Brightcove e la tv del 2030

Sophie Reyers di Brightcove ha parlato della tv del futuro: visione immersiva, Beacon TV, nuovi dispositivi e monetizzazione
Brightcove e la tv del 2030

La responsabile marketing per l’Europa e l’America Latina di Brightcove Sophie Reyers è intervenuta sul tema La TV nel 2030. Qual è il futuro della televisione?.

Quindici anni fa, i cambiamenti accorsi all’industria TV erano sostanzialmente guidati dai broadcaster. Erano le emittenti a decidere per il pubblico cosa doveva consumare e il pubblico voleva esattamente quello. Oggi i consumatori sono più tutelati. Hanno acquistato nuovi dispositivi, vogliono contenuti diversi e guardano quello che vogliono, quando vogliono – e il compito dei broadcaster è accontentarli.
Se guardiamo ai prossimi 15 anni, la domanda su cui riflettere non è se cambierà la TV – è un dato di fatto – ma quanto cambierà e dobbiamo chiederci in che modo le aziende emittenti riusciranno a tenere il passo.
Sono molti gli indizi che ci indicano quali sviluppi aspettarsi per il settore. Mettendo insieme tutti i cambiamenti a cui stiamo assistendo, siamo in grado di costruire un quadro interessante di ciò che la TV ha in serbo per il futuro.

  1. Esperienza di visione immersiva

    L’esperienza di visione immersiva continua a crescere tra gli spettatori alla ricerca di un coinvolgimento più intenso, almeno dal punto di vista percettivo – basta considerare il successo del Secret Cinema in Inghilterra e le numerose produzioni teatrali di tipo immersivo sono la prova di questa tendenza.

    Entro il 2030, avremo fatto un passo avanti, le esperienze immersive saranno parte della normale programmazione in TV. Gli spettatori potranno assistere a spettacoli televisivi in diretta in prima persona, dove il pubblico avrà un ruolo attivo all’interno della puntata a cui assiste.
    E se non è possibile creare uno spettacolo immersivo, ci sarà sempre la possibilità di creare un’esperienza di social TV gamification per aumentare il coinvolgimento delle persone. I giochi di ruolo (RPG) diventeranno RPTV e gli spettatori potranno influenzare il modo in cui i contenuti televisivi avanzano, prendendo decisioni nel corso delle puntate, il pubblico controlla e modifica la trama a suo piacimento. Registrare molte scene ed episodi finali diversi sarà la norma per i produttori di serie TV che saranno fieri di realizzare spettacoli che garantiscono al pubblico un finale di serie ideale.

  2. La nascita della “Beacon TV”

    Da quando la tecnologia beacon è stata introdotta nel 2013, si è dimostrata una soluzione preziosa per i brand, per vendere i loro prodotti ai consumatori in modalità uniche e personalizzate. E per quanto riguarda i broadcaster? Se i beacon possono guidare le vendite, perché non farlo con gli spettatori?

    Entro il 2030, la “Beacon TV” sarà solo un altro modo a disposizione delle persone per consumare i video in movimento, con esperienze di visualizzazione personalizzate fornite da dispositivi pubblici, gli specchi dei camerini riprodurranno video che suggeriscono abbinamenti personalizzati e i manifesti in metropolitana mostreranno contenuti pubblicitari che promuovono eventi che si trovano in prossimità della stazione.

  3. Un’ondata di dispositivi

    Dimenticate il second screen, entro il 2030 la quantità di dispositivi che ricevono contenuti trasmessi da broadcaster saranno innumerevoli. Il Project Glass di Google potrebbe essere stato rivelato troppo presto, ma il concetto da sottolineare è la possibilità di guardare contenuti ovunque ci si trovi, mentre si fa qualcos’altro. Pensiamo ai ragazzi multi-screener di oggi, quelli che hanno 15 anni, non abbiamo dubbi sul fatto che accoglieranno questa rivoluzione a braccia aperte.

    Questo apre alla possibilità di osare con molti più dispositivi sul mercato, da aggiungere alla distesa di tecnologia intelligente già disponibile. Per esempio, le lenti a contatto connesse a internet con schermi microscopici incorporati o la TV collegata direttamente con il nostro cervello grazie ad una interfaccia cervello-computer.

    Dopo la presentazione recente di Oculus Rift, HTC Vive e PlayStation VR proprio dietro l’angolo, entro il 2030 la realtà virtuale giocherà un ruolo di rilievo nel settore TV.

    La forza della TV lineare è sempre stato l’aspetto sociale e la realtà virtuale sarà in grado di ripetere questa esperienza di condivisione in modo unico. Sale per la visione di contenuti virtuali personalizzati dove amici e parenti possono ritrovarsi per guardare insieme programmi e TV show – da luoghi diversi nel mondo – sostituiranno il soggiorno. Entrare nel TV show preferito o nel film sarà anche una possibilità, che apre a una esperienza visiva completamente nuova.

  4. >Modalità profitto: attivata

    La monetizzazione dei contenuti è importante indipendentemente dall’anno che corre, ma con il passaggio dei contenuti TV su più dispositivi, piattaforme e nuove tecnologie che devono ancora essere inventate, i proprietari dei contenuti dovranno adattare il loro approccio per aumentare i ricavi.

    I consumatori stanno cercano di evitare le inserzioni – lo dimostra l’uso crescente di ad-blocker – ed entro il 2030, gli editori che non avranno trovato la soluzione ideale non saranno sul mercato a raccontare la loro storia.

    Le inserzioni pubblicitarie dinamiche saranno la salvezza del settore, ma non nella forma che conosciamo oggi. La pubblicazione di annunci pubblicitari in funzione dei dati di consumo e visione degli spettatori non sono sufficienti per il pubblico iper-connesso di domani.

    Invece, nel 2030, i broadcaster avranno imparato l’arte di utilizzare i “Bigger Data”, gestendo la pubblicazione degli annunci secondo lo stato d’animo delle persone (si, saranno gli annunci pubblicitari a tirarci su il morale) o sugli amici con cui guardano i contenuti. Saremo in grado di inserire nei contenuti TV pubblicità rilevanti per tutta la famiglia o per gruppi di amici, in base alle conversazioni che stanno avendo o alle esperienze che condividono.

L’unica certezza è il dubbio
Entro il 2030 ci saranno nuovi attori sul mercato, alcuni verranno sorpresi da nuove tecnologie spiazzati da nuove tendenze, ognuna delle quali avrà dato nuova forma al settore TV per come lo conosciamo oggi.
Non possiamo essere certi di quello che sarà la TV nel 2030, ma sappiamo quali tendenze sono in corso, aspettiamoci grandi cambiamenti per la TV nel 2030.

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