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Flickr

25 Aprile 2013 di  

FlickrLa pubblicazione e la condivisione delle fotografie sono argomenti molto caldi, che muovono milioni di dollari in iOS-Logoacquisizioni di società e causano attriti tra i principali social network, come dimostrano le recenti schermaglie che hanno visto contrapposte Instagram (controllato da Facebook) e Twitter. Yahoo Flickr, pur presentando molte somiglianze con i servizi delle due aziende appena citata, ha sempre mantenuto un profilo più elevato, orientato ai professionisti e agli amatori evoluti. Ciononostante l’iPhone 4S è ormai stabilmente il dispositivo più usato per scattare le fotografie pubblicate su questo servizio; Yahoo ha quindi deciso di rivedere profondamente l’interfaccia e le funzioni dell’App ufficiale, rendendola più intuitiva e integrando filtri che permettono di ottenere effetti retrò, seguendo la tendenza lanciata da Instagram.

La nuova versione dell’App permette quindi di registrare direttamente un nuovo account su Flickr (in passato era necessario usare un Pc per questa operazione), può gestire i gruppi di utenti (una novità davvero benvenuta dato che consente di controllare la visibilità dei propri scatti) e integra, come abbiamo accennato, 16 filtri creativi. I nomi dei filtri richiamano animali viventi ed estinti, ma non sono affatto esplicativi: per comprendere il tipo di risultato ottenibile con ciascun effetto bisogna affidarsi alle piccole icone che li accompagnano, oppure applicarli in sequenza. Naturalmente, l’App permette di visualizzare anche i photostream degli altri utenti: l’App offre la funzione Trova amici, che analizza i contatti dell’iPhone, di Facebook, Twitter, Google e Yahoo alla ricerca di utenti presenti anche su Flickr.

Flickr - programma gratuito

Snapseed

18 Aprile 2013 di  

SnapseedLa notizia della pubblicazione di Snapseed per Android era nell’aria da quando lo scorso settembre Google haLogo Android annunciato l’acquisizione di Nik Software. Questa azienda è specializzata nello sviluppo di filtri e plug-in per Photoshop e il suo Snapseed per iOS negli ultimi due anni ha raccolto molti consensi. Con questa versione per Android, Google non nasconde l’intenzione di agevolare la pubblicazione di foto filtrate e ritoccate su Google +, disturbando la supremazia di Instagram nel mondo della “condivisione social” delle immagini. Tuttavia al momento è prematuro equiparare Snapseed a Instagram, anche perché la prima App non ha un proprio social network di riferimento, elemento che ha fatto la fortuna di Instagram (assieme agli spettacolari filtri e al formato quadrato). Snapseed però eccelle proprio negli effetti di fotoritocco, di altissima qualità e molto vari, con tante opzioni per calibrarli in modo minuzioso. Snapseed carica le foto una alla volta dalla galleria oppure permette di scattarle con l’App fotografica predefinita. I comandi all’inizio possono lasciare spiazzati, ma durante i primi utilizzi appare sempre una guida in sovra-impressione che aiuta a familiarizzare con i controlli disponibili. In sostanza bisogna coordinarsi con due gesture: muovendo il dito in verticale si selezionano le specifiche proprietà dell’effetto scelto. Scorrendo il dito in orizzontale se ne calibra l’intensità. Gli effetti sono numerosi tutti mirati a risultati strabilianti: il bianco e nero, per esempio offre sei diversi filtri, per ciascuno si può modificare luminosità, grana e contrasto e infine è possibile applicare cinque filtri colore (neutro, giallo, arancione, rosso, verde). A cornici, rotazione e crop si affiancano sharpen, filtri vintage, tilt-shift e sfocature. L’unico problema è arriavre a padroneggiare ciascuno degli effetti in elenco: servono pazienza e un utilizzo protratto per conoscere bene gli strumenti che si hanno a disposizione e applicare i filtri più indicati ai vari scatti. Sul fronte della condivisione Snapseed Android, ma anche l’ultima versione per iOs, include un pulsante per la pubblicazione su Google+.

Tuttavia è richiesta la presenza nel dispositivo dell’App per accedere al social network. Per installare Snapseed è necessario almeno Android 4.0 Ice Cream Sandwich. Infine segnaliamo che Snapseed, dopo essere stata per un lungo periodo a pagamento, ora è completamente gratuita.

Snapseedapplicazione gratuita

OverGram

28 Marzo 2013 di  

Instagram è certamente uno dei fenomeni più significativi dell’ultimo periodo: questo servizio, a metà strada tra il social network e l’hosting di immagini, è cresciuto continuamente negli ultimi due anni, raggiungendo 100 milioni di utenti registrati e attirando infine l’interesse di un colosso come Facebook. La formula di Instagram è semplice ed efficace: fornire una serie di filtri ed effetti speciali facili da applicare, quasi sempre senza alcuna opzione, che permettono di rendere più piacevoli e originali le fotografie scattate. OverGram lascia chiaramente intendere fin dalla scelta del nome quale sia la sua ispirazione: rispetto a Instagram, però, questa App si concentra sull’aggiunta di testi alle fotografie.

Con Overgram si può quindi catturare un’immagine con il proprio dispositivo (oppure selezionarla dal Rullino), digitare una frase e selezionare uno degli stili disponibili per creare una composizione ancor più originale. Come nel caso di Instagram, il segreto di questa App è l’estrema semplicità: l’anteprima immediata permette infatti di capire molto rapidamente quale, tra le numerose impostazioni disponibili, può offrire il risultato migliore. L’App è gratuita, e può quindi essere provata senza alcun timore: per 0,89 Euro si può invece acquistare Over, realizzata dagli stessi sviluppatori ma assai più ricca di funzioni e di stili. Come segnala lo sviluppatore, Overgram funziona solo se può utilizzare i servizi di localizzazione di iOS: se non dovesse avviarsi regolarmente, verificate quindi all’interno di Impostazioni /Localizzazione che la relativa opzione sia abilitata.

OverGram - programma gratuito

La foto perfetta per Facebook: come catturare i “like” degli amici

1 Marzo 2013 di  

Uno studio realizzato da Nikon in collaborazione con la University of California di Berkeley ha messo in evidenza che le foto che ricevono più consensi nei social network (i “Mi Piace” di Facebook, per esempio) sono quelle che mostrano panorami mozzafiato o animali domestici o immagini di cibo.

Durante lo studio è stato chiesto a 500 persone sparse in tutta Europa di valutare una serie di 35 immagini, diverse per soggetto e qualità fotografica, e dalle risposte è emerso che i ritratti di persone o gruppi scattati nei vari eventi attirano in realtà meno interesse e reazioni positive.

Su Facebook i fotografi dovrebbero quindi scegliere come soggetto un panorama o un animale e valutare la possibilità di introdurre un elemento che sia d’ispirazione per le persone.

Allo stesso tempo è fondamentale cogliere la luce nel modo più realistico, per ottenere la corretta esposizione e ridurre al minimo la sfocatura.

L’aspetto tecnico riveste un’importanza fondamentale: i risultati dello studio mostrano che le immagini a bassa risoluzione o sfocate difficilmente piacciono e che se le persone si trovano davanti foto con occhi rossi o scene poco illuminate, difficilmente ne restano attratte.

In particolare, l’esperimento ha dimostrato che malgrado la popolarità dei filtri creativi che modificano i colori o la grana, questi strumenti hanno un impatto minimo o addirittura nullo sulla quantità dei “Mi piace” ottenuti da un’immagine.

Le 35 immagini analizzate comprendevano diverse foto di persone, panorami, più una serie di eventi classici come compleanni o matrimoni, foto di animali e una selezione di immagini di cibo.

Alcune apparivano nel test due volte, con elementi fotografici alterati quali zoom, risoluzione, esposizione e sfocatura. Per determinare quale fosse il ruolo della qualità dell’immagine e della composizione ai fini dell’assegnazione dei “Mi piace”, è stata analizzata la differenza nella reazione davanti alla versione con o senza zoom di una stessa foto.

In sintesi i fattori che influenzano di più i giudizi, secondo lo studio dell’Università di Berkeley, sono l’emozione che un’immagine suscita e la qualità con cui è stata realizzata.

Archiviare e ritoccare le foto

27 Febbraio 2013 di  

Scattare una foto digitale è semplice e non costa nulla. È facilissimo ritrovarsi con un archivio di migliaia e migliaia di immagini: in questo articolo esaminiamo sei programmi che vi aiuteranno a mantenerlo in perfetto ordine.

di Nicola Martello

Chi ama scattare fotografie si ritrova facilmente con una raccolta di immagini enorme e in continua crescita. Ma se non ci si organizza in maniera adeguata, l’archivio può diventare così disordinato da trasformare qualsiasi ricerca in una vera e propria caccia al tesoro. La rintracciabilità degli scatti non è poi l’unico problema. Lo “scatto perfetto” è raro, e quasi tutte le foto hanno bisogno di ritocchi più o meno estesi per dare il meglio di sé. Oggi per fortuna esistono molti programmi che consentono sia di archiviare in modo efficace una collezione di migliaia e migliaia di immagini sia di apportare tutti i ritocchi del caso. Si tratta di applicativi che hanno un prezzo ragionevole – in qualche caso sono addirittura gratuiti – e un corredo di strumenti e di funzioni adeguato alle esigenze non solo degli appassionati ma in alcuni casi anche dei professionisti. In questo articolo ve ne presentiamo sei: una selezione adatta a tutte le tasche e a tutte le necessità.

Quali sono le caratteristiche che deve possedere un buon programma per l’archiviazione e il ritocco delle fotografie digitali? Un software di questo tipo per prima cosa deve essere in grado di gestire archivi con svariate migliaia di immagini, memorizzate non solo in locale ma anche su dischi esterni o di rete. Sembrano requisiti scontati, ma non lo sono: alcuni applicativi possono trattare solo le foto ospitate sulle unità disco locali, altri invece vanno in crisi quando l’archivio diventa molto grande. Un software davvero valido deve poi essere capace di gestire un database di immagini articolato ed esteso, ed essere molto veloce nelle ricerche. Deve anche permettere di creare album (virtuali o reali) e di assegnare un indice di gradimento (universalmente implementato con una serie di stellette) e chiavi (tag) che facilitino le ricerche.

Per quanto riguarda le ricerche, i soft–ware più aggiornati permettono di svolgerle anche in base ai nomi delle persone ritratte (riconosciute in maniera più o meno automatica) e alle coordinate geografiche del punto di scatto, inserite nei dati Exif (Exchangeable Image File Format) direttamente dalla fotocamera o aggiunte a mano in un secondo momento.

Venendo alla modalità di presentazione dell’archivio, un buon programma deve permettere di regolare la dimensione delle miniature degli scatti, in modo che l’utente possa trovare il miglior compromesso tra quantità e leggibilità. La sezione per il ritocco deve poi offrire tutti gli strumenti necessari per correggere in modo facile e veloce i difetti più comuni. La grande diffusione di quali fotocamere compatte, degli smartphone e dei tablet, dispositivi tutti dotati di piccoli sensori e di flash molto vicini all’obiettivo, favorisce la proliferazione di ritratti con gli occhi rossi, esposizione approssimative e rumore (visibile come una sorta di effetto neve) elevato. Un buon programma di catalogazione e di ritocco offe gli strumenti per correggere questi problemi, naturalmente senza modificare in maniera irreversibile gli originali. Se i primi due difetti sono facili da sistemare con i software moderni, il terzo dà ancora parecchio filo da torcere e per ridurlo efficacemente senza fare danni, cioè senza cancellare anche i dettagli più fini, è tuttora necessario impiegare un filtro specializzato, che consenta la calibrazione su zone di colore uniforme evidenziate nella foto. Tutti i programmi che abbiamo esaminato dotati di un filtro contro il rumore sono privi di questa funzione di taratura, quindi non sono in grado di fornire risultati ottimali.

Altri difetti tipici della maggioranza degli scatti amatoriali sono l’orizzonte storto, l’inquadratura sbagliata, le aberrazioni cromatiche e le distorsioni dovute alla prospettiva e alle lenti. Da tempo i software per il ritocco fotografico consentono di raddrizzare gli scatti usando una linea di riferimento che va tracciata sull’orizzonte o su un particolare dell’immagine, e prevedono al termine la rifilatura automatica. Per correggere l’inquadratura si ritaglia invece la foto con una cornice che va posizionata in modo da ottenere una composizione esteticamente gradevole, magari conforme alla regola dei terzi in base alla quale il soggetto dovrebbe trovarsi in corrispondenza di uno dei quattro incroci interni di una griglia che divide la foto in nove riquadri uguali (molti software consentono di visualizzarla in sovrapposizione). Le aberrazioni e le distorsioni sono decisamente più difficili da correggere, servono algoritmi avanzati e ­– nel caso delle distorsioni dovuti alle ottiche – una libreria con i profili degli obiettivi più diffusi, altrimenti bisogna procedere a mano: un lavoro lungo e difficile.

Infine, in un programma moderno non possono mancare funzioni di stampa avanzate (che permettano ad esempio di combinare più foto su un singolo foglio), di creazione di slide show accompagnati da una colonna sonora, e di caricamento delle foto sui siti di social networking (facebook e Flickr in primo luogo). Utile e comoda è poi la possibilità di caricare le foto nel cloud, in modo che gli scatti siano accessibili in qualsiasi parte del mondo tramite un dispositivo collegato a Internet.

Per questo articolo abbiamo esaminato sei software specializzati nella gestione e nel ritocco delle foto: Adobe Photoshop Lightroom 4, Corel AfterShot Pro 1.1, CyberLink PhotoDirector 4, Google Picasa 3.9, Magix Foto Manager Mx Deluxe 11 e RawTherapee 4: nei nostri test abbiamo verificato quanto si avvicinano all’applicativo ideale che abbiamo descritto facendoli lavorare, quando possibile, su un archivio (ospitato su un Nas) di circa 7.000 foto scattate con una reflex digitale e suddivise in 72 cartelle. L’impressione generale è stata positiva: tutti i software si sono comportati bene, sia pure con qualche carenza e qualche problema. È interessante notare che i due programmi gratuiti, Picasa e RawTherapee, si sono difesi bene quando messi a confronto con AfterShot Pro, PhotoDirector e Foto Manager, sebbene Picasa dia il meglio di sé nella catalogazione mentre RawTherapee privilegi nettamente il ritocco.

Un’ultima considerazione va fatta per i video, visto che le fotocamere, gli smartphone e i tablet odierni sono capaci non solo di scattare foto ma anche di riprendere filmati. Tutti i programmi recensiti, tranne RawTherapee, sono in grado di catalogare anche video e di aprirli in anteprima. Lightroom è l’unico software che va oltre: nella sezione Libreria consente infatti di eliminare la porzioni indesiderate all’inizio e alla fine di un clip. (…)

Estratto dell’articolo di 16 pagine pubblicato sul numero 264 di PC Professionale

Stampanti ink-jet fotografiche

27 Febbraio 2013 di  

Una buona unità fotografica permette di materializzare su carta gli scatti realizzati con una fotocamera digitale dando pieno controllo sull’intero processo di creazione dell’immagine.

di Marco Martinelli

Fino a quando la fotografia è rimasta analogica, stampe e diapositive hanno rappresentato l’unico modo per visualizzare e mostrare le immagini. Poi è arrivato il digitale e tutto è cambiato. Pellicola e camera oscura sono andati in pensione e ora la stampa non è più una scelta obbligata, ma solo una delle opzioni di output, ormai superata nei numeri dalla condivisione in Rete sui social network e sui siti di foto sharing. In base a un’indagine realizzata da Ipsos nel marzo 2012 per conto dell’Iaf (Associazione Italiana Foto & Digital Imaging), il rapporto tra foto stampate e archiviate è di 1 a 4 e le previsioni per il futuro, complice la crisi economica, sono al ribasso. Eppure chi ama la fotografia non dovrebbe rinunciare a stampare le proprie foto migliori, atto finale di un percorso iniziato nel mondo reale con lo scatto, proseguito con l’elaborazione in ambito digitale e proprio con la stampa restituito alla realtà fisica. Come ben dice il citato rapporto Aif, con la stampa la fotografia “prende vita e diviene parte attiva della realtà, e non è solo un’immagine da contemplare, ma un elemento che impreziosisce un ambiente, racconta una storia, si fa portavoce di un sentimento.”

Oggi, per ragioni di costi e di praticità molte delle stampe fotografiche realizzate a livello amatoriale sono delegate a fotolaboratori o a chioschi digitali, con risultati anche soddisfacenti sul piano qualitativo, ma non sempre prevedibili (si veda l’articolo sul numero di Novembre 2012 della rivista). Chi desidera esercitare un controllo più stretto e replicabile sull’intero processo di creazione dell’immagine deve affidarsi a una stampante a getto d’inchiostro.

Non a una qualsiasi stampante, però. Anche se tutti i modelli a tecnologia inkjet sono in grado di riprodurre fotografie a colori, nei cataloghi dei tre principali produttori del settore – Canon, Epson e HP – abbiamo contato in tutto 16 modelli fotocentrici per uso domestico: 6 di Canon, 7 di Epson e 3 di HP (vedere le tabelle separate nelle pagine seguenti). Di questi, 11 sono unità Mfp A4 e 5 sono stampanti monofunzione, due delle quali di formato A3+ (329 x 483 mm). Volendo essere più selettivi, il numero totale potrebbe ridursi a 13 se si escludessero i tre modelli (uno di Canon e due di HP) basati su una tecnologia di stampa a 4 colori, in cui, però, la cartuccia del nero a pigmenti non viene utilizzata nella stampa fotografica, ma solo in quella di testo: così, nella riproduzione di foto, il nero è ottenuto miscelando i tre inchiostri primari Cmy a base di coloranti, soluzione che non produce mai un nero ad alta densità. Per questo serve una cartuccia d’inchiostro dedicato.

Fotocamere e stampanti inkjet operano nel mondo dei pixel e dei punti (dot) e si potrebbe erroneamente pensare che il rapporto tra queste due entità fondamentali sia 1:1, cioè che a un pixel dell’immagine corrisponda un dot della stampante, ma non è così.

Una fotografia digitale a colori è un mosaico di pixel e ognuno di questi è descritto da una terna di valori Rgb. Ogni singolo elemento può assumere un valore compreso nell’intervallo tra R=0, G=0, B=0 (nero pieno) e R=255, G=255, B=255 (bianco puro), ovvero una tra 16,7 milioni di sfumature diverse.

Per riprodurre su carta ciascun pixel, la stampante ha a disposizione un numero limitato di tinte base e per generare una specifica sfumatura di colore può utilizzare anche decine e decine di punti (dot) depositandoli con grande precisione sulla carta per formare un fittissimo reticolo. Quanto più densa è la griglia (la risoluzione di stampa), quanto più piccoli sono i singoli dot, quanti più colori base sono disponibili per riprodurli, tanto migliore sarà il livello di dettaglio, la morbidezza delle sfumature e la gamma cromatica dell’immagine. Oggi, una buona stampante inkjet realizza stampe di qualità fotografica partendo da immagini digitali con una densità lineare compresa tra 200 e 300 pixel per pollice. Così, per esemplificare, una foto scattata con una reflex da 16 megapixel sarà stampabile anche in formato A3+ a 240 ppi, la risoluzione predefinita di Adobe Photoshop. Alla corretta distanza di visione (50 cm per un A4, 90 cm per un A3+) i singoli dot generati dalla stampante saranno indistinguibili a occhio nudo e creeranno l’illusione di un’immagine a tono continuo.

Tutte le stampanti fotografiche amatoriali utilizzano quattro o più inchiostri a base di coloranti (dye) diluiti in acqua.

I dye generano un’ampia tavolozza cromatica e, grazie all’elevata e uniforme riflettività alla luce, producono colori vividi e brillanti su una gamma eterogenea di supporti di stampa, in particolare su carte a finitura lucida.

Nelle stampanti più evolute, i quattro colori primari Cmyk sono affiancati da uno o più inchiostri supplementari a bassa densità. I più utilizzati sono il ciano chiaro e il magenta chiaro, che generano gradazioni tonali più morbide e dettagli più fini nelle aree più luminose, dove la presenza di punti d’inchiostro a densità normale avrebbe esiti più grossolani. In alternativa, altri modelli utilizzano una quinta cartuccia d’inchiostro grigio per produrre stampe in bianco e nero più definite e neutre.

Uno dei problemi delle prime unità inkjet fotografiche era rappresentato dalla durata limitata delle stampe nel tempo. Raggi ultravioletti, gas inquinanti presenti nell’aria, temperatura e umidità elevate aggrediscono le molecole di colorante provocandone il disgregamento: i colori sbiadiscono e virano in tempi più o meno rapidi in base alla formulazione degli inchiostri e alle caratteristiche della carta fotografica.

Per contrastare questi fattori degenerativi, i produttori hanno ottimizzato il sistema di stampa (inchiostri, testine, supporti cartacei) per garantire durate superiori. Con le formulazioni più recenti, i problemi legati al trascorrere del tempo sono stati attenuati in misura sensibile. Se opportunamente conservate, le stampe prodotte dalle unità delle ultime generazioni con gli inchiostri originali possono conservarsi per decine e decine di anni prima di manifestare un visibile sbiadimento, come certificato dai test d’invecchiamento artificiale condotti dalla Wilhelm Imaging Research.

Alta qualità di stampa, stabilità nel tempo e costi sostenibili sono quanto promettono i prodotti attuali. I tre che vi presentiamo in queste pagine sono i modelli di punta di Canon, Epson e HP per il segmento consumer. Con le dovute differenze, ciascuno di questi potrà dare vita alle vostre foto migliori. (…)

Estratto dell’articolo di 11 pagine pubblicato sul numero 264 di marzo di PC Professionale

Fotocamere Mirrorless

27 Febbraio 2013 di  

Alternativa alla classica compatta di fascia alta e addirittura alla tradizionale reflex, la mirrorless rappresenta un ottimo compromesso per chi è alla ricerca di compattezza senza tralasciare la qualità dell’immagine. In prova otto modelli entry level.

di Valerio Pardi

Le mirrorless entry level sono, al pari delle compatte evolute, una delle scelte più indicate per molti tipologie di fotografi. Sono il naturale passaggio evolutivo dalla tradizionale compatta (rispetto a cui offrono prestazioni ben superiori), soddisfano le esigenze di chi è alla ricerca di una soluzione “tascabile” da affiancare alla reflex, sono un ottimo punto di partenza per chi si avvicina al mondo della fotografia e vuole uno strumento performante ma al tempo stesso semplice e intuitivo. Lo scorso mese abbiamo analizzato quali sono le caratteristiche principali che differenziano una compatta evoluta da una mirrorless e abbiamo anche individuato i vantaggi e svantaggi delle soluzioni compatte di fascia alta presenti oggi sul mercato. Questo mese ci focalizziamo invece sull’offerta di mirrorless o compatte a ottica intercambiabile. Tendenzialmente la fascia di prezzo delle mirrorless entry level è simile a quelle delle compatte high end e, anche dal punto di vista dei costi, possono essere una valida alternativa a queste ultime.

Non ci dilunghiamo ulteriormente sulle differenze tra compatte di fascia alta e mirrorless, ma ci preme sottolineare alcuni aspetti essenziali che vanno tenuti in considerazione quando si acquista una di queste fotocamere, o anche più in generale, una qualsiasi nuova fotocamera.

I punti chiave

Prima di tutto occorre cercare di fare un’analisi oggettiva dei limiti della vostra strumentazione attuale e confrontarli con i vantaggi che potrebbe portare un nuovo modello aggiornato e tecnologicamente più avanzato. Di norma, chi si avvicina al mondo delle mirrorless è alla ricerca di una fotocamera che offra una qualità superiore a quella offerta da una normale compatta e che abbia migliori prestazioni soprattutto ad alti Iso, tallone d’Achille di quasi tutte le compatte.

Occorre prestare attenzione anche alle focali utilizzate maggiormente. In una compatta infatti non è raro trovare obiettivi zoom con escursione focale piuttosto estesa, come 10x o anche oltre. Simili prestazioni, in termini di versatilità dello zoom, non sono però riscontrabili anche nelle compatte a ottica intercambiabile. Non bisogna quindi rimanere delusi dalla nuova fotocamera che, probabilmente, sarà dotata di uno zoom di soli 3x o addirittura venduta con un obiettivo a focale fissa. Il vantaggio di una mirrorless è proprio il fatto di poter scegliere l’obiettivo migliore in base alle necessità, come con le reflex. In questo modo si potranno scegliere lenti più performanti, con una nitidezza superiore e una luminosità maggiore al classico zoom in dotazione alle compatte. E questo, abbinato alle migliori prestazioni dei sensori utilizzati nelle mirrorless, consente di scattare senza troppe limitazioni, anche in condizione di illuminazione precaria.

Un altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione è l’utilizzo che se ne farà della fotocamera. Se lo scopo è avere una strumentazione leggera ma versatile, da utilizzare ad esempio per escursioni in montagna, le dimensioni rivestono un ruolo chiave nella scelta. Se invece il target è avere la massima qualità possibile – pur contenendo le dimensioni e il peso rispetto alla classica soluzione reflex – ecco che altri fattori diventano predominanti. Infine non bisogna dimenticare che la preferenza verso un particolare modello equivale a sposare un determinato sistema che comprende obiettivi, flash e accessori. Pertanto, più che per una compatta, è opportuno analizzare l’offerta globale dei produttori per non ritrovarsi tra qualche mese con una bella fotocamera, ma poco sfruttabile per gli scopi che ci siamo prefissati a causa della mancanza di ottiche o accessori specifici.

Meglio quindi una fotocamera con qualche funzione in meno, ma con un sistema completo e versatile, adatta ai generi fotografici che prediligiamo piuttosto che una mirrorless di punta, che però non ha gli accessori che ci serviranno maggiormente. Infine, se nessuno dei modelli vi convince, prima di scegliere il “meno peggio” potete riconsiderare la scelta di una classica compatta top di gamma, come quelle analizzate sul numero scorso. (…)

Estratto dell’articolo di 15 pagine pubblicato sul numero 264 di PC Professionale

Nuove compatte anche per Pentax

30 Gennaio 2013 di  

Novità anche in casa Pentax dove oggi vengono annunciati due nuovi modelli di fotocamere compatte per la serie WG. Si tratta di Pentax WG 3 e WG 3 Gps, entrambi dotati di nuovo obiettivo grandangolare 4x con focale 25-100 mm f72.0 e stabilizzatore immagine con movimento del sensore. Sono fotocamere compatte indicate per riprese subacquee fino a profondità di 14 metri e resistenti agli urti e alle cadute da altezze fino a due metri. Dispongono anche di un sensore Cmos retroilluminato ad alta sensibilità che insieme al processore immagine di nuova generazione permettono di fare scatti persino in acqua di notte e in interni con soggetti scarsamente illuminati. Altre caratteristiche di rilievo sono la resistenza alle basse temperature 8fino a -10) la registrazione di filmati in full Hd (1920×1080) e il monitor Lcd da 3 pollici con proporzioni wide-screen.

Il modello Pentax WG-3 presenta anche funzioni Gps per registrare sulle immagini acquisite i dati di posizione e i log dei viaggi, insieme a misurazioni di pressione, altitudine e profondità e a una bussola digitale ed è l’unico dotato di un sistema di ricarica wireless, utile nelle riprese outdoor.

La doppia protezione antivibrazioni, comune alla WG-3 e WG-3 Gps, compensa gli effetti negativi del tremolio della fotocamera e del movimento del soggetto evitando così di scattare foto mosse. Sei luci macro a Led disposte intorno all’obiettivo illuminano il soggetto in modo più omogeneo permettendo di fare migliori riprese ravvicinate (basta selezionare la Modalità Microscopio Digitale per attivare le sei luci macro a Led.

Pentax ha anche annunciato una versione light della serie WG: il modello WG 10 impermeabile fino a 10 metri con un funzionamento continuo di due ore. Anche questa fotocamera è resistente agli urti e alle cadute da 1,5 metri di altezza e resiste fino a -10 gradi. I nuovi modelli Pentax WG-3 e Pentax WG-10 saranno disponibili dall’inizio del mese di marzo.

Tre nuove fotocamere FinePix da Fujifilm

30 Gennaio 2013 di  

La serie F delle fotocamere Fujifilm si amplia con un nuovo modello adatto ai reportage di viaggio. la FinePix F850EXR. Questa macchina dispone di uno zoom di precisione Fujinon 20x (25-500mm), sensore Exr-Cmos, Exr processor II e tempi di risposta rapidi, il tutto in un corpo sottile e leggero che ben si presta a essere trasportato in qualsiasi situazione.

Stando a quanto comunica l’azienda EXR Processor vanta una velocità di elaborazione doppia rispetto al processore Exr di generazione precedente, e il tempo di avvio della fotocamera è pari a 1,1 secondo, con un intervallo di scatto di 0,5 secondi. Selezionando la modalità Auto la fotocamera ottimizza le impostazioni di ripresa, scegliendo tra i 108 modelli di scena.

La F850EXR offre una gamma focale che spazia dal grandangolo 25 mm al teleobiettivo 500 mm, e volendo può combinare lo zoom ottico 20x con l’Intelligent Digital Zoom per avere un ingrandimento fino a 40x e catturare immagini nitide anche di soggetti molto distanti.

Il sensore EXR-Cmos offre la possibilità di riprendere video in Full HD a 60 fotogrammi/sec garantendo così un’elevata una qualità di riproduzione del colore e durante la ripresa video è possibile anche utilizzare lo zoom ottico e scattare fotografie.

FinePix F850EXR offre la funzione Filtro Avanzato per ampliare le forme di espressione artistica. Sono poi disponibili una serie di effetti come POP colour (potenzia il contrasto e la saturazione, per un effetto finale dai colori vivi);Toy camera (aggiunge un effetto di vignettatura, per un look retrò); Miniature (l’immagine viene sfuocata sopra e sotto, per simulare l’effetto diorama) e altri ancora più specifici.

Ulteriori miglioramenti sono possibili grazie alla modalità “Advanced Anti-blur”, che esegue quattro scatti in rapida successione impostando valori di sensibilità elevati e li combina con la tecnologia di elaborazione delle immagini per ridurre gli effetti della sfocatura; questa tecnica funziona in modo efficace quando bisogna riprendere soggetti in movimento, in condizioni di scarsa luminosità o con l’uso di elevate lunghezze focali.

L’opzione “Multiple Exposure” unisce due scatti in una sola ripresa garantendo un effetto molto originale. Il primo scatto è visualizzato nel display Lcd e sovrapposto all’inquadratura corrente come guida al secondo, permettendo una più accurata composizione e controllo dell’effetto finale.

L’opzione “Motion Panorama 360″ rende facile la ripresa di perfette immagini panoramiche a 360°. “Simulazione Pellicola” permette di scegliere tra cinque diverse combinazioni nella gamma colori e nelle sfumature dei toni, proprio come quando si sceglieva la pellicola invertibile Fujifilm per diapositive colori.

La fotocamera è dotata di display da 3 pollici e 920.000 pixel, dotato di ampio angolo di visualizzazione, per vedere le immagini da angolature particolari.

FinePix F850EXR sarà in vendita da aprile 2013 al prezzo indicativo e suggerito al pubblico di 279 euro Iva inclusa.

Gli altri due modelli presentati, FinePix S4600 e S4800 sono fotocamere bridge, adatte sia ai meno esperti come ai fotografi più evoluti.

FinePix S4600 e S4800 sono dotate di un obiettivo zoom ottico Fujinon, di 26x e 30x sono equipaggiate con uno stabilizzatore evoluto (OIS sensor shift) che contrasta le vibrazioni muovendo il sensore, ed evitando così di scattare foto mosse. Inoltre, gli utenti più creativi possono esprimere la loro creatività con la modalità Super Macro che consente di avvicinare il soggetto fino a 2cm per primi piani ricchi di dettagli.

Queste fotocamere vantano sensori CCD da 1/2,3 pollici e 16 milioni di pixel in grado di riprendere anche il più piccolo dettaglio. Inoltre, la modalità Scene Recognition Auto, che può scegliere tra sei differenti tipi di scene, riconosce il soggetto che si sta riprendendo e determina le impostazioni più adatte. Per non perdere mai uno scatto, i nuovi modelli offrono anche una veloce messa a fuoco automatica pari a 0,3 secondi e tempi di avvio di 1,3 secondi.

Con le nuove fotocamere bridge è possibile anche registrare video HD 720P/30fps in formato 16:9 e condividere immediatamente i propri ricordi con parenti e amici sul grande schermo TV, utilizzando il mini connettore HDMI. Inoltre grazie alla funzione Video Scene Recognition anche chi non è pratico con le riprese video può ottenere buoni risultati in modo facile e divertente. FinePix S4600 e S4800 saranno in vendita dal mese di aprile 2013.

Tre nuove digitali compatte e una entry-level per Canon

29 Gennaio 2013 di  

Canon ha annunciato quattro nuovi modelli della gamma di fotocamere digitali compatte Ixus: si tratta della Canon Ixus 255 HS e delle ultra sottili Ixus 135 e Ixus 132, più una macchina fascia entry level PowerShot A2500.

Le fotocamere Ixus sono pensate per facilitare la condivisione di immagini e videoclip con amici e familiari grazie alle funzionalità Wi-Fi in dotazione; utilizzano sensori da 16 megapixel unitamente a un processore d’immagine Canon DIGIC 4 e sono in grado di produrre immagini anche in formato poster con colori naturali. Sono la scelta ideale per immortalare eventi familiari, vacanze o anche i momenti più significativi della quotidianità.

Canon Ixus 255 Hs è caratterizzata dall’HS System Canon, basato sul sensore Cmos da 12,1 megapixel e sul processore Digic 5 che aiuta in condizioni di scarsa luminosità, come paesaggi notturni e tramonti. Questo modello è dotato anche di zoom ottico 10x ultra-grandangolare da 24 mm che consente di catturare ogni dettaglio, mentre Ixus 135 e Ixus 132 sono dotate di zoom ottico 8x grandangolare da 28 mm. Lo stabilizzatore ottico d’immagine con tecnologia Intelligent IS seleziona tra sette modalità diverse, quella migliore, per contrastare le vibrazioni della fotocamere e garantire riprese video stabili e foto nitide anche in condizioni critiche.

I nuovi modelli dispongono di tecnologia ZoomPlus, uno zoom di alta qualità che raddoppia la portata dell’obiettivo e della funzione Smart Auto, comune anche alla Canon PowerShot, che rileva fino a 58 scene diverse e applica le impostazioni più appropriate per catturare lo scatto perfetto. Grazie alla connettività Wi-Fi le fotocamere possono cillegarsi a smartphone e tablet e quindi è più facile trasferire le immagini su questi dispositivi per condividerle ad esempio nei social network come Facebook, Twitter, YouTube tramite la app Canon CameraWindow.

Con la funzionalità Gps via mobile, gli utenti possono aggiungere alle foto i dati di posizione Gps registrati con il proprio smartphone, in modo da poter tenere traccia di ogni scatto.

L’accesso gratuito a Canon Image Gateway permette inoltre di condividere album di immagini o backup di foto e filmati direttamente dalla fotocamera alla rete Wi-Fi di casa. Le immagini possono essere trasferite anche a una serie di dispositivi domestici, inclusi PC o stampanti wireless compatibili.

Canon Ixus 255 HS, Ixus 135, IxusS 132 e PowerShot A2500 saranno in vendita da marzo 2013 rispettivamente al prezzo suggerito al pubblico di 270, 175, 145 e 110 euro Iva inclusa.

Fotocamere compatte hi-end

28 Gennaio 2013 di  

Piccole e versatili, possono sostituire anche la classica reflex in molte occasioni, ma dividono l’interesse anche con le mirrorless, più duttili. Cosa scegliere?

di Valerio Pardi

La fotografia è una passione che può essere vissuta in infiniti modi diversi. Ci sono molti settori specifici, come la fotografia di paesaggio o la ritrattistica, oppure la macro o la street photography che richiedono una strumentazione ben precisa. Infatti, anche se qualsiasi fotocamera − o addirittura smartphone o tablet − possono essere utilizzati proficuamente per realizzare fotografie generiche, quando si vuole ottenere il massimo in un settore specifico occorre un “hardware” altrettanto mirato. Non è questione di semplice qualità, intesa come risoluzione, capacità di operare ad alti Iso o nitidezza dell’obiettivo, ma anche di caratteristiche complessive che ben si sposano e facilitano enormemente la vita del fotografo in determinate situazioni. Ad esempio, se si ama la fotografia sportiva, si apprezzerà una fotocamera dotata di autofocus veloce e preciso, in grado di agganciare e seguire senza incertezze un soggetto in rapido movimento, una raffica di scatto elevata, un ritardo di scatto minimo e una buona risposta agli alti Iso per poter utilizzare sempre tempi di scatto sufficientemente veloci per congelare i movimenti del soggetto. Differentemente, chi è appassionato di fotografia paesaggistica preferirà una risoluzione elevata e una elevata latitudine di posa del sensore piuttosto che un autofocus veloce, caratteristica poco significativa in questo genere di fotografia.

Il miglior corredo fotografico è quindi quanto mai soggettivo e se da un lato deve soddisfare determinate richieste in base al genere di fotografia che si predilige, dall’altro deve anche rispondere alle preferenze di gusto del fotografo. Preferenze in termini di prezzo, ergonomia della soluzione e completezza del sistema per quanto riguarda accessori e ottiche, senza dimenticare, da ultimo, un’eventuale simpatia personale per un dato brand. Risulta quindi evidente che il corredo ideale, in assoluto, non esiste a meno di potersi permettere quasi tutto quello che offre il mercato!

Ognuno quindi costruirà la propria dotazione fotografica, tassello dopo tassello, in modo da cercare di soddisfare al meglio le proprie esigenze.Normalmente il punto di arrivo di una simile soluzione è un corredo reflex dotato di diverse ottiche e una serie di accessori che ne facilitano l’utilizzo in determinate circostanze. Ammesso anche che si riesca a completare nel modo ideale un corredo di questo genere, ci si scontra quasi immediatamente con due aspetti che hanno difficile soluzione: peso e ingombro. Una reflex, due o tre obiettivi, un flash e un treppiede, sebbene siano una soluzione versatile, anche se contenuti in una pratica borsa fotografica, non possono essere considerati un corredo snello e leggero e si finirà, quasi sicuramente, per utilizzarli solo in situazioni specifiche. Nasce quindi l’esigenza anche di una soluzione piccola e leggera, ma dalle possibilità creative e qualitative elevate, che ci porta al tema della comparativa di questo mese e di quello successivo, dedicato rispettivamente alle compatte di fascia alta e alle mirrorless entry level.

Compatta, ma di fascia alta

La compatta è vista spesso come soluzione economica di ingresso nel mondo della fotografia. Generalmente si può anche condividere questa affermazione, ma nell’ampia offerta dei diversi produttori figurano oggi anche prodotti “compatti” ma caratterizzati da soluzioni tecniche raffinate. Queste fotocamere possono essere la soluzione ideale anche come upgrade per chi arriva da una fotocamera compatte tradizionale o da uno smartphone ed è alla ricerca di un prodotto più avanzato senza per questo dover entrare nel mondo reflex. Le compatte di fascia alta e le mirrorless soddisfano perfettamente queste esigenze. Sono di dimensioni contenute, soprattutto se raffrontate a una reflex, offrono prestazioni mediamente elevate e mantengono una facilità operativa che diverse reflex non hanno. Un altro aspetto che accomuna le mirrorless più economiche alle compatte di fascia alta è il prezzo, che va dai 300 euro fino a sforare la soglia dei 600 euro: sono cifre piuttosto importanti e in alcuni casi addirittura superiori a quelle di una reflex economica. È chiaro che questa scelta non si fa per contenere i costi, ma solo per rispondere a una esigenza specifica: avere il miglior compromesso tra prestazioni e compattezza.

Compatta o mirrorless?

Appurato questo aspetto, rimane da decidere quale delle due categorie preferire: compatta o mirrorless? Entrambe le soluzioni, pur simili, hanno alcuni aspetti differenzianti piuttosto evidenti. La compatta nasce come soluzione a tuttotondo, finita, non richiede altro se non qualche semplice e comune accessorio di contorno come schede di memoria, una batteria sostitutiva e una piccola custodia, al più un mini treppiede. Le mirrorless invece sono la chiave d’ingresso di un corredo, come per le reflex, composto da obiettivi aggiuntivi, flash e così via. Più semplici e immediate le compatte, più versatili e “su misura” le mirrorless. (…)

Estratto dell’articolo di 13 pagine pubblicato sul numero 263 di febbraio di PC Professionale

Un ridimensionamento intelligente

14 Dicembre 2012 di  

Il termine seam carving forse non vi dice nulla, ma questo algoritmo ideato nel 2007 da Shai Avidan e Ariel Shamir è sempre più usato dai moderni programmi di fotoritocco. Il suo intervento è quasi magico: l’algoritmo riesce infatti ad allargare e o restringere una fotografia senza deformarne le porzioni significative, come una persona o un oggetto in primo piano. Adobe è stata velocissima ad acquisirne la licenza e lo integra in Photoshop dalla release CS4. Per provare il seam carving non è però necessario acquistare un programma commerciale: si può usare l’utility Seam Carving Gui, un’interfaccia grafica per Cair (Content Aware Image Resizer), motore grafico open source basato sull’algoritmo di Avidan e Shamir.

Seam Carving Gui ha un aspetto semplice ed essenziale; tutte le funzioni principali sono raccolte nel pannello di destra, mentre il menu principale è dedicato alla gestione dei file e alle opzioni di visualizzazione. Il software consente di marcare le zone dell’immagine che devono essere preservate oppure eliminate, e quindi di applicare le modifiche alle dimensioni e al rapporto d’aspetto. Non è necessario tracciare con precisione i contorni del soggetto da evidenziare: basta ripassarlo grossolanamente per indicare al programma l’area in cui è contenuto. I risultati dipendono naturalmente dall’immagine di partenza, ma in moltissimi casi sono sbalorditivi: se lo sfondo è di tipo naturale, e non è caratterizzato quindi da geometrie nettissime, il programma permette di eliminare una persona o un oggetto da un’immagine senza lasciare nessuna traccia, oppure di modificare le proporzioni di uno scatto per renderlo adatto alla stampa o all’impaginazione in uno spazio predefinito.

Geotagging 
con Google Earth

3 Ottobre 2012 di  

Il geotagging, ovvero l’inserimento delle coordinate geografiche del luogo di scatto tra i metadati di una fotografia digitale, è una pratica sempre più diffusa dato che permette di navigare in modo intuitivo tra le immagini e di categorizzarle più facilmente. Il processo è automatico con i dispositivi che integrano un sentore Gps, come quasi tutti gli smartphone moderni e alcune fotocamere digitali. In tutti gli altri casi, invece, è necessario associare a mano le immagini e le relative coordinate.

Per farlo si può sfruttare Google Earth, che permette di indicare con estrema precisione e altrettanta semplicità una posizione qualsiasi sul globo, in unione all’utility Google Earth Photo Tag (scaricabile da qui) e la libreria Exiv2; la prima volta che si avvia l’utility, bisognerà indicare il percorso del file Exiv2.exe. Dopo aver caricato le immagini da elaborare, il programma permette di vedere in Google Earth la posizione degli scatti (pulsante Fly to this photo in Google Earth) e di aggiungere le coordinate attuali alla foto selezionata (Save Google Earth coordinates to this photo).

Queste informazioni possono anche essere visualizzate in formato testuale ed eventualmente corrette digitando gli opportuni valori di longitudine e latitudine, oppure si può sfruttare la modalità automatica (spuntando la voce Auto-Mode), che inserirà in tutte le nuove immagini caricate le coordinate correnti di Google Earth.

Uno scatto da 20 gigapixel per inaugurare i Giochi Olimpici

24 Luglio 2012 di  

L’agenzia fotografica ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale, la prestigiosa Getty Images realizzerà insieme a Fujitsu un’immagine ad altissima risoluzione nel corso della cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici di Londra. Le dimensioni della foto potranno raggiungere i 20 gigapixel, una grandezza mai prima d’ora ottenuta, e l’immagine è destinata a catturare nei dettagli ciascuno dei 70.000 spettatori presenti alla cerimonia d’inaugurazione dei Giochi Olimpici di Londra. Le persone potranno quindi ingrandire i dettagli, cercare il proprio volto e identificarsi con un tag.

Non solo, grazie alla partnership con Fujitsu che ha messo a disposizione le workstation Celsius R920, il caricamento di un’immagine così pesante non sarà più un problema: generalmente infatti immagini così pesanti richiedono giorni per essere caricate a computer; invece in questo caso già durante la notte,  dopo la cerimonia inaugurale, sarà possibile visualizzare la maxi foto sul sito inglese dell’agenzia Getty Images.

Fotografare gli amici a quattro zampe: i consigli di Nikon

13 Luglio 2012 di  

Per festeggiare il lancio della nuova reflex digitale D3200 Nikon ha realizzato un sondaggio in 12 paesi sui soggetti fotografati più volentieri dalle persone. Cani e gatti sono risultati i preferiti, anche più del partner  dei familiari: il 57% degli italiani dedica ai piccoli amici di casa gran parte delle foto, i familiari vengono al secondo posto con il 49% mentre al partner spetta solo il 27% delle foto scattate.

Detto ciò ottenere l’immagine giusta di un animale può essere alquanto difficile poiché i soggetti si muovono in continuazione e riuscire a coglierne la personalità in un’immagine fissa è un’impresa ardua. Per questo Nikon ha stilato un breve decalogo su come utilizzare al meglio la nuova reflex D3200, una macchina che si presta a cogliere il momento più adatto per lo scatto migliore grazie a funzioni come la selezione automatica scene che imposta la fotocamera nella modalità più adatta. Ecco i consigli di Carli Davidson fotografa pluripremiata a livello internazionale e specializzata in animali domestici.

  • Fai in modo che gli animali domestici amino la fotocamera. Lascia che la annusino e la lecchino. Tieni la fotocamera più in basso rispetto a loro affinché risulti meno minacciosa. Premiali con dei croccantini quando si avvicinano e dimostrano interesse, ma ricorda di proteggere l’obiettivo con un filtro per evitare che si danneggi con la loro saliva.
  • Fai in modo di avere un atteggiamento positivo. Gli animali sono intuitivi, comunicano con le espressioni e il linguaggio del corpo e capiscono istintivamente se non sei dell’umore per giocare, reagendo di conseguenza. Preparati a scattare con uno spirito incline al divertimento e anche loro vorranno divertirsi con te.
  • Cerca di attirare la loro attenzione. Tieni qualcosa che faccia rumore o un giocattolo sopra l’obiettivo per spingerli a guardare dritto in camera. Ma fai attenzione, perché potrebbero saltare per afferrarlo. Non esagerare però: gli animali domestici sono intelligenti e potrebbero perdere rapidamente interesse se si rendono conto che non vengono premiati quando rispondono al rumore.
  • Sfrutta i comportamenti e i trucchetti di addestramento. Questo vale soprattutto per i cani: il tuo animale sa rotolarsi sulla schiena? Se lo sa fare, scattagli una foto mentre è sdraiato sulla schiena. Esercitati con il comando “fermo” per realizzare dei ritratti. Gli animali saranno concentrati su di te per ricevere una ricompensa e indicazioni, quindi dovresti riuscire facilmente ad ottenere il contatto visivo. Impara anche a conoscere le parole e i suoni a cui il tuo animale reagisce. Picchiettare sulla scodella del mangiare di solito dà una reazione, come anche frasi o parole come “croccantino”, “giretto” o “passeggiata?”. A volte anche solo chiamarli per nome può spingerli a girare la testa e ad assumere espressioni divertite.
  • Utilizza vari oggetti per cogliere espressioni diverse. Se stai fotografando un cane all’aria aperta, afferra un bastone lungo e con una mano tienilo per giocare insieme al cane mentre scatti con l’altra. Otterrai sicuramente delle smorfie divertenti mentre cercano di afferrarlo. Se il soggetto è un gatto, ricorda che i gatti si concentrano tantissimo sui giocattoli. Puoi provare a fare oscillare una piuma o una cordicella fuori campo, o puoi lanciare un pallina per vederli partire all’inseguimento: tutte queste azioni possono dare vita a delle pose davvero divertenti del tuo gatto se riesci a scattare al momento giusto.

Foto panoramiche con Hugin

23 Maggio 2012 di  

La creazione di foto panoramiche è una delle applicazioni che il passaggio dalla pellicola al digitale ha finalmente reso alla portata di tutti. Queste immagini di ampie dimensioni permettono di raccogliere in un unico scatto una porzione più ampia di sguardo e hanno importanti applicazioni nella fotografia di paesaggio e architettonica. Esistono programmi professionali che si occupano della delicata operazione di assemblaggio degli scatti e molte fotocamere recenti offrono una funzione di elaborazione integrata: ma sul mercato esistono anche software gratuiti come l’ottimo Hugin, scaricabile da questo sito, che garantiscono comunque risultati di tutto rispetto.

Il programma è tradotto in italiano e offre una modalità assistita che permette di semplificare al massimo le operazioni di base; basta selezionare la scheda Assistente e seguire la sequenza di operazioni suggerita: caricare le immagini da assemblare, allinearle utilizzando la funzione automatica e quindi creare il panorama finale.

Coolpix AW100: La fotocamera pronta a tutto

5 Aprile 2012 di  

Dimensioni compatte e design accattivante per la AW100, la prima Nikon capace di resistere ad acqua, sabbia, urti e temperature estreme.

Anteprima di Valerio Pardi

Articolo tratto da PC Professionale 252 di marzo 2012

Le fotocamere classificate come all-weather possono operare in tutte le condizioni ambientali, anche in quelle estreme: sono modelli impermeabili, quasi sempre subacquei, in grado di sopportare basse temperature, sabbia o polvere e perfino urti e cadute. Nate come piccola nicchia di mercato, le all-weather si sono trasformate in un vero e proprio segmento tanto che oggi tutti i produttori hanno a listino almeno un modello. Il loro aspetto estetico tradisce però questa natura di fotocamere “pronte a tutto”, visto che spesso sono caratterizzate da un design tozzo e da una forma squadrata.

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Il Photoshow 2012 incorona lo smartphone come macchina fotografica dell’anno

2 Aprile 2012 di  

Nel giorno di chiusura di Photoshow 2012, la manifestazione sulla fotografia svoltasi in questi giorni alla Fiera di Roma, Voices from the Blogs, l’osservatorio permanente sul social media, ha lanciato un sondaggio sul web per cogliere le tendenze in atto nel settore in Italia.
Sono stati così analizzati oltre 4000 tweet postati nell’ultima settimana di marzo in risposta a domande come: quali sono i soggetti che fotografi più volentieri, oppure quale fotocamera utilizzi di solito e infine quale ritieni sia la macchina fotografica dell’anno.

I risultati contengono qualche sorpresa: ad esempio il 49,1% preferisce posare l’obiettivo su paesaggi invece che su fidanzate, nipoti e familiari (scelti dal 27,7%) e per il 32% degli appassionati la fotografia è solo un hobby (diventa un lavoro vero e proprio per il 20%).
Tra macchina digitale e tradizionale vince naturalmente la prima, scelta dal 48% dei rispondenti, ma un buon 40% continua a preferire la macchina fotografica classica e in particolare la reflex con i vecchi rullini che è utilizzata dal 38,7% degli italiani.

Tra le digitali la preferenza va ai modelli compatti e maneggevoli, scelti dal 32,5% . Un 12% invece scatta foto con il cellulare. E guardando al futuro, il popolo di Twitter non ha dubbi, la macchina fotografica dell’anno è lo smartphone, scelto dal 44,5%.

Nikon regala ai propri clienti un sito personale

12 Marzo 2012 di  

Si chiama Nikonphotographers.it ed è il nuovo sito che consente a un pubblico di utenti selezionati di realizzare uno spazio personale dove pubblicare la propria biografia, mettere on line le proprie foto, pubblicizzare eventi a cui partecipano, come mostre e rassegne artistiche e cercare anche altri fotografi on line.
Il sito nasce a seguito del successo ottenuto dal programma di fidelizzazione Nikon Photographer Advanced (oltre 4000 iscritti) dedicato ai fotografi che utilizzano materiale Nikon selezionato per i loro progetti: per premiare quanti erano rimasti esclusi da questa iniziativa in quanto non fotografi professionisti anche se in possesso di attrezzatura Nikon, il gruppo ha pensato di offrire l’opportunità di creare un sito web personale,con il brand Nikon di sottofondo, accessibile anche da smartphone e tablet. Il sito è stato lanciato solo poche settimane fa ma ha già ottenuto un ottimo gradimento con circa 12.000 visitatori unici registrati in un solo giorno.

Diapositive e negativi in digitale con gli scanner Plustek

5 Marzo 2012 di  

I nuovi scanner che Plustek presenta da domani al Cebit permettono di trasformare in digitale diapositive e negativi di fotografie in pochi istanti, con risultati di grande precisione.
OpticFilm 8100, OpticFilm 8200i SE e OpticFilm 8200i Ai sono dotati del software SilverFast 8 di LaserSoft in grado di soddisfare le necessità sia di fotografi professionisti sia del pubblico amatoriale, grazie alla immediatezza d’uso. L’utente infatti viene guidato passo passo attraverso tutti gli step dell’acquisizione dell’originale e il tutto risulta ulteriormente semplificato dalla nuova e intuitiva interfaccia grafica del programma SilverFast.
Anche le modifiche effettuate sulla diapositiva o sul negativo digitalizzati, incluse funzioni complesse come la rimozione di polvere o graffi, vengono visualizzate già nella modalità “anteprima”, rendendo, quindi, queste operazioni molto più semplici ed immediate rispetto al passato.

Grazie alla tecnologia SilverFast Multi-Exposure in dotazione sui nuovi modelli OpticFilm, è possibile incrementare il range dinamico, aggiungere dettagli alle ombre ed eliminare i disturbi, mentre la funzione SilverFast NegaFix, con i suoi oltre 120 profili pre-impostati, garantisce risultati di livello professionale nella conversione dei negativi in “positivi”.
Veloci ed efficienti, grazie anche alla capacità di gestire operazioni in multi-tasking e supportare hardware 64-bit, gli scanner OpticFilm impiegano una sorgente di luce e un sistema ottico che assicurano la massima precisione nelle digitalizzazioni di ogni tipo di pellicola, garantendo un’ottima resa dei colori e consumi energetici contenuti. Inoltre sono prodotti di dimensioni più compatte rispetto alle generazioni precedenti.
I nuovi OpticFilm 8100, OpticFilm 8200i SE e OpticFilm 8200i Ai saranno presentati in anteprima al pubblico presso lo stand Plustek (No. F29, Hall 3) al CeBIT di Hannover (6-10 Marzo 2012) e saranno disponibili in Italia da subito ai seguenti prezzi al pubblico:
OpticFilm 8100: 259 euro; OpticFilm 8200i SE 359 euro; OpticFilm 8200i Ai  529 euro.
 

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