apple

Linux
I blog più semplici? Sono quelli Open Source

Giochi
Massima libertà d’azione: ritorno alle origini di Deus Ex

Accessori per il gaming

26 Ottobre 2011 di panzeri  

Giocare è una cosa seria: per ottenere la migliore esperienza videoludica non bastano mouse e tastiera standard, ma sono necessarie periferiche specifiche.

Giocare su Pc ormai significa andare oltre il tradizionale binomio rappresentato dall’accoppiata mouse e tastiera. O meglio, anche mouse e tastiera si sono evoluti, perfezionati, arricchiti di funzioni al punto da diventare dei veri e propri accessori con una loro personalità e con specifiche caratteristiche che li distinguono dai dispositivi standard che di solito vengono abbinati ai desktop in vendita.

Sul versante dei mouse, in particolare, abbiamo assistito negli anni a un aumento vertiginoso dei dpi e della possibilità di personalizzare a piacimento questa periferica impostando macro, profili di gioco, risoluzione (selezionabile on-the-fly), peso e tanto altro ancora con il fine di trovare le impostazioni che più si adeguano alle potenzialità del gamer.

Anche le tastiere hanno seguito un’evoluzione analoga, diventando sempre più multimediali e ricche di funzioni dedicate ai videogiochi, con particolare riguardo agli sparatutto e ai giochi di ruolo o strategici.

Per gli amanti dei giochi di guida, invece, l’accessori indispensabile è diventato il volante, magari munito di pedaliera e cambio, la soluzione ideale per una sessione di guida virtuale che sia il più realistica possibile. Senza dimenticare che, in commercio, esistono delle vere e proprie postazioni con tanto di sedile da montare nel salotto di casa.

Per i giochi solitamente multipiattaforma, inoltre, è ormai indispensabile munirsi di un buon joypad con due levette analogiche, sulla falsariga di quelli utilizzati su PlayStation 3 o Xbox 360, che risulta decisamente più user friendly rispetto a tastiera e mouse.

Ma non basta. Se viviamo in condominio e non dobbiamo disturbare il nostro vicino di casa, ma non vogliamo, allo stesso tempo, rinunciare ad immergerci completamente nell’audio di un videogioco apprezzandone tutte le sfumature, è necessario munirsi di un’ottima cuffia che andrà a sostituire i sistemi multicanale del Pc senza peraltro perdere in qualità e performance. Oltre a questi accessori che potremmo definire tradizionali o classici esistono poi tutta un’altra serie di dispositivi più o meno curiosi che sono espressamente rivolti a una nicchia di appassionati.

Chi è solito divertirsi con i simulatori di volo (civili o militari) per esempio, non potrà fare a meno di cloche, pedaliere e joystick appositamente pensati per l’occorrenza e capaci di restituire una sensazione di assoluto realismo.

Insomma, ci sono accessori per tutti i gusti e, soprattutto per tutte le tasche. In queste pagine ne abbiamo selezionati 69, proponendo un ventaglio di soluzioni che dovrebbero essere in grado di soddisfare ogni esigenza, senza peraltro la pretesa di essere esaustivi.

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 248 – novembre 2011

Come cambiano le reti

26 Ottobre 2011 di panzeri  

Mobilità, social networking, cloud. I nuovi paradigmi di Internet modificano il modo con cui si comunica e si collabora sulla Rete. Le tecnologie e i protocolli si devono adattare per rispondere alle esigenze di utenti e dispositivi. Scopriamo come.

di Simone Zanardi

Oggi si fa un gran parlare di dispositivi mobili e di come il mondo dell’informatica stia cambiando grazie all’avvento di una nuova generazione di terminali pronta a soppiantare il personal computer tradizionale. Nessuno manca di sottolineare che per loro stessa natura questi apparati perderebbero gran parte delle loro funzionalità se non potessero contare su un accesso costante a Internet, sia perché la comunicazione sulla Rete ha ormai assunto un ruolo di primo piano nella vita di tutti noi sia perché i dati di cui usufruiamo sono sempre meno residenti in locale ma vengono conservati online, sul cloud. Parlando di dispositivi da un lato e di servizi Internet dall’altro si rischia di dimenticare le tecnologie e i protocolli di rete che stanno alla base della connettività dei nostri dispositivi.

Le tecnologie di accesso alla Rete e i protocolli che ne gestiscono le comunicazioni sono in continua evoluzione, per meglio rispondere alle esigenze sempre più pressanti di un mercato che muta rapidamente. Pensiamo ad esempio al fenomeno del Web 2.0: con l’aumento dell’interazione tra la Rete e gli utenti, si rendono necessarie connessioni non solo veloci in termini di capacità di download, ma anche in grado di fornire una buona banda per l’upload di file verso la rete. Inoltre, i tempi di latenza diventano ancora più determinanti per fornire un’esperienza di accesso agevole ed efficace.

Naturale mutazione del Web 2.0 è stato l’affermarsi delle reti sociali, capeggiate da Facebook insieme a Twitter e Google+, solo per citare quelle di carattere “generalista”. I social network stanno soppiantando in larghe fasce di popolazione i sistemi di messaggistica elettronica tradizionale (Sms, e-mail e chat) e persino i raccoglitori di contenuti generati dagli utenti. Sempre più ragazzi, ad esempio, sfruttano Facebook come blog personale.

Se con il Web 2.0 gli utenti generano i contenuti da pubblicare sul Web, l’avvento del Cloud Computing spinge verso un’ulteriore cambiamento dell’approccio a Internet. Applicazioni, infrastrutture informatiche e persino interi computer virtuali sono ospitati dalla Rete e quindi forniti all’utente, come servizio, quando questi li richiede. Insieme alla mole di dati da trasferire, cresce l’importanza della rapidità di accesso, della sicurezza nelle comunicazioni e dell’affidabilità delle medesime. Non è un caso che Google, uno dei principali promotori del cloud, stia sviluppando come vedremo dei protocolli che rendono il Web più rapido e sicuro.

Da ultimo, la spinta alla convergenza delle reti porta su Internet tipologie di traffico per cui la Rete non era stata originariamente progettata: telefonia e streaming video, anche in diretta, richiedono una Qualità di Servizio che permetta trasmissioni prive di ritardi mantenendo la struttura del flusso, senza che questo comporti al contempo un’eccessiva perdita di dati che comprometterebbe l’intelligibilità dell’informazione.

Le reti si devono quindi adeguare sia sul fronte dell’accesso utente sia nella loro struttura centrale, in modo da gestire differenti livelli di priorità sul traffico in transito e privilegiare le trasmissioni di carattere sincrono rispetto alle applicazioni Internet tradizionali che sono invece asincrone.

Tutte queste problematiche, già difficili da gestire in sé, si presentano poi in un’epoca in cui gli accessi a Internet sono sempre più caratterizzati dalla mobilità dei dispositivi. Smartphone e tablet hanno cambiato radicalmente non solo il form-factor dei terminali online, ma anche il modo con cui l’utente interagisce con la rete. Non è un caso che per la maggior parte delle pagine questo articolo ci concentreremo su tecnologie di accesso e comunicazione wireless, le uniche che possono garantire un accesso costante a Internet anche quando si è lontani da casa o dall’ufficio, fermi o in movimento.

Le reti non si devono occupare solo dei terminali gestiti direttamente dagli utenti. Se è vero che nel futuro prossimo assisteremo all’affermarsi sempre più deciso dell’Internet delle cose, allora saranno sempre più numerosi gli oggetti (inter) connessi. Elettrodomestici, accessori, vestiti, chiavi intelligenti, carte di credito; tutto diventa potenzialmente un dispositivo Internet in grado di generare traffico.

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 248 – novembre 2011

Windows 8, primo contatto

26 Ottobre 2011 di panzeri  
Microsoft affronta la  sfida più ardua della sua storia: “reinventare”  Windows per prepararlo al futuro, mantenendo una totale compatibilità con il passato.

di Maurizio Bergami

A metà settembre, nel corso della sua annuale conferenza per gli sviluppatori (ribattezzata per l’occasione BUILD Windows), Microsoft ha alzato i veli sulla prossima versione di Windows. Come si chiamerà? Ancora non è dato saperlo: Windows 8, che sembrava il nome prescelto, durante la conferenza è stato definito come un nome ancora in codice. È certo, invece, che non si tratterà di una semplice evoluzione della release precedente. Microsoft ha ripensato Windows partendo dalle fondamenta, e le novità sono molte, spesso radicali e a volte sconcertanti, come una nuova interfaccia che non è più basata sulle finestre (una rivoluzione non da poco per un sistema operativo che si chiama Windows, ovvero Finestre). Novità che Microsoft ritiene evidentemente indispensabili per consentire a Windows di continuare a prosperare in un mercato che vede il lento ma inesorabile declino del PC come l’abbiamo conosciuto fino ad oggi e la rapida ascesa di nuovi dispositivi – primo tra tutti l’iPad di Apple – e nuove modalità d’interazione tra l’utente e il computer.

Quest’anno si venderanno 350 milioni di PC. Per Windows, che nel mondo del PC gode di un monopolio di fatto (la sua quota di mercato si aggira sul 90%) il futuro sembrerebbe più che roseo. Eppure non è così. Secondo la banca d’investimenti Merril Lynch, sempre quest’anno si venderanno più dispositivi mobili che PC. E per Windows la progressiva perdita di rilevanza del personal computer rappresenta un rischio mortale. come ha dimostrato il fallimento dei Tablet PC con Windows a bordo, la sua interfaccia, incentrata su mouse e tastiera, semplicemente non è adatta ai nuovi dispositivi dove il touch la fa da padrone.

Microsoft ha deciso che era arrivato il momento di un intervento radicale e Windows 8, nelle parole di Steven Sinofsky (che ne guida lo sviluppo) ripensa Windows in tutti i suoi aspetti, dall’interazione con l’hardware – ad esempio girerà anche sui processori Arm, diffusissimi sui dispositivi portatili – fino all’interfaccia di programmazione (la nuova Api WinRT) e a quella utente: l’interazione basata sul tocco è la prima preoccupazione di Microsoft, ma la promessa è quella di un sistema utilizzabile con pari efficacia tramite mouse e tastiera. Il tutto senza abbandonare il passato: Windows 8 si propone di migliorare ulteriormente quanto di buono vi è in Windows 7 e, soprattutto, garantisce una retrocompatibilità totale: secondo Sinofsky “farà girare tutto quello che girà sotto Windows 7”.

Microsoft ha già reso disponibile una Developer Preview del sistema operativo (vedete il riquadro “Scaricare Windows 8): non è neppure una beta, ma permette già di farsi una buona idea delle novità. La data di rilascio della versione definitiva non è stata ancora annunciata, e Microsoft afferma – come aveva già fatto con Windows 7 – che l’obiettivo è la qualità del prodotto, non il rispetto di una scadenza temporale. Ma sotto la guida di Sinofsky i progetti viaggiano di solito come treni svizzeri, e riteniamo altamente probabile che Windows 8 sarà in commercio ben prima della fine dell’anno prossimo.

Abbiamo installato la Developer Preview su una varietà di sistemi, sia fisici sia virtuali (sfruttando in questo caso il nuovo VMware Workstation 8 ) senza alcun problema e il software si è rivelato sorprendentemente stabile. All’avvio una prima novità: invece della classica richiesta di password, Windows 8 mostra una schermata (Lock Screen) con uno sfondo selezionabile a piacere e una serie di icone informative: data, ora, stato della batteria, messaggi di posta in attesa e così via. Uno swipe (cioè uno scorrimento rapido del dito sullo schermo) verso l’alto e si accede alla schermata di login, dove si trovano altre novità. Oltre alle password tradizionali, Windows 8 supporta le password pittografiche (per accedere computer basta tracciare tre segni – con dito o mouse – su un’immagine selezionabile a piacere) e persino i codici PIN. C’è una quarta opzione di login: usare un Windows Live ID, con un’importante implicazione. In questo caso diventa infatti possibile, sfruttando il cloud di Microsoft, sincronizzare molte impostazioni utente con altri Pc legati allo stesso account.

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 248 – novembre 2011

Backup, i dati al sicuro

26 Ottobre 2011 di panzeri  

Software, trucchi e consigli per fare una copia di sicurezza dei vostri dati, entro le mura di casa o nel cloud. Ecco 15 soluzioni che vi permetteranno di proteggere la vostra vita digitale da qualsiasi imprevisto.

di Filippo Moriggia

Album di fotografie, videocassette con i ricordi delle vacanze e quaderni di appunti ormai sono un ricordo del passato: immagini, video e documenti oggi si archiviano nel cloud, su un disco esterno o su una memoria Micro-SD grande come un’unghia. Le straordinarie potenzialità della tecnologia non devono però abbagliarci. Basta poco per perdere una schedina di memoria o rompere un hard disk, e anche il cloud non è sicuro al 100%. L’unico modo per avere la ragionevole certezza di non perdere i propri dati è farne (almeno) una copia di backup. Si tratta di un’operazione in sé molto semplice, che prevede la duplicazione dei file originali su un supporto diverso da quello originale. Per non sprecare tempo e spazio e riuscire a recuperare i dati anche in caso di cancellazioni o modifiche accidentali però non basta fare una semplice copia dei file, magari usando solo Esplora Risorse. È meglio utilizzare software e servizi creati in modo specifico per questo scopo, in modo da rendere l’operazione più efficiente e sicura.

In questo articolo, dopo avervi spiegato come funzionano gli algoritmi di backup, vi presenteremo i principali software per il backup, che abbiamo suddiviso in tre categorie: backup tradizionale, disk imaging e backup on-line. Alla prima appartengono i programmi che possono essere utilizzati per creare una copia di backup di file o cartelle utilizzando come destinazione un disco esterno, un Cd o un altro computer della rete locale. La seconda categoria comprende invece i software che possono essere usati per “scattare un’istantanea” dello stato del disco fisso, così da salvare non solo i file che contiene, ma anche la configurazione completa del sistema operativo. Infine, la terza categoria comprende i software che permettono di fare un backup nel cloud, sfruttando un servizio (gratuito o a pagamento) fornito in genere dallo stesso produttore del software.

Non sempre i programmi esaminati appartengono in modo netto a una categoria precisa: alcuni presentano caratteristiche che li farebbero rientrare a buon diritto in due di esse, se non addirittura in tutte e tre. In questi casi abbiamo presentato il prodotto nell’area per cui è più conosciuto. Ad esempio, troverete Acronis TrueImage nella sezione Disk Imaging, nonostante ormai permetta anche di eseguire backup tradizionali e di salvare file nel cloud.

Nel preparare questo servizio abbiamo provato più prodotti di quelli effettivamente recensiti, , ma nelle pagine che seguono troverete soltanto quelli che ci sono sembrati più interessanti, per facilità d’uso, costi, flessibilità e funzionalità. Alcuni dei pacchetti gratuiti presentati sono disponibili anche in versione commerciale: in questo caso abbiamo spiegato le differenze tra le diverse versioni, per aiutarvi a comprendere quando è praticamente indispensabile mettere mano al portafoglio e a che cosa bisogna invece rinunciare se si vuole risparmiare.

Il backup giusto in ogni situazione

Pianificare un backup è facile, più difficile è essere sicuri che l’operazione vada a buon fine, non occupi troppe risorse e che ci sia sempre abbastanza spazio a disposizione sul supporto di destinazione. Per evitare di commettere errori grossolani bisogna sempre avere ben chiara la dimensione dei file da salvare, sapere quanto si potrebbero espandere e con che frequenza vengono aggiornati. Il modo più semplice per ottenere queste informazioni è distinguere chiaramente tra file di tipologie differenti. Un documento di Word, di Excel o di PowerPoint ha caratteristiche molto diverse da una traccia audio Mp3 o da un filmato codificato in H.264. I documenti subiscono frequenti modifiche, occupano in genere poco spazio e possono essere compressi in modo significativo. I file multimediali hanno invece dimensioni nettamente maggiori, in genere non subiscono modifiche e non sono molto comprimibili, poiché i codec adottati per codificarli hanno già eliminato qualsiasi ridondanza.

Per fare il backup di una cartella con un migliaio di documenti dunque è bene adottare una strategia di backup differente rispetto a quella di una cartella con alcune centinaia di Mp3. I documenti ad esempio possono essere salvati due o tre volte al giorno in un archivio compresso ed è bene conservarne diverse copie per poterne recuperare una versione precedente qualora fosse necessario. Per fare il backup di una cartella di Mp3 invece si può pianificare un backup settimanale, senza usare alcun sistema di compressione; conservarne versioni diverse è di fatto inutile. Scegliendo la strategia giusta si può risparmiare tempo e anche spazio su disco e si può aumentare il livello di protezione complessivo dei dati.

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 248 – novembre 2011

AMD FX: arriva Bulldozer

26 Ottobre 2011 di panzeri  

AMD intraprende una strada diversa da quella convenzionale e realizza un cluster di moduli indipendenti su un die monolitico per il multi core che punta a ottimizzare risorse, prestazioni, consumi e prezzo.

di Michele Braga

L’arrivo della nuova architettura AMD, denominata Bulldozer, era previsto nel corso della primavera, ma quel traguardo è stato mancato dalla casa di Sunnyvale che solo ora, ad autunno ormai inoltrato, è pronta a commercializzare la prima generazione di processori AMD FX per il segmento desktop ad alte prestazioni. Il ritardo è stato causato dalla necessità di affinare il disegno dell’architettura per ottenere una resa produttiva superiore a quella iniziale; le difficoltà produttive sarebbero confermate dall’accordo stipulato da AMD e GlobalFoundries che prevede un pagamento per chip funzionante e non per wafer. Con la disponibilità dei processori FX, AMD completa il puzzle della propria offerta di piattaforme.

Per gli utenti desktop più esigenti la piattaforma Scorpius propone un processore FX, una scheda grafica Radeon HD di fascia alta e una scheda madre con chipset AMD 990FX. Per l’utente domestico e aziendale, senza necessità specifiche in ambiente 3D, viene proposta la soluzione Lynx realizzata con una Apu serie A (Llano) di ultima generazione. Per il mercato di fascia economica è ancora disponibile la piattaforma Dorado composta da un processore Phenom II o Athlon II per desktop.

In ambiente notebook la piattaforma Sabine implementa la soluzione con Apu di classe mobile, mentre quella Danube propone una soluzione più economica sulla base delle precedenti Cpu Phenom II, Athlon II o Turion II mobile. Infine Brazos rappresenta la soluzione ad ampio spettro per tutte le configurazioni mini Pc e netbook. Il processore appartiene alle serie E o C (Bobcat), ovvero una Apu con grafica integrata a basso consumo.

Questa differenziazione tiene conto dell’andamento del mercato delle soluzioni desktop che negli ultimi anni, complice l’incremento di potenza di calcolo a parità del prezzo di acquisto dei processori, ha registrato oltre oceano un sensibile spostamento degli equilibri interni: la percentuale dei sistemi desktop sotto i 699 dollari è cresciuta dal 49% al 77%, mentre la quota delle configurazioni con valore dai 700 ai 1.499 dollari è passata dal 47% al 21%; le vendite di configurazioni con valore dai 1.500 ai 2.500 dollari si sono dimezzate passando dal 4% al 2%. Sebbene l’esordio di Bulldozer sia avvenuto nel settore consumer, il progetto AMD è di più ampia portata e prevede anche la produzione della prossima linea di processori Opteron per il segmento server: le soluzioni con silicio Valencia integreranno al loro interno fino a 8 moduli Bulldozer, mentre quelle Interlagos permetteranno di disporre di 16 core in un unico package.

Con il debutto di Bulldozer già si parla anche del suo successore Piledriver, al quale ci si riferisce anche con Enhanced Bulldozer, il cui lancio è previsto nel corso del prossimo 2012 e con il quale AMD prevede di incrementare in modo significativo le prestazioni e l’efficienza energetica. Con il rilascio di Piledriver, la piattaforma Scorpius lascerà il posto a quella Volan equipaggiata con processori dotati del silicio Vishera che integrerà fino a otto moduli Piledriver per un totale di 16 core con tecnologia Turbo Core 3.0.

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 248 – novembre 2011

Consigli per la stampa fotografica

26 Ottobre 2011 di panzeri  

Non abbiate fretta di premere il pulsante Stampa. Per riprodurre bene una fotografia è necessario un po’ di conoscenza, metodo e sperimentazione.

di Sergio Lorizio

Nonostante il Web, Flickr, Facebook e tanti altri modi di pubblicare e condividere immagini in Rete, ancora oggi un appassionato di fotografia trae la massima gratificazione da una stampa di alta qualità delle proprio foto. Molte delle attuali unità a getto d’inchiostro permettono a chiunque di ottenere rapidamente stampe accettabili in modo pressoché automatico, ma per un vero fotoamatore e un professionista le aspettative sono molto più elevate: la stampa deve veicolare fedelmente contenuto, emozione e intento creativo dell’immagine. Per ottenere questo risultato bisogna partire da lontano, conoscere i propri strumenti di lavoro e sapere come ottimizzare i file per la stampa. In questo articolo abbiamo raccolto e condensato un po’ di teoria e di pratica, proponendovi qualche suggerimento utile per ottenere di più dalla vostra stampante.

Calibrare monitor e stampante

Spesso, osservando la stampa di una fotografia realizzata in laboratorio o con una stampante inkjet scopriamo che la luminosità e i colori dell’immagine non corrispondono all’originale visualizzato sul monitor. Molti cercano di risolvere questo problema con metodi empirici, per esempio modificando i file con un software di fotoritocco o attraverso il driver della stampante, senza nessuna garanzia di ottenere risultati corretti, prevedibili e ripetibili. Questo problema può essere affrontato con un approccio scientifico e rigoroso ricorrendo alla gestione del colore (color management), l’insieme delle tecnologie che si prefiggono di mantenere fedeli i colori di un’immagine nelle diverse tappe del flusso di lavoro e nel passaggio da una periferica all’altra.

Una fotografia digitale è un mosaico di punti adiacenti, o pixel, rappresentati da numeri: nel modello Rgb, ogni pixel è definito da una terna di valori interi compresi tra 0 e 255, mentre nel modello Cmyk, ogni pixel è descritto da quattro numeri interi, nell’intervallo tra 0 e 100. In un’immagine digitale non ci sono colori, ma numeri. I numeri diventano colori quando l’immagine è letta da un’applicazione, visualizzata sul monitor o stampata. Si è portati a credere che i valori Rgb o Cmyk indichino con precisione assoluta un colore: per esempio, che 255R 0G 0B equivalga al rosso e 0C 0M 100Y 0K al giallo. Purtroppo, questo è vero solo in parte: basta visualizzare la stessa immagine su due monitor diversi per rendersene conto.

Il colore, infatti, dipende dal dispositivo di riproduzione. Monitor e stampanti si basano su modelli di colore e tecnologie differenti e generano gamme cromatiche (gamut) che si sovrappongono solo in parte, ma non coincidono mai del tutto. Il monitor visualizza i colori secondo il modello additivo Rgb, che miscela luce rossa, verde e blu in combinazioni che permettono di ottenere tutti i colori dello spettro.

Le stampanti creano i colori secondo il modello sottrattivo Cmyk: gli inchiostri ciano, magenta, giallo e nero assorbono in misura variabile parte delle radiazioni luminose che li colpiscono e ne riflettono altre. Oltre alle tonalità comuni, vi sono colori visibili a monitor che non sono stampabili e colori stampabili non visualizzabili a monitor.

In più, le peculiarità di ogni periferica influenzano il modo di interpretare i numeri e generare i colori. Un monitor può visualizzare un gamut più ampio di un altro e una stampante può riprodurre più sfumature di colore di un’altra; e la stessa stampante, con un diverso tipo di carta o altri inchiostri si comporta in modo differente.

Si capisce, quindi, che senza un intervento a monte non possiamo sapere se le informazioni digitali del colore contenute nei file saranno decifrate correttamente dal monitor e riprodotte in modo coerente in stampa. L’idea fondamentale del color management è quella di misurare in modo oggettivo la risposta cromatica dei singoli dispositivi sulla catena di riproduzione, stabilendo una precisa correlazione tra valori Rgb o Cmyk e coordinate colorimetriche assolute (spazio colore XYZ, Yxy, Lab), che rappresentano la percezione del colore di un individuo normale. Si crea, cioè, un profilo della periferica, secondo lo standard definito dall’International Color Consortium (Icc), che descrive come essa interpreta le informazioni digitali del colore, il suo gamut e le regole per il rendering delle tonalità fuori gamut, ossia i metodi di riproduzione approssimata di un colore che non appartiene alla sua tavolozza.

In questo modo, affiancando i profili delle periferiche utilizzate sulla catena di riproduzione si sincronizzano le informazioni del colore mantenendo la massima coerenza possibile.

I lettori che volessero approfondire principi e tecniche del color management possono consultare l’articolo “Colore, i fondamenti della gestione digitale” pubblicato nel numero 195 di PC Professionale (mese di giugno 2007) e disponibile in formato Pdf sul nostro sito web all’indirizzo http://snipurl.com/g0k64.

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 248 – novembre 2011

Ultrabook: più leggeri, più veloci, meno costosi

26 Ottobre 2011 di panzeri  

Intel detta le regole per una nuova categoria di portatili ultrasottili, capaci di grandi prestazioni e lunga autonomia, con un prezzo di vendita più basso rispetto agli standard attuali. Abbiamo provato in esclusiva i primi modelli.

di Pasquale Bruno

Per essere considerato un Ultrabook (questo nome è un marchio registrato), un portatile deve avere precise caratteristiche messe a punto da Intel, a cui i vari produttori sono tenuti a uniformarsi.

Innanzitutto le dimensioni: lo spessore di un portatile con schermo uguale o superiore ai 14 pollici deve essere al massimo di 21 millimetri, mentre per quelli da 13 pollici o inferiore il limite è di 18 millimetri. La batteria deve durare almeno cinque ore, ma la raccomandazione è di otto ore. Un Ultrabook inoltre deve avviarsi molto rapidamente: per risvegliarsi dallo stato di sleep non devono essere necessari più di quattro secondi. La potenza di calcolo deve riuscire a far fronte anche ai compiti più impegnativi e deve garantire un’esperienza d’uso piacevole in ogni situazione, senza far rimpiangere il Pc desktop.

Si potrebbe obiettare che Intel ha scoperto l’acqua calda: un prodotto del genere esiste da anni e si chiama MacBook Air. Anche senza voler scomodare Apple, anche produttori come Sony, Toshiba, Samsung o Dell hanno proposto di recente notebook ultrasottili dotati di caratteristiche simili.

In realtà Intel ha considerato un ulteriore, importante fattore per il successo e la larga diffusione degli Ultrabook: il prezzo. Ci si attende che il costo di una macchina completa sia sotto i 1.000 dollari, destinati a scendere ulteriormente col tempo. Un Ultrabook non è un portatile elitario come può esserlo un MacBook Air ben carrozzato: l’obiettivo è quello di venderne tanti e di educare i clienti ai benefici della mobilità avanzata, esattamente come è successo con Centrino.

Oltre a delle precise linee guida, Intel fornisce ai produttori la piattaforma hardware intorno a cui viene costruito un Ultrabook. Stiamo parlando di Sandy Bridge, che proprio con il MacBook Air ha dimostrato di calzare a pennello nei notebook ultrasottili. Le Cpu destinate allo scopo sono le Intel Core di seconda generazione di tipo Ulv (Ultra Low Voltage), dai consumi particolarmente ridotti. L’assorbimento elettrico più basso possibile, con ridotta produzione termica, è uno elemento chiave. I processori Sandy Bridge hanno inoltre il vantaggio dell’interfaccia grafica e del Ram controller integrati direttamente nello stesso package della Cpu, soluzione che permette anche una consistente riduzione delle dimensioni delle schede madri.

L’architettura Sandy Bridge in realtà è solo il primo gradino verso un’ulteriore evoluzione. Nel corso del 2012 la piattaforma ideale per gli Ultrabook sarà Ivy Bridge, costruita a 22 nanometri e quindi con caratteristiche elettriche e termiche ancora migliori rispetto allo stato attuale. Un terzo step ci sarà con l’avvento dei processori Haswell nel 2013, con un consumo ancora inferiore.

Ultrabook alla prova dei fatti

Abbiamo avuto modo di provare gli Ultrabook di Acer, Asus e Toshiba, i primi disponibili in Italia e venduti nelle fasce di prezzo tra 800 e 1.300 euro Iva inclusa. I risultati dei test di prestazioni sono stati confrontati con quelli del MacBook Air 2011 da 13”: tutte le macchine hanno infatti in comune l’adozione dell’architettura Intel Sandy Bridge. Questi tre produttori sono stati i più veloci a uscire sul mercato ma sono attesi altri modelli: Lenovo ha già pronto il suo, non ancora disponibile in Italia, ed LG è attesa a breve. Inoltre molti produttori Odm tra cui Compal, Pegatron, Quanta, Foxconn e Inventec stanno lavorando su nuovi modelli che vedremo sul mercato con il marchio di altre aziende più famose al grande pubblico.

I computer ricevuti in prova sono dei prototipi e la configurazione può differire rispetto a quella che sarà effettivamente in vendita; le eventuali differenze sono spiegate nelle singole recensioni. Sempre a causa della natura di sample, non abbiamo dati affidabili sulla durata delle batterie: nei casi in cui è stata possibile una valutazione empirica sul campo, abbiamo registrato un’autonomia pari o superiore alle cinque ore con rete Wi-Fi accesa e lavoro da ufficio. Ciò che si può affermare con certezza è il notevole traguardo in merito alla potenza di calcolo raggiunta, molto elevata in tutti i casi e paragonabile a quella di un Pc desktop di fascia media. Valgono le stesse considerazioni espresse durante la recensione del MacBook Air: un Ultrabook con Core i5 o i7 e disco Ssd permette di cimentarsi con applicativi molto pesanti come il fotoritocco o l’editing video senza nessun problema. Una possibilità ancora più impressionante se si considera il peso inferiore al chilo e mezzo e lo spessore ridotto.

La produzione di calore non è mai preoccupante; solo durante l’esecuzione dei giochi 3D si assiste a un deciso aumento del rumore della ventola e a un riscaldamento del telaio in prossimità della Cpu.

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 248 – novembre 2011

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