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Piccolo è bello: i mini Pc

26 Aprile 2013 di  

Mini-Pc

Il personal computer desktop che abbiamo imparato a conoscere è in crisi sotto i colpi dei dispositivi mobili sempre più versatili. Per ritrovare il suo spazio in casa deve cambiare look, oltre ad adattarsi al meglio alle nostre esigenze giornaliere.

di Michele Braga

ICON_EDICOLAC’è chi parla del più grande crollo delle vendite registrato nella storia dei personal computer e i dati di mercato – Idc ha rilevato un meno 14% nel primo trimestre del 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012 – sembrano avvallare appieno questa visione. È difficile controbattere a chi sostiene che il desktop, ormai descritto da molti come un ingombrante e superato agglomerato di componenti, sia sulla via del tramonto quando le previsioni indicano una percentuale di crescita in doppia cifra per i dispositivi portatili, tablet e smartphone, e non prevedono un cambiamento dopo quattro mesi consecutivi con il segno meno per le vendite dei sistemi desktop. I numeri però vanno analizzati a fondo senza fermarsi alle cifre riassuntive: esaminandoli si scopre che la crisi si è accentuata con il calo della domanda nei paesi emergenti e con una decisa riduzione degli ordini nel segmento dei notebook e desktop consumer.

È più realistico pensare che il Pc debba ancora trovare la giusta formula per adattarsi alle odierne esigenze di alcune categorie di utenti e che l’evoluzione tecnologica abbia messo a disposizione una potenza di calcolo che supera di gran lunga le necessità dell’utilizzatore medio. Il concetto di personal computer, cioè di elaboratore personale, è ben lontano dall’essere superato perché gli stessi smartphone e tablet sono a tutti gli effetti piccoli computer portatili e in assoluto personali. Il desktop, almeno nella forma in cui lo abbiamo conosciuto e utilizzato per anni, è uno strumento adatto a una cerchia di utenti sempre più ristretta che raccoglie coloro i quali producono i contenuti che possono essere poi fruiti attraverso i dispositivi più disparati e coloro che utilizzano applicazioni molto esigenti dal punto di vista della potenza di elaborazione, per esempio i videogiochi. Consapevoli di tutto ciò, i produttori sono da parecchio tempo alla ricerca del formato capace di attirare l’attenzione del consumatore finale. Il successo dell’iMac e del Mac Mini targati Apple sembrano avere indicato la giusta direzione, tanto che nell’ultimo anno, in parte anche grazie allo zampino del sistema operativo Windows 8 di Microsoft, abbiamo assistito alla rinascita dei sistemi all-in-one e alla crescente attenzione verso i Pc compatti. In questo articolo abbiamo concentrato la nostra attenzione proprio su quest’ultima categoria con l’obiettivo di capire quale sia l’offerta del mercato indirizzata a chi cerca un Pc molto piccolo, ma al tempo stesso capace di fornire le Desktop da gioco Il primo Pc Ibm tecnologie più moderne e una potenza di calcolo sufficiente per le attività giornaliere più comuni all’interno delle mura domestiche. Abbiamo raccolto un’ampia selezione di prodotti che comprendono i piccoli compatti pronti all’uso e i barebone di piccola taglia dove l’utente finale ha un ampio margine di manovra nella scelta dei componenti cruciali che determinano le prestazioni finali del sistema. Le soluzioni disponibili in commercio per chi cerca un Pc che appartiene alla categoria dei sistemi ultra compatti sono moltissime: ci sono configurazioni che utilizzano componenti da desktop e altre più spinte verso il risparmio energetico che si avvalgono di componenti sviluppati per sistemi portatili e quindi con consumi molto ridotti.

Le categorie. La famiglia dei Pc ultracompatti e quindi dei sistemi dalle dimensioni molto ridotte è costituita fondamentalmente da tre tipologie di prodotto: quella dei sistemi “pronti all’uso”, quella dei “barebone semicompleti” e quella dei “barebone puri”. Nella prima categoria rientrano i Pc equipaggiati con tutto l’hardware necessario al loro utilizzo e in alcuni casi anche provvisti di sistema operativo. Nella maggior parte dei casi quest’ultimo non è però incluso sia per contenere il prezzo di acquisto sia per lasciare all’utente la più ampia libertà di scelta. La seconda categoria raccoglie i sistemi ai quali l’utilizzatore deve aggiungere la memoria e il disco di sistema, mentre la categoria dei barebone puri, sempre più rara, è quella che offre le più ampie possibilità di personalizzazione, ma che al tempo stesso richiede l’acquisto e l’installazione di processore, memoria e disco fisso.

Come abbiamo eseguito le prove

È molto difficile mettere a confronto sistemi molto diversi tra loro e sui quali è possibile modificare la configurazione hardware solo in modo limitato. Per questo motivo abbiamo deciso di svolgere le prove eseguendo due sessioni test sui sistemi venduti con configurazione hardware completa. La prima sessione è stata eseguita utilizzando l’hardware di base della configurazione, mentre per la seconda sessione abbiamo sostituito la memoria e il disco di sistema con quella di riferimento: due moduli di memoria Adata da 8 Gbyte ciascuno, un disco Adata Ssd da 2,5 pollici con capacità di 64 Gbyte o un equivalente disco Adata mSata con capacità di 128 Gbyte. Questa scelta ci ha permesso di rilevare un’indicazione sul possibile incremento di prestazioni che è possibile ottenere installando un elevato quantitativo di memoria e un disco che permetta un rapido accesso ai dati rispetto a quello preinstallato nel sistema; inoltre abbiamo potuto mettere a confronto i sistemi che utilizzano lo stesso tipo di processore, ma che sono venduti con quantitativi di memoria e dischi meccanici differenti. Poiché i sistemi in prova dispongono di una ridotta potenza di calcolo rispetto a un normale desktop abbiamo selezionato solo alcuni benchmark che utilizziamo normalmente: il PCMark 7, il 3DMark e il test GeekBench 2 Pro.

Estratto dell’articolo pubblicato sul numero 266 di PC Professionale

I sistemi provati

  • Apple Mac Mini
  • Asus EB1035
  • Foxconn AT-7300
  • Intel DC3217BY
  • Sapphire Edge HD4
  • Sapphire Edge VS8
  • Shuttle DS61
  • Shuttle XS35GS V3L
  • Zotac Zbox Plus Nano XS
  • Zotac Zbox Plus ID83
  • Zotac Zbox Plus ID42

La seconda vita di Dell

6 Febbraio 2013 di  

È stato concluso ieri l’accordo per la vendita di Dell al fondo d’investimento tecnologico Silver Lake e al fondatore della società, Micheal Dell, che deteneva già un 16% delle azioni.

L’operazione di levaraged buyout, è una delle più importanti nella storia dell’hi tech ed è stata valutata intorno a i 24,4 miliardi di dollari, con un prezzo delle azioni di 13, 65 dollari ciascuna, circa il 25% in più del prezzo di chiusura del titolo all’11 gennaio 2013 (l’ultimo giorno in ci il titolo Dell è stato scambiato).

A finanziare l’operazione oltre ai fondi d’investimento di Silver Lake  che metteranno sul piatto 15 miliardi di dollari c’è anche Microsoft che ha messo a disposizione un prestito di 2 miliardi di dollari.

Dell quindi esce dal mercato borsistico e torna a essere una società privata guidata sempre dall’attuale Ceo e fondatore Michael Dell che dovrà ora studiarne la trasformazione e  il cambiamento resi necessari dalle mutate condizioni di mercato.

La crisi del PC ha investito Dell più di altri produttori e la società non è stata pronta neppure a cogliere le opportunità derivanti dalle tecnologie di cloud computing, settore dov’era presente con un’offerta di server.

Ciò nonostante il gruppo è ancora il terzo produttore mondiale di PC. Ora spetta al suo fondatore trovare una nuova via.

È arrivato il giorno di Windows 8

26 Ottobre 2012 di  

A partire da oggi gli utenti consumer e business di 140 paesi del mondo possono scaricare il nuovo sistema operativo Microsoft, Windows 8, reso disponibile in 37 lingue. L’attesa è stata lunga: il nuovo ambiente operativo è già stato scaricato nelle sue pre-release in 16 milioni di installazioni e ha subito 1,2 miliardi di ore di test complessivi. Windows 8 vanta un’interfaccia touch innovativa, pensata per la miriade di dispositivi mobili di nuova generazione e viene fornito con un’ampia scelta di Apps disponibili nel nuovo  Windows Store, molte delle quali gratuite, traui Evernote, LivingSocial, Hulu e Wikipaedia. Con il suo arrivo parte anche il lancio di qualcosa come più di 1000 modelli di tablet, notebook, desktop All-in One certificati per Windows 8.

Il nuovo ambiente operativo Microsoft sarà disponibile in due versioni: Windows 8 e Windows 8 Pro; l’utenza aziendale ha a disposizione la versione Enterprise che offre nuove funzionalità in termini di produttività in remoto, come ad esempio Windows To Go, DirectAccess e BranchCache, nonché una protezione end-to-end ottimizzata con BitLocker e AppLocker. Contestualmente al lancio di Windows 8 Microsoft ha presentato anche Windows RT, progettato per i tablet basati su tecnologia ARM, nei quali verrà fornito preinstallato.E infatti da oggi è disponibile anche Surface, il tablet Microsoft basato proprio su Windows RT.

Con l’arrivo di Windows 8 è stato anche rinnovato anche Internet Explorer, giunto alla versione 10, e ora adattato alla modalità touch; infine il nuovo ambiente operativo integra funzionalità cloud accessibili da SkyDrive.  Quest’ultimo ha fatto sapere Microsoft, racchiude già 11 miliardi di foto archiviate e 550 milioni di documenti, e ogni mese gli utenti aggiungono qualcosa come 2 petabyte di file aggiuntivi.

Da oggi quindi partono gli aggiornamenti per la base installata di PC  e fino alle fine di gennaio tutti i PC con Windows Xp, Vista o Windows 7 potranno effettuare l’up grade a Windows 8 Pro grazie agli aggiornamenti inclusi nella versione pack Dvd, disponibile al prezzo di 59,99 euro, o scaricando la versione online dal sito Windows.it al prezzo di 29,99 euro. A quanti hanno acquistato un PC Windows 7 tra il 2 giugno 2012 e il 31 gennaio 2013  Microsoft dà la possibilità di usufruire della Windows Upgrade Offer, facendo l’aggiornamento a Windows Pro al prezzo di 14,99 euro.

Finisce così l’era di Windows 7, il sistema operativo che ha venduto oltre 670 milioni di licenze nel mondo, ha fatto sapere ieri Microsoft, nonché il primo a integrare le funzionalità cloud,

Lenovo primo produttore di PC al mondo, il sorpasso di Hp

11 Ottobre 2012 di  

Per la prima volta da sei anni a questa parte Hp cede lo scettro di primo produttore di PC mondiale alla cinese Lenovo, conservando però la sua leadership almeno negli Stati Uniti.

Stando ai dati preliminari di Gartner Group per il terzo trimestre 2012 Lenovo ha venduto 13 milioni e 767 mila di PC contro i 13 milioni e 550 mila di Hp. Se si guarda all’andamento delle due aziende anno su anno il calo di Hp è ancora più evidente: il gruppo ha perso il 16% rispetto al 2011, proprio mentre Lenovo guadagnava il 10%. Ma non è solo il produttore americano a soffrire, anche l’altro storico competitor Dell ha registrato un calo del 14% nelle vendite e la stessa Acer registra un -10,1% sempre nel confronto tra il terzo quarter 2012 e 2011.

A livello mondiale gli analisti di Gartner Group segnalano una flessione del – 8,3% per il mercato PC: nel terzo trimestre 2012 sono state vendute 87,5 milioni di unità.  Molti distributori hanno rimandato gli ordini in attesa dei nuovi prodotti con Windows 8 in uscita quest’autunno.

Sul mercato americano Hp è ancora il numero uno ma il calo rispetto al 2011 è ancora più evidente che su scala mondiale: -19,3%, seguita da un -15,9% per Dell e persino da un -6% di Apple. Chi non perde punti ma ne guadagna è sempre Lenovo che, non a caso, proprio la settimana scorsa ha annunciato l’apertura di un’unità produttiva negli Stati Uniti, nel North Carolina. Una politica di prezzi aggressivi e di acquisizioni sta premiando il produttore cinese che comincia a farsi strada anche sul mercato professionale e non solo su quello consumer, commentano gli analisti di Gartner Group.

Passando all’Europa nel terzo trimestre 2012 sono stati venduti 25,8 milioni di PC sul mercato EMEA, con una flessione negativa dell’ 8,7% rispetto all’analogo periodo del 2011. È uno dei cali più forti subiti negli ultimi quattro anni, fanno notare in Gartner Group, che in parte si spiega con l’assenza di novità sul mercato PC, fermo in attesa dell’arrivo di Windows 8, e in parte con la grave crisi economica che attraversa il vecchio continente.

Ma c’è da chiedersi se questa non sia anche una crisi strutturale del PC come prodotto che non vende più, visto che il segno meno sta davanti anche agli andamenti di mercato di paesi solitamente in crescita come l’Asia (-5,6% sul 2011), l’America Latina (-6,2%) e il Giappone (-5,4%).

Il calo generalizzato nelle vendite dei PC non è passato inosservato anche ad altri analisti di mercato: IHS Isuppli ad esempio fa notare come da 11 anni non si registrava una battuta d’arresto nella crescita del mercato PC globale e si chiede se sia davvero Windows 8 la medicina giusta per curare il malato o se invece la ragione della malattia vada cercata nel successo di prodotti come i tablet e gli smartphone di ultima generazione ormai dotati di tutte le funzioni presenti su un PC.

La Repubblica dei Gamer avanza: ecco Asus ROG TYTAN CG8890

18 Settembre 2012 di  

Asus annuncia oggi il nuovo PC desktop ROG TYTAN CG8890 destinato agli appassionati di video giochi come tutta linea di prodotti ROG (Republic of Gamers). Basato sul processore Intel Core i7-3960X con Turbo Gear, Il nuovo PC  TYTAN CG8890 incorpora la scheda grafica Nvidia GeForce GTX 690 che supporta fino a quattro monitor e dispone anche di due dischi SSD SATA3 da 128 GByte in configurazione RAID 0, che offrono velocità di accesso di molto superiori rispetto ai tradizionali hard disk.

La scheda Asus Xonar DX gestisce la parte audio e assicura un sonoro notevolmente più pulito rispetto ai comuni codec audio integrati sulla scheda madre.

il TYTAN CG8890 sfoggia uno chassis dall’aspetto poligonale e aerodinamico, che quando il desktop è in overclock,  si trasforma con un cambio nella colorazione da blu a rosso delle luci Led  della griglia posta alla base per rilevare istantaneamente lo stato del sistema. Grazie alla funzione Turbo Gear, il TYTAN CG8890 è in grado di eseguire un overclock dinamico del processore Intel Core i7-3960X fino a raggiungere la frequenza massima di 4,2 GHZ senza alcuna necessità di riavvio.

L’overclock del processore a 6-core avviene, con un solo click, in tre differenti modalità, secondo il seguente schema:

-       Modalità Startup: logo ROG + luce blu accesa, con Cpu overcloccata a 3,8GHz

-       Modalità Turbo Gear: logo ROG + luce rossa accesa, con Cpu overcloccata a 4,0GHz

-       Modalità Turbo Gear extreme: logo ROG + luce rossa accesa, con Cpu overcloccata a 4,2GHz

il TYTAN CG8890 è dotato di un sistema di raffreddamento a liquido della Cpu e di dieci ventole aggiuntive che si attivano durante l’overclock, trasformando lo chassis dinamico in un “gigante” studiato per assicurare il più efficiente flusso d’aria, a garanzia della massima stabilità del sistema.

Asus ROG TYTAN CG8890 sarà disponibile dalla metà di ottobre, al prezzo di  2.999 euro, Iva inclusa.

Audiweb: 15 milioni gli italiani che accedono al web dallo smartphone

11 Settembre 2012 di  

Audiweb pubblica i dati della Ricerca di base sulla diffusione dell’on line in Italia e sull’audience Internet nel mese di luglio 2012. Il 78,9% della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni, pari a 38 milioni di persone, dichiara di accedere a Internet da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Aumentano gli accessi da telefoni cellulari e smartphone (15 milioni gli italiani che si collegano al web da questi dispositivi) come anche dai tablet (2 milioni).

Per quanto riguarda le tipologie di connessione utilizzate, le famiglie che preferiscono la banda larga e l’Adsl sono 9, 8 milioni, ma cresce molto anche l’utilizzo da casa delle chiavette Internet, scelte da 4 milioni di famiglie, pari a circa il 28% di coloro che accedono a Internet da casa propria. Il Pc domestico è lo strumento preferito per connettersi (una scelta confermata nel 73% dei casi) segue l’accesso dai  computer dell’ufficio e in genere dai luoghi di lavoro (48,4% degli italiani occupati, cioé 11 milioni).

Audiweb ha poi tracciato anche il profilo demografico degli internauti: il 90% sono giovani di età compresa tra gli 11 e il 34 anni che vivono in centri abitati con più di 100.000 abitanti. Come è già emerso più volte in passato, l’accesso a Internet si conferma più diffuso tra i profili più qualificati sia come istruzione sia come condizione professionale (oltre il 90% dei laureati e diplomati, dei liberi professionisti e degli insegnanti).

Tra le attività più citate da chi dichiara di accedere a internet dal cellulare c’è la navigazione su internet (il 56,9% dei casi), l’invio/ricezione di e-mail (il 32,7%), l’uso dei motori di ricerca (31,9%), l’accesso a social network (31,8%). Sono 3,5 milioni coloro che dichiarano di aver scaricato e utilizzato almeno una volta un’applicazione (gratuita nel 67,4% dei casi o anche a pagamento nel 32,6% dei casi) e tra le app più utilizzate negli ultimi 30 giorni, sono indicate quelle legate ai giochi (55,1%), al meteo (52,6%), quelle che permettono di accedere e chattare sui social network (46,9%), le mappe, itinerari, informazioni sul traffico (43,4%), le applicazioni per foto e immagini (41,1%).

L’audience on line relativa al mese di luglio 2012 ha registrato 28 milioni di utenti unici on line, con un incremento del 7,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

In una giornata media risultano on line 13,3 milioni di persone, con un tempo medio trascorso sl web pari a 1 ora e 19 minuti e una media di 136 pagine per persona consultate. Audiweb ha reso disponibili anche i nuovi dati Audiweb Objects Video sulla fruizione dei contenuti video  on line sempre nel mese di luglio 2012: sono 38 milioni gli stream views registrati in un mese con 5,6 milion di utenti che hanno visualizzato almeno un contenuto video on line su uno dei siti degli editori iscritti al servizio, con una media di 23 minuti e 51 secondi di tempo speso per persona.  Audiweb calcola che in una giornata media  ci siano 1,2 milioni di video fruiti da 537.000 utenti, con un tempo dedicato alla visione di tali contenuti pari a 8 minuti in media a persona.

IFA 2012: Una nuova Idea di PC con Lenovo

31 Agosto 2012 di  

Lenovo approfitta dell’IFA 2012 per svelare la nuova gamma di PC pronti per Windows 8 e rivolti al mercato consumer: Ssi tratta dei laptop IdeaPad, dei desktop IdeaCentre e di un ultrabook IdeaPad U Series, tutti basati sui nuovi processori Intel Core di terza generazione o sugli AMD A-Series.

I nuovi PC si distinguono per la versatilità: hanno capacità multi touch a dieci dita, Intelligent Touchpad per rendere più facile lo scorrimento, lo zoom e la rotazione e la funzione Lenovo Cloud per la condivisione  di media tra dispositivi. Inoltre i PC hanno accesso al Windows Store di Windows 8 e alle relative app disponibili.

Ecco nel seguito i dettagli tecnici riportati nel comunicato di Lenovo

IdeaPad U510 Ultrabook – Ultra sottile e ultra leggero

Il nuovo Ultrabook IdeaPad U510 da 15 pollici ha le prestazioni di un portatile tradizionale e l’estetica raffinata e moderna di un tablet: pesa solo 2,2 Kg ed è spesso 21 mm.;  incorpora il processore Intel Core i7 di terza generazione, fino a 1TByte di capacità storage per l’har ddisk HDD e volendo si può avere un disco SSD da 24 GByte e 32 GByte come cache opzionale; in dotazione all’ultrabook c’è anche il masterizzatore/lettore di Dvd o un lettore Blu-Ray.

IdeaPad U510 sarà disponibile da novembre 2012 con prezzi a partire da 699 euro.

IdeaPad Y400 e Y500 – La potenza al servizio del multimedia

I modelli IdeaPad Y400 e Y500 sono invece vere e proprie stazioni multimediali ideali per il mobile gaming. Progettati per garantire massime prestazioni, i sistemi Y400 e Y500 sono dotati dell’UltraBay, un alloggiamento intercambiabile che permette di installare istantaneamente una seconda scheda grafica, maggiore capacità storage o una ventola per il raffreddamento aggiuntivo. La dotazione di ogni modello può arrivare fino a processori Intel Core i7 di terza generazione, doppia scheda grafica NVIDIA GeForce GT655M da 2 GByte, fino a 16 GByte di memoria DDR3 e fino a 1 TByte di spazio di archiviazione su hard disk. I nuovi modelli hanno un elegante rivestimento in fibra di carbonio, display HD widescreen da 14 e 15,6 pollici con retroilluminazione a Led, e tastiera AccuType retroilluminata dual-layer con ampio touchpad. IdeaPad Y400 e Y500 includono inoltre altoparlanti JBL e Dolby Home Theater v4—un complemento audio perfetto per la visione di video HD.

IdeaPad Z400 e Z500 – Laptop sottili e potenti      

I modelli Z400 e Z500 sono il 25% più sottili rispetto a un laptop standard, senza rinunciare però alle prestazioni sul fronte della grafica e del processore. Utilizzano i  processori Intel Core i7 di terza generazione a voltaggio standard, anziché quelli a basso voltaggio usati per i notebook ultraportatili e sono disponibili in una ricca gamma di colori come blu corallo, cioccolato fondente, rosa peonia e bianco smalto; si può scegliere tra le versioni con display da 14 e 15,6 pollici. Tra le opzioni c’è il supporto della tecnologia grafica NVIDIA GeForce, di funzioni intelligenti come Intelligent Touchpad e l’accesso a Lenovo Cloud. IdeaPad Z500 sarà disponibile da novembre 2012 con prezzi a partire da 599 euro.

IdeaCentre A520 – Nuovo PC AIO da 23 pollici

Il modello IdeaCentre A520 riprende l’eleganza de predecessore IdeaCentre A720, aggiungendo però un display 23 pollici full HD da 1080p frameless ora ancora più compatto. Il nuovo A520 supporta la tecnologia multi-touch a 10 punti con un’angolazione dello schermo ampiamente regolabile (da -5 a 90 gradi) e Led IPS con immagini perfette da qualsiasi angolo di visualizzazione; gli utenti possono vedere film, divertirsi con giochi touch o effettuare video chat in qualsiasi posizione.

Il sistema A520 può arrivare a integrare processori Intel Core i7 di terza generazione con Intel HD Graphics 4000 e fino a 8 GByte di memoria DDR3 con un massimo di 1 TByte di storage HDD. Altre caratteristiche includono gli altoparlanti certificati Dolby con Dolby Home Theater v4, lettore Blu-ray opzionale e una gamma di giochi e applicazioni multimediali touch-optimized.

IdeaCentre B340, B345 e B545 AIO -  per l’entertainment di casa

I PC desktop all-in-one Lenovo B Series integrano una serie di funzioni dedicate all’intrattenimento. I modelli da 21,5 pollici (B340 e B345) e da 23 pollici (B545) presentano display widescreen full Hd frameless che supportano la visualizzazione 3D allo stato dell’arte, con due paia di occhiali inclusi, e tecnologie multi-touch a 10 punti. I prodotti All-in-One B Series utilizzano componenti e processori più potenti progettati per PC tower desktop. Con una dotazione che può arrivare fino ai processori Intel Core i7 di terza generazione o AMD quad core e scheda grafica Nvidia GeForce 615 da 2 GByte (B340) o AMD Radeon HD7470A da 1 GByte (B345 e B545), i nuovi sistemi permettono un’eccellente esperienza di gioco.

La compatibilità con gli standard di montaggio Vesa ne agevola l’installazione in qualunque punto della casa, mentre il sintonizzatore TV opzionale permette di disporre di un eccellente HdTV. IdeaCentre B340 sarà disponibile da novembre 2012 con prezzi a partire da 699 euro. Il modello IdeaCentre B545 è disponibile con prezzi a partire da 899 euro.

REM: un Pc su misura per giocare al massimo

8 Agosto 2012 di  

Personalizzazione assoluta, sia in ambito business sia nel mondo consumer: è questa la filosofia Rem.

Anteprima di Davide Piumetti

Articolo tratto da PC Professionale 255 di giugno 2012

Ogni mese analizziamo e valutiamo le prestazioni dei migliori componenti informatici, mostrandovi a rotazione lo stato dell’arte in ogni settore dell’hardware, dai processori alle schede grafiche, dai dischi allo stato solido alle memorie di sistema. Raramente però riusciamo a mettere tutti insieme questi elementi, creando il “Pc ideale” assoluto frutto dell’unione di tutti i componenti migliori presenti sul mercato.

Su queste pagine però possiamo finalmente proporvi la recensione di un sistema che rappresenta oggi lo stato dell’arte (o quasi) dell’informatica, assemblato da un’azienda italiana con un particolare punto di vista sul mercato. Rem Technology produce infatti “personal computer su misura”, assemblando sistemi in base alle richieste specifiche degli utenti. Le parole chiave secondo l’azienda sono infatti flessibilità e customizzazione, con la volontà di divenire il punto di riferimento per gli utenti che vogliono personalizzare completamente il proprio sistema senza essere costretti ad assemblarlo in proprio.Il modello che abbiamo provato si basa dunque su una configurazione di fascia altissima. Il processore è un Intel Core i7 3960X, soluzione Sandy Bridge-E six core con Hyper Threading operante a 3,5 GHz (fino a 3,9 in Turbo) che rappresenta ancora, nonostante il lancio delle soluzioni Ivy Bridge, la punta di diamante Intel.

La scheda madre scelta per pilotare l’intero sistema è una Asus Rampage IV Extreme, soluzione al top della produzione in casa Asus. La scheda, dotata di otto slot di memoria Ddr3, utilizza elementi all’avanguardia in ogni settore, dal sistema dissipativo ad alte prestazioni a un intero sistema dedicato all’overclock di processore, grafica e memorie. In questo caso la memoria installata è di 16 Gbyte totali, suddivisi in quattro moduli da 4 Gbyte ciascuno di produzione Kingston Hyper-X e operanti a 1.600 MHz.

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Informatica a due facce nel Rapporto Assinform: PC a -17% tablet a +124%

13 Giugno 2012 di  

Cambia pelle il tradizionale Rapporto Assinform elaborato da NetConsulting che da oltre 20 anni analizza le vendite del settore ICT. Quest’anno per la prima volta al posto della consueta suddivisione del mercato IT in hardware, software e servizi, Assinform ha preferito parlare di Global Digital Market includendo nelle categorie analizzate le nuove tecnologie digitali, l’unico vero driver del mercato.  Perché se si guarda all’andamento dell’informatica tradizionale e delle tlc, il segno meno fa da padrone: nel 2011 la domanda IT è scesa a – 4,1% trascinata dal crollo dell’hardware (-9% contro + 2,8% del 2010); in netto calo anche la telefonia mobile (-4,7%) e le previsioni per il 2012 sono tutt’altro che rosee: il comparto ICT nel suo complesso subirà un’altra decrescita: -2,5% ; – 3,1% per le TLC e – 2,1% per l’IT.

Il gap italiano continua ad aumentare – ha spiegato Giancarlo Capitani, amministratore delegato di NetConsulting, nel presentare stamani la 43esima edizione del Rapporto Assinform: il nostro paese spende l’ 1,8% del Pil in informatica, una cifra che ci vede allineati guarda caso solo alla Spagna che ha avuto i peggior risultati sull’ICT (- 5,3%) . Tutti gli altri spendono il 3% del Pil nazionale. Gli Stati Uniti continuano il loro ruolo trainante con un + 3,1% di crescita per l’IT e la Germania con + 2,3%. È anche vero che ci sono altri paesi in affanno: vedi la Francia (+0,3%) o l’Uk (0,7%), ma la distanza sull’innovazione tra l’italia e il resto d’Europa si sta pericolosamente allargando.  

Negli ultimi anni, dice Capitani,  il nostro mercato IT si è come avvitato alla generale recessione economica del paese non riuscendo più a generare quegli investimenti virtuosi che avevano permesso all’informatica degli anni 90 di distaccarsi e crescere a tassi più alti di quelli del Pil nazionale. Assinform parla di una doppia discontinuità per l’Italia: economica e tecnologica, perché l’arretratezza  delle imprese sugli investimenti in tecnologia è ancora molto forte.

Per contro c’è invece una forte spinta  all’acquisto di nuove tecnologie da parte delle famiglie e dell’utenza consumer: 20 milioni di telefoni cellulari venduti nel 2011, 5 milioni e 300.000 smartphone ; 858.000 tablet + 718% nelle  vendite di e-reader. Il Global Digital market nel 2011 valeva 69.313 milioni di euro.

Sono dati importanti anche se non bastano a contrastare fenomeni come il forte calo dei PC (6 milioni e 370.000 pezzi venduti -16,2%) e persino dei portatili. Anche sul fronte del software applicativo il global digital market lascia pochi spazi di crescita alle piccole aziende locali, dominato com’è da grandi imprese globali.

Purtroppo la tendenza è com’è detto ancora negativa: i primi tre mesi del 2012 registrano -3,2% con il mercato IT che vale 4.085 milioni di euro e quello delle tlc 9960 milioni.  Per la fine dell’anno si prevede che il comparto ICT chiuda con 56.599 milioni di euro di fatturato (-2,5%) con la componente tlc a 39.530 milioni e quella IT a 17.119 milioni di euro.

L’invito di Assinform alle imprese è quello di riposizionarsi in funzione della domanda proveniente dal mercato: i servizi cloud ad esempio impongono un ripensamento del ruolo dei system integrator, sempre meno richiesto a fronte invece di un aumento nel consumo di data centre. Il settore IT in Italia conta oggi 91.000 imprese per un totale di 400.000 addetti: una media di 4 addetti per azienda, c’è quindi anche un problema di crescita nelle dimensioni oltre che negli investimenti.

E poi c’è il capitolo Agenda Digitale italiana: il decreto Digitalia è in forte ritardo, dai politici intervenuti stamani alla presentazione del Rapporto Assinform sono giunte rassicurazioni ma la fotografia è questa: -del 20% delle imprese italiane acquista on line (In Europa sono il 30%) la popolazione italiana che usa spesso Internet non supera il 54% (contro una media europea del 70%) l’home banking è utilizzato solo dal 20% degli italiani contro il 40% dei cittadini europei e le famiglie con accesso alla banda larga non superano il 53% mentre in Europa sono il 68%.

In aiuto del Banco Informatico

17 Maggio 2012 di  

Il mondo del no profit è un universo sparpagliato in mille associazioni e rappresenta per il mercato informatico il cosiddetto terzo settore, che viene dopo la domanda delle aziende e della pubblica amministrazione.

A questo mondo si rivolge il Banco Informatico,  un’iniziativa di recupero di computer dismessi da grandi banche, aziende e assicurazioni , che una volta rigenerati vengono donati alle Onlus in Italia e nei Paesi emergenti. Le apparecchiature dismesse non devono avere più di tre anni di vita e grazie a un contratto stipulato con Microsoft vengono equipaggiati con una dotazione software legale (Windows Xp e Office).

Banco Informatico partecipa infatti a Techsoup, l’iniziativa che vede coinvolte le principali software house mondiali a sostegno del no profit  (in Italia aderiscono  Microsoft, Symantec, Cisco e SAP)  e che prevede sconti del 95% sull’acquisto di alcuni pacchetti software originali nuovi. Dal 2003  a oggi Banco Informatico ha rigenerato circa 1500 PC all’anno; le macchine vengono aperti e sostituiti nella componentistica di base quando occorre, e vengono poi regalate al mondo delle associazioni no profit.

I Computer escono dai laboratori con un codice a barre che traccia la macchina sia come destinatario sia come donatore.

In questo modo anche le aziende che donano i Pc usati sanno dove questi vanno a finire e questa forma di tracciamento è anche una garanzia che viene data sul prodotto finale.  Alcuni esempi: Unipol ha donato circa 4000 computer dismessi, Auser Lombardia (l’associazione di volontariato anziani nata in seno al Sindacato dei Pensionati CGIL) ne ha presi 400 per le varie sedi sparse sul territorio; altri 200 sono stati donati alla nascente Facoltà d’Informatica dell’Università di Lima in Perù e poi ci sono i paesi dell’Africa a cui viene destinato un buon 20% dei PC rigenerati, sempre tramite le Onlus operative sul territorio.

Dal 2007 a oggi il Banco informatico ha esteso le attività di rigenerazione anche alle apparecchiature biomedicali dismesse dagli ospedali e ora invita a donare a suo favore  il 5×1000 della  dichiarazione dei redditi. In un momento di crisi aiutare il no profit è ancora più importante. Per questo chi lo desidera può donare al banco Informatico il 5 x 1000 inserendo il seguente codice fiscale: 97343320152

La frenata dei PC nel primo trimestre 2012: le stime di Gartner Group

10 Maggio 2012 di  

Gartner Group pubblica i dati relativi alle vendite di PC nei paesi dell’Europa Occidentale durante il primo trimestre 2012. Le stime di vendita parlano di 15,5 milioni di PC, -3,1% rispetto all’analogo periodo del 2011. È  il mercato consumer quello che ha voltato la faccia ai PC, dice Gartner, prediligendo l’acquisto di altri dispositivi, come smartphone e tablet, non inclusi in questa analisi: in ambito professionale invece i PC vanno un po’ meno peggio: -2,5% e in questi mesi si è assistito a una maggior domanda di sostituzione coincidente con il rilascio delle nuove macchine su Windows 7.

Se si guarda anno su anno i PC di fascia consumer calano del 3,8%, i portatili  del 5,1% e l’unico leggero incremento lo registra come detto il segmento professionale dei desktop con lo 0,3% di crescita.

Nella classifica dei  produttori Hp resta il numero uno, con il 22,9%, seguita da Acer (14,6%) — che ha però sofferto nella transizione al nuovo management  perdendo ben il 20% da un anno all’altro — e da Asus  che invece si è guadagnata il terzo posto grazie alla varietà del  portafoglio prodotti soprattutto in ambito notebook e ultrabook. Lenovo che viene dal quinto posto, si è distinto per essere il vendor con il maggior tasso di crescita + 34,6%, un risultato dovuto a una politica di pricing molto aggressiva che ha dato evidentemente i suoi frutti, commenta Gartner.

In questo trimestre però, secondo gli analisti di Gartner Group, molti  rivenditori hanno preferito rimandare gli acquisti, in previsione dell’arrivo dei nuovi PC su Windows 8 e dei nuovi Ultrabook con i processori Intel Ivy-Bridge.

Passando ai singoli mercati, l’UK cresce del 2,4% nel primo trimestre (3 milioni di PC venduti) riprendendosi da un brutto 2011 in cui aveva perso oltre il 16%; la Francia invece perde colpi: – 3,9% rispetto al primo trimestre 2011 e anche qui si verifica la tendenza citata all’inizio: ovvero una maggior vivacità delle vendite di PC nel settore professionale che non in quello consumer.  Quest’ultimo infatti cala del 7% anno su anno.

La Germania , dopo quasi due anni di declino ininterrotto, rialza la china e segna un’inversione di tendenza con 3,3 milioni di unità PC rilasciate e un +7%.  Anche qui compunque cresce di più la componente professionale del mercato ( 9%) che non quella consumer (5,2%).

E  l’Italia? Sul nostro paese purtroppo non ci sono dati specifici, ma il fatto di essere citati  da Gartner tra i quattro mercati con il peggior andamento insieme a Spagna, Portogallo e Grecia, non è certo confortante. Speriamo in un’inversione di tendenza per i prossimi trimestri.

Costruire un Pc: la guida passo-passo completa

28 Marzo 2012 di  

Mettere le mani all’interno di un Pc per assemblare e collegare tutti i componenti non è una cosa banale. Per questo motivo pubblichiamo una completa guida passo-passo che abbiamo realizzato per i meno esperti che vogliono cimentarsi nella costruzione del proprio computer per diletto o, ancora meglio, perché hanno trovato le offerte giuste per realizzare il proprio Pc ideale.

I componenti utilizzati sono quelli che costituiscono il nostro Pc ideale Intel per cominciare a giocare in 3D, pubblicato all’interno dell’articolo “Il Pc ideale in tempo di crisi” sul numero 253 di PC Professionale di aprile 2012. L’intero sistema ha un prezzo di 490 euro.

Canone RAI su PC e smartphone: una tassa antistorica

21 Febbraio 2012 di  

Non piace a nessuno la proposta di estendere il pagamento dell’abbonamento TV anche alle imprese e studi professionali in possesso  di personal computer in grado di visualizzare le trasmissioni radiotelevisive. Il tam tam dell rete ha già da giorni bocciato la proposta via Twitter con termini abbastanza espliciti e oggi si aggiunge alla protesta anche la voce di Confindustria Digitale che definisce tale provvedimento una forzatura giuridica in contrasto con l’agenda digitale, ma soprattutto un’iniziativa fuori dal tempo.

Il balzello che la Rai vorrebbe imporre a professionisti e imprese per il possesso di PC, tablet e smartphone in grado di vedere i programmi televisivi risale infatti a un regio decreto del 1938 che imponeva “a chiunque detenesse uno o più apparecchi atti alla ricezione di radioaudizioni l’obbligo del pagamento del canone di abbonamento”,   rispolverato oggi nel tentativo di applicarlo ai nuovi dispositivi di comunicazione digitale.

Nei giorni scorsi numerose aziende e studi professionali hanno iniziato a ricevere l’avviso di pagamento del canone Rai per gli apparati tecnologici in loro possesso, senza che peraltro venisse specificato quale tipo di dispositivi sia soggetto alla legge.
Le associazioni dei consumatori e Rete Imprese Italia (che raggruppa Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna e Casartigiani) sono già sul piede di guerra; Aduc ha istituito anche un apposito servizio telefonico per le imprese che chiedono chiarimenti e lo scorso 17 febbraio è stata fatta un’interrogazione parlamentare al Ministero dello Sviluppo Economico e dell’Economia e Finanze da parte di due senatori.

Oggi alla protesta si aggiunge anche Confindustria Digitale di cui riportiamo la dichiarazione del presidente Stefano Parise.
“i PC non sono stati concepiti per la ricezione di trasmissioni radiotelevisive, ma per innovare l’organizzazione del lavoro e la comunicazione. Il fatto che possano ricevere segnali televisivi lo si deve al processo evolutivo del mondo digitale, di cui lo stesso settore radio tv ha fortemente beneficiato per il suo sviluppo. Quindi l’estensione del canone Rai agli apparati dell’Ict, la pretesa di associarlo alla titolarità di un abbonamento a banda larga, il richiamarsi a una legge del ‘38 per tassare tecnologie del duemila, sono frutto di un’interpretazione del tutto arbitraria non supportata  da alcun  riferimento legislativo. Come settore dell’Ict ci preoccupa di essere oggetto di continui tentativi di aumentare il carico fiscale, già molto pensante, sui prodotti dell’innovazione tecnologica, invece di essere valorizzato come chiave per lo sviluppo e la crescita del Paese. Consideriamo la visione miope e arretrata che affiora da parte di un importante ente pubblico tecnologico come la Rai,  un segnale molto negativo  e chiediamo che quest’iniziativa, in netta contraddizione con la politica del Governo avviata con il Dl semplificazioni che punta all’attuazione dell’agenda digitale in Italia, venga bloccata”.

Edge HD3: il piccolo PC Sapphire potenziato dalla tecnologia AMD

21 Febbraio 2012 di  

Avvalendosi del successo del primo Mini PC, accolto come il più piccolo PC del mondo, Sapphire Technology ha introdotto il nuovo modello Edge HD3, basato sulla tecnologia AMD APU E450 che assicura prestazioni decisamente superiori.

Con meno di mezzo litro di volume e all’incirca la grandezza di un libro tascabile, Edge HD3 è più piccolo e più sottile della maggior parte dei dispositivi di accesso wireless e, grazie al semplice montaggio a piedistallo e all’estetica curata ed elegante, è la soluzione eccellente e affatto ingombrante vicino al televisore o al monitor aziendale.

È adatto sia ad un uso domestico, grazie alla forma compatta e alle funzionalità video Hd che consentono lo streaming uniforme di contenuti video dall’Hdmi alla Tv o una monitor, sia a un uso aziendale o accademico: la tecnologia di stream processing accelera le attività Office e le numerose applicazioni business e In ambito accademico, l’Edge HD3 è perfettamente in grado di eseguire le numerose applicazioni richieste, e grazie alle dimensioni ridotte, può essere agevolmente spostato ovunque necessario. In tutti i casi la funzionalità di networking incorporata via cavo o wireless è facilmente configurabile e l’inclusione del socket Kensington aumenta la sicurezza e ne impedisce la rimozione non autorizzata.

Le specifiche di Sapphire EDGE HD3 includono processore APU AMD E450, 4 GByte di memoria DDR3, hard disk da 320 GByte, connettività wireless, porta LAN, due porte Usb 3.0 e due 2.0. Il Mini PC è dotato di uscita Hdmi full HD (1920×1080) (cavo Hdmi e adattatori Hdmi-Dvi in dotazione), oltre ad una VGA e di audio incorporato con socket mic-in e line-out.

La famiglia di Mini PC SAPPHIRE è al primo posto per l’efficienza energetica. Con un consumo di soli 30W anche sotto carico, gli elementi della famiglia SAPPHIRE Mini PC utilizzano una quantità di energia 10 volte inferiore a quella di un PC desktop tipico, e inferiore alla maggior parte dei notebook, diventando una tra le soluzioni PC più ecologiche disponibili. Il risparmio di spazio e di energia giustifica da solo il passaggio a un Mini PC per molte categorie di utenti.

La Cina dimezza Internet dai PC

8 Giugno 2009 di  

Il Governo cinese avrebbe deciso di imporre ai produttori di PC che vendono sul mercato cinese (uno dei più profittevoli e con i più alti tassi di crescita) di dotare i loro computer in vendita a partire dal prossimo 1 luglio, di un software di filtro per i siti Internet a più alto rischio, una categoria dove per il momento ci sarebbero i siti pornografici e di pedofilia. China_flags.gif
La notizia, riportata oggi dal Wall Street Journal, parla di un provvedimento deciso lo scorso 19 maggio dal ministro cinese dell’Industria e dell’Information Technology e non ancora ufficializzato pubblicamente dal Governo di Pechino, ma largamente confermato dai principali produttori di PC.
Il software, che si chiama Green Dam-Yourh Escort (dove la parola Green nella lingua cinese sta a indicare un uso pulito di Internet, privo di contenuti illeciti), è stato sviluppato dalla società Jinhui Computer System Engineering Co. Verrà fornito in ogni PC Windows nuovo come CD in dotazione, lasciando quindi la scelta all’utente se installarlo o meno.
Una volta in funzione, secondo il racconto di quanti l’hanno visionato, potrebbe trasmettere anche informazioni personali e rendere più vulnerabili i PC agli attacchi di hacker. Secondo i piani del Governo cinese la società produttrice di Green Dam provvederà ad aggiornare gli utenti via Internet con l’elenco dei siti bloccati.
Dalla Cina naturalmente minimizzano sulla portata del cambiamento, equiparando il software ai tanti filtri parentali in uso nei paesi occidentali per rendere più sicura la navigazione Internet alle famiglie con bambini. La grande differenza però è che in questo caso è la prima volta che un governo impone come obbligatorio una censura a tutti gli effetti di Internet.
Sarà interessante vedere come reagirà l’industria dei computer al provvedimento: lo scorso anno in Cina sono stati venduti 40 milioni di PC, il principale produttore è Lenovo con una quota del 26% per i primi tre mesi del 2009, seguita da Hewlett Packard che detiene il 13,7% ed è il principale marchio americano presente in Cina, e da Dell (8%), fonte IDC.
Secondo quanto riporta il Wall Street Journal i produttori saranno tenuti a informare il governo di Pechino del numero di PC venduti con a bordo il software. Pur non essendo la prima volta che il mondo Internet si scontra con la censura in Cina (i precedenti di Google, Microsoft e Yahoo! insegnano), di certo un provvedimento di questa portata rappresenta un pericoloso precedente nella storia di Internet.