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NGI: partnership con Cambium Networks per la banda larga wireless

6 Maggio 2013 di  

Schermata 2013-05-06 a 13.27.30NGI, provider italiano che detiene una delle reti wireless indipendenti più estese, conosciuta per il marchio Eolo, ha appena concluso un importante accordo di collaborazione tecnologica con Cambium Networks. Quest’ultima era in origine la business unit di Motorola Solutions e oggi offre in tutto il mondo soluzioni per reti wireless, con oltre 3,5 milioni di prodotti installati in migliaia di reti in 150 diversi paesi del mondo.

La partnership è finalizzata non solo alla fornitura di infrastrutture di rete, ma anche allo sviluppo congiunto di nuove tecnologie, come Eolowave per la connettività a banda larga wireless di Ngi, che sarà presto implementata sulla rete Eolo. La piattaforma Eolowave è stata stata disegnata da NGI e Cambium Networks partendo dall’infrastruttura dell’hot spot Canopy PMP450 di Cambium Networks con l’obiettivo di migliorarne l’efficienza.A tale scopo sono stati sviluppati nuovi algoritmi che ottimizzano l’uso dell’apparato (antenna/radio) nell’erogazione dei servizi di connettività e sono state implementate soluzioni software che permettono l’integrazione in nodo nativo nella rete Eolo per la gestione e il monitoraggio.

I piani di sviluppo della rete Eolo prevedono anche l’introduzione dell’offerta a banda ultra larga a 30 Mb/s, che rientra tra gli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale Europea, e che NGI ha deciso di realizzare in anticipo sui tempi.

Musica senza cavi con Empire Soundmax

14 Dicembre 2012 di  

Empire Soundmax BT-102 è un accessorio semplice e compatto che trasforma gli altoparlanti amplificati in un sistema wireless Bluetooth, risolvendo così una volta per tutte il problema dei cavi nell’ascolto della musica.

Si tratta di un ricevitore grande come un pacchetto di chewing-gum  (7x5x2 cm) che una volta collegato tramite jack a casse amplificate o a un sistema Ho-Fi consente l’ascolto della musica da PC, smartphone e tablet e qualsiasi altro dispositivo dotato di connessione Bluetooth. Questo accessorio risulta utile anche in auto: collegandolo all’ingresso Line-in dello stereo permette di sentire la playlist memorizzata sullo smartphone senza dover collegare o scollegare cavi.

Le dimensioni contenute e il funzionamento a batteria del Soundmax ne fanno un dispositivo di massima portabilità. Non è richiesto l’uso di  alimentatori o carica batterie:  Empire Soundmax funziona con tre pile AAA che danno autonomia per diverse ore. Il supporto della tecnologia Bluetooth  2 + 1EDR garantisce una portata di 10 metri.  Una volta che Soundmax viene accoppiato con la fonte audio, via Bluetooth, è poi sufficiente accenderlo per renderlo immediatamente funzionante.

Empire Soundmax è compatibile con iPhone, iPad, Android Phone, tablet, Blackberry, cellulari, Pc e Mac dotati di tecnologia Bluetooth. Grazie al collegamento universale minijack da 3,5″ può essere collegato anche a sistemi audio portatili, speaker per PC e cuffie. Incluso nella confezione del prodotto c’è anche un adattatore mini-jack 3,5″/RCA Stereo per il collegamento a sistemi audio di qualità elevata.

Empire SoundMax BT-102 è già disponibile con un prezzo consigliato al pubblico di 49,90 euro. Per informazioni visitate il sito www.empiremedia.it.

Intel a tutto wireless: dalla “Radio della Legge di Moore” al nuovo standard WiGig

14 Settembre 2012 di  

Un futuro wireless per tutti i dispositivi di elaborazione. È quello che ha tracciato Intel all’IDF di San Francisco descrivendo come gli Intel Labs stiano mettendo a punto tecniche che in un futuro prossimo consentiranno di collegare tra loro dai sensori integrati più semplici ai più avanzati data centre nel cloud, senza  ricorrere a cavi.

Il Chief Technology Officer di Intel, Justin Rattner, ha mostrato per la prima volta una radio Wi-Fi funzionante, interamente digitale, che Intel ha già battezzato la “Radio della Legge di Moore”, per indicare come anche questa tipologia di prodotti presenti dimensioni ed efficienza energetica scalabili che seguono i criteri enunciati nella Legge di Moore e utilizzino inoltre processi per chip digitali come la tecnologia dei transistor tri-gate a 22 nm di Intel di ultima generazione. In particolare le architetture system-on-chip di tablet e smartphone risultano secondo Intel le più indicate per l’integrazione delle radio completamente digitali, e queste ultime troveranno la loro applicazione anche nei dispositivi indossabili e nell’Internet delle cose dove apparecchi come elettrodomestici dotati di sensori possono comunicare tra loro, scambiare dati ed essere attivati da remoto.

Un altro scenario è quello offerto dallo standard wireless di nuova generazione, WiGig, che opera nelle lunghezze d’onda millimetriche dello spettro radio e offre larghezze di banda superiori a 5 Gigabit al secondo. “WiGig è talmente veloce che consente di collegare ultrabook, tablet o smartphone ad altri dispositivi senza cavi”, ha affermato Rattner. “Ed è anche possibile collegare più display contemporaneamente”.

Intel sta poi lavorando per cercare di rendere sempre attiva la connettività sui sistemi ultrabook a base Intel, anche quando sono in modalità sospensione.

Molte persone oggi vogliono restare aggiornate sulla propria vita on line anche quando il PC è a riposo e Intel ha sviluppato a tale scopo la tecnologia Smart Connect che riattiva i dispositivi ultrabook per il tempo necessario a ricevere il traffico di pacchetti dati in arrivo per poi rimetterli in modalità standby, così da prolungare la durata della batteria.

Un passo in più viene fatto con “Spring Meadow”, una nuova tecnologia che gestisce le comunicazioni tra il cloud e i dispositivi in modo più intelligente estendendo  il funzionamento attivo per il trasferimento di file e lo streaming di video. “Spring Meadow” utilizza in modo più efficiente il processore host, che rimane più a lungo in uno stato a basso consumo senza influire sulle prestazioni del sistema.

Sempre all’IDF Intel ha anche mostrato una tecnologia innovativa che elimina l’uso delle password come sistema di protezione degli accessi, introducendo uno schema sostitutivo: la tecnologia di autenticazione basata su client (Client Based Authentication). Questa tecnologia assicura anche un accesso più veloce e affidabile a conti correnti bancari e altre informazioni personali basate su cloud.

In pratica l’utente esegue solo la prima volta l’autenticazione sul dispostivo fisico, sia esso un ultrabook o uno smartphone, avvalendosi di un sensore biometrico. Successivamente il dispositivo si autentica automaticamente con uno o più servizi cloud. Il sensore legge le venature del palmo della mano, che sono uniche per ogni individuo; in questo modo l’utente può accedere in modo sicuro direttamente al conto bancario o a qualsiasi altro servizio on line. La tecnologia supporta il monitoraggio della presenza: non appena l’utente si allontana e smette di utilizzare il dispositivo, questo viene bloccato insieme alla connessione.

Infine due sono le altre aree di ricerca degli Intel Labs: la realizzazione di un prototipo di una rete Cloud Access Network (C-RAN) su vasta scala in collaborazione con China Mobile e un programma dedicato al video mobile. La rete C-RAN che gli Intel Labs stanno progettando insieme a China Mobile dovrebbe essere un’ alternativa alle tradizionali reti radio che costituiscono la base delle comunicazioni cellulari.

Invece di trasferire l’hardware proprietario delle stazioni base nel data center, vengono utilizzati server standard basati su tecnologia Intel che eseguono un’applicazione radio definita dal software. Chih-Lin I, Chief Scientist presso il China Mobile Research Institute di Pechino, ha spiegato intervenendo all’IDF che la tecnologia C-RAN è destinata a ridurre i costi operativi e quelli di capitale per i fornitori di servizi wireless, offrendo allo stesso tempo servizi wireless di livello superiore agli utenti, con meno connessioni perse durante i periodi di picco del traffico.

Infine l’area di ricerca del Video Aware Wireless Network (VAWN) fa parte di un programma congiunto di ricerca accademica sponsorizzato da Intel, Cisco e Verizon. Nei prossimi cinque anni è prevista una crescita esponenziale del traffico video mobile e questo in assenza di nuove innovazioni, porterà una limitazione alla qualità dei video erogati lungo le reti wireless. Vawn migliora le capacità dei video in streaming delle reti wireless migliorando l’esperienza di visualizzazione con prestazioni ottimizzate a tutti i livelli.

Musica in wireless con Pure Contour 200i Air

27 Giugno 2012 di  

Pure presenta il nuovo sistema audio wireless che integra al suo interno AirPlay di Apple, la funzione di condivisione su rete domestica dei contenuti multimediali memorizzati su PC, Mac, iPad, iPhone e iPod Touch. In questo modo grazie al segnale wireless viene eliminato il vincolo del collegamento fisso all’apparecchio e si può ascoltare musica da una quantità di dispositivi diversi. Pure Contour 200 Air include anche un dock per iPad, iPhone e iPod utilizzabile per ricaricare la batteria e riprodurre brani musicali. In più è un dei primi prodotti ad avere anche il Wi-Fi sharing login, questo consente di abilitare i vari dispositivi della rete wireless in modo semplice e veloce. Basta inserire nella dock l’apparecchio collegato alla rete Wi-Fi premere il pulsante Wi-Fi dìinstallazione e accettare il messaggio che viene visualizzato con la richiesta di condivisione delle impostazioni WiFi.

Contour 200i Air si abbina all’applicazione gratuita Pure Longue che permette di ricevere decine di migliaia di stazioni radio Internet, contenuti on demand e suoni ambientali. Tutti i contenuti provenienti dall’applicazione Pure Lounge possono essere ascoltati in streaming  senza fili con Contour 200i Air.  Il nuovo sistema audio wireless di Pure costa 249,99  euro ed è in vendita nei negozi di elettronica di consumo.

Più banda con il media bridge di Buffalo Technology

20 Giugno 2012 di  

Il nuovo media bridge Gigabit wireless AC AirStation WL-H4-D1300 porta la connettività wireless a 1300 Mbps su smart TV, console di gioco e in generale su tutti i dispositivi dotati di porta Ethernet. Basta utilizzarlo in abbinamento al nuovo wireless router Buffalo AirStation WZR-D1800H dotato di quattro porte 10/100/1000, e si riesce a portare connettività ad alta velocità ad apparecchiature cablate, quali ad esempio stampanti, console di gioco, DVR e smart TV, che potranno fare a meno di costosi dongle Wi-Fi, spesso offerti solo come optional.

Inoltre grazie alla funzionalità AOSS ((AirStation One-Touch Secure System) il nuovo AirStation WL-H4-D1300 consente di creare reti wireless semplicemente premendo un tasto.

Ecco le caratteristiche tecniche del media bridge:

Interfaccia LAN wireless

Conformità agli standard: IEEE802.11ac (Draft 2.0)/n/a/g/b

Metodo di trasmissione: DSSS, ODFM, MIMO, MU-MIMO, SDMA

Banda di frequenza:.4 GHz/ 5 GHz

Sicurezza: WPA2-PSK(AES, TKIP), WPA-PSK(AES, TKIP), WEP a 128/64-bit , filtro indirizzo MAC

Interfaccia LAN cablata

Conformità agli standard: IEEE802.3/3u/3ab

Velocità di trasmissione: 10/100/1000 Mbps (Rilevamento automatico)

Numero di porte LAN: 4 x RJ-45 Auto MDIX

S.O. supportati: Windows 7 (32/64 bit), Windows Vista (32/64 bit), Windows XP, Mac OS® X 10.4-10.7

Dimensioni: 212 x 183 x 34 mm

Peso (Kg): 500 g

Temperatura di esercizio: 0-40°C, 20-80% (senza condensa)

Consumo: max. 9,8W

Alimentazione: Esterna, 100-240V CA universale, 50/60 Hz

Buffalo AirStation WLI-H4-D1300 è fornito con tre anni di garanzia e sarà disponibile a partire da fine giugno presso Misco, Monclick, ePrice, Bechtle Direkt e Diwo con prezzo di vendita al pubblico di 179,90 euro Iva inclusa.

DVDO Air collega in wireless i dispositivi HDMI

5 Giugno 2012 di  

DVDO Air è il nuovo sistema per trasmettere il segnale HDMI in risoluzione full HD senza fili, che collega in modo wireless i dispositivi HDMi come Blu-Ray, ricevitori TV,PC e amplificatori Av. DVDO Air si compone di un trasmettitore e un ricevitore: il primo va posto vicino alla sorgente ed è dotato di ingresso HDMI per connettere direttamente qualsiasi tipo di sorgente o il proprio sinto-amplificatore o processore video. Il secondo (il ricevitore) si mette accanto al display che riceve, sia esso il semplice televisore di casa o il proiettore più sofisticato. In pochi minuti si realizza così un collegamento HDMi full HD dotato di grande stabilità.

La vera novità del sistema DVDO Air è però la tecnologia a 60 GHz, la banda di frequenza che offre il massimo delle prestazioni, eliminando qualsiasi interferenza  o disturbo, visto che la maggior parte dei dispositivi mobili a radio frequenza utilizza frequenze molto più basse (fino a 6 Ghz).

DVDO Air è anche dotato dell’esclusivo sistema di montaggio a muro o in alternativa si può fissare il ricevitore vicino al televisore. DVDO AIR è commercializzato in Italia da Audiogamma e costa 449 euro

Asus RT-N66U Velocità massima su Wi-Fi e non solo

14 Maggio 2012 di  

Un router a doppia radio che supporta i 450 Mbps sia sui 2,4 che sui 5 GHz. Inoltre, processore avanzato, Gigabit Ethernet e tanti servizi evoluti per la casa e il piccolo ufficio.

Anteprima di Simone Zanardi

Articolo tratto da PC Professionale 252 di marzo 2012

Nello scorso numero di PC Professionale abbiamo presentato una rassegna di router Wi-Fi con supporto alle trasmissioni a 450 megabit al secondo. Questa velocità teorica può essere raggiunta utilizzando tre flussi contemporanei di trasmissione, come previsto dal protocollo IEEE 802.11n. Questo mese è la volta del nuovo router Asus, un modello in grado di sfruttare il triple-stream sia sulla banda a 2,4 GHz sia su quella a 5 GHz grazie alla doppia radio integrata. Non solo: l’RT-N66U è un prodotto pensato per le massime prestazioni in ambito consumer anche dal punto di vista delle connessioni cablate (dispone di 5 interfacce Gigabit Ethernet) e della velocità di elaborazione, grazie al processore Broadcom operante a 600 MHz. Non manca, come di consueto sui router Soho di fascia superiore, un canale Usb, questa volta abbinato a due porte ad alta velocità, utile per agganciare all’apparato dischi esterni, stampanti o modem 3G per il collegamento a Internet tramite rete cellulare. Read more

La libertà del wireless con le cuffie Trust

8 Maggio 2012 di  

Ascoltare musica da smartphone, notebook e tablet può essere un’esperienza limitante se si deve fare i conti con i cavi delle varie cuffie da portarsi dietro. Oggi il problema è risolto grazie al nuovo Wireless Bluetooth Design Headset che consente di godere della musica in tutta libertà attraverso un collegamento Bluetooth tra dispositivo e cuffie. Il design elegante e minimalista delnuovo prodotto Trust sè perfetto per  dispositivi portatili come iPad e Ultrabook, mentre  la tecnologia Bluetooth garantisce un’eccezionale qualità del suono e una copertura wireless fino a 10 metri.

Wireless Bluetooth Design Headset è dotato di tasti facilmente accessibili per il controllo multimediale e di un tasto di risposta alle chiamate telefoniche: quindi è l’ideale anche per l’uso in abbinamento all’iPhone o a un qualsiasi smartphone. Il microfono e la batteria integrati garantiscono, secondo Trust,  un’ottima riproduzione della voce e un’esperienza sonora affidabile e duratura. E grazie alla sua leggerezza, il Wireless Bluetooth Design Headset permette inoltre totale libertà di movimento mentre si gioca, si ascolta musica o si chatta. Il prodotto è in vendita a 49,90 euro.

Netgear estende la copertura delle reti WiFi in dual band

28 Marzo 2012 di  

Mai più zone d’ombra nella vostra rete WiFi o dispositivi senza copertura. Netagear presenta oggi la soluzione WiFi Range Extender che ottimizza la qualità, la portata e le prestazioni di rete dei dispositivi mobili connessi quali smartphone, tablet, laptop, smart Tv, console di gioco, lettori vari, ecc.
Netgear WiFI Range Extender Dual Band potenzia simultaneamente la copertura di entrambi i segnali da 2,4 GHz e 5 GHz, estendendo la portata del segnale WiFi ed eliminando le interferenze.
Il Netgear WiFi Rang Extender supporta gli standard 802.11 a/b/g/n garantendo compatibilità illimitata con qualsiasi rete wireless. La tecnologia FastLane adottata dal dispositivo massimizza le prestazioni su una larghezza di banda dedicata allo streaming di video HD e i giochi online, le applicazioni che richiedono più risorse di rete.

Netgear WiFi Range Extender supporta fino a quattro connessioni WiFi cablate e trasforma tutti gli apparati dotati di presa Ethernet in dispositivi dotati di connettività WiFi. In più garantisce connessioni sicure tramite la crittografia dati con le funzioni Wpa/Wpa2/Wep.

Nuova soluzione D-Link per il wireless domestico

8 Febbraio 2012 di  

D-Link annuncia oggi il router DIR-645 Wireless con tecnologia Smartbeam, il primo in grado di bloccare il segnale proveniente da sorgenti indesiderate e di ricevere solo quello da sorgenti prescelte. Il nuovo router D-LInk è dotato di sei antenne smart incorporate ed è capace di garantire una connessione wireless stabile e priva di interferenze, presentandosi come la soluzione ideale per chi ha numerosi dispositivi wireless connessi alla rete domestica.

La particolare forma a cilindro e lo chassis lucido  gli sono valsi anche il premio Good Design Award 2011 del Japan Institute of Design Promotion, che viene assegnato ai prodotti che si distinguono per concetto, design, qualità e innovazione. Il DIR-645 supporta la tecnologia basata sugli standard definiti dal Digital Living Network Alliance (DLNA), che permette agli utenti di condividere facilmente contenuti multimediali e applicazioni tra dispositivi compatibili e grazie ad un media server. Il nuovo router costa 89,99 euro Iva inclusa.

Dotato di tecnologia SharePort™, consente di collegare anche dispositivi USB, come stampanti e hard disk, che possono essere inseriti direttamente nel router e i cui contenuti possono essere condivisi con altri device all’interno del network. Questo Router Wireless N è anche predisposto all’IPv6 in previsione della futura adozione di questo standard.

Il router D-Link DIR-645 è attualmente disponibile presso le principali catene di elettronica di consumo ad un prezzo consigliato al pubblico di 89,99 € Iva inclusa.

Dischi wireless: più capacità di archiviazione per smartphone e tablet

8 Febbraio 2012 di  

Arrivano sul mercato le prime soluzioni wireless per aggiungere spazio di archiviazione a iPhone, iPad e a molti degli smartphone in commercio. Dischi esterni a batteria da portare sempre con sé.

Anteprima di Davide Piumetti

Articolo tratto da PC Professionale 249 di dicembre 2011

Tutti i possessori di smartphone, tablet e dispositivi similari hanno ben in mente il limite di archiviazione proprio dei modelli in loro possesso. Spesso ciò non è un problema, riempire i 32 o 64 Gbyte dell’ultimo iPhone 4S è piuttosto complicato (ma non impossibile), ma in molti altri casi, quando lo spazio è inferiore, avere a disposizione un supporto esterno di archiviazione può essere comodissimo.


Soprattutto sui dispositivi Apple inoltre, l’inserimento di contenuti esterni (siano essi multimediali audio o video, sia documenti classici come pdf o file della suite Office) deve essere effettuato tramite iTunes con ovvia scomodità in determinati casi. Ogni volta che si vuole copiare un nuovo contenuto il dispositivo deve essere sincronizzato e, soprattutto nei casi in cui si spostano filmati o grandi gruppi di immagini, il processo è anche piuttosto lungo. Esistono altri modi per spostare i contenuti, usando ad esempio servizi di archiviazione cloud, ma non permettono certo di copiare o vedere in streaming un video di qualche centinaio di Mbyte, oppure una serie di manuali in pdf o decine di fotografie riprese dalla propria fotocamera. Read more

Il wireless riparte in terza

30 Gennaio 2012 di  

I nuovi dispositivi Wi-Fi 802.11n sfruttano appieno la terza antenna per portare il limite teorico di velocità a 450 Mbps. Le prestazioni reali? Scopriamole assieme con la prova di cinque router di ultima generazione.

di Simone Zanardi

Uno dei motivi per cui le reti locali senza fili hanno conquistato il mercato negli ultimi dieci anni è stata la presenza di uno standard consolidato che ha fornito ai produttori, e quindi agli utenti, una piattaforma tecnologica comune e permesso a migliaia di dispositivi, anche molto diversi tra loro, di comunicare senza difficoltà. All’inizio si trattava di personal computer, poi di stampanti e altri apparati di rete, quindi di smartphone, tablet e persino elettrodomestici. Oggi il termine Wi-Fi è di fatto un sinonimo di Wlan (Wireless Local Area Network), ma all’interno di questa grande famiglia non mancano sotto-standard e specifiche differenti.

Prima ancora di affrontare questo discorso è importante sottolineare una sottile ma sostanziale precisazione: il termine Wi-Fi identifica un marchio della Wi-Fi Alliance che garantisce l’aderenza dei prodotti wireless a determinate specifiche e quindi l’interoperabilità tra dispositivi prodotti da case differenti. Gli standard veri e propri su cui si basano le reti wireless locali sono invece emanati dall’IEEE (Institute of Electrical and Electronic Engineers) e identificati dalla sigla 802.11.

Esistono diversi standard 802.11. Una prima distinzione può essere fatta tra le specifiche di differente generazione che si susseguono nel corso degli anni. Così, il primo standard di successo commerciale in Europa è stato l’802.11b, affermatosi all’inizio del nuovo millennio e che offre velocità di punta di 11 megabit al secondo.

Nel 2003 è stata la volta dell’802.11g, che ha alzato la soglia di velocità a 54 Mbps, mantenendo la retro-compatibilità con i dispositivi di generazione precedente. Dopo un lungo periodo di attesa per le specifiche definitive, nel 2009 è stato approvato l’attuale standard 802.11n che, sino a qualche mese fa, identificava prodotti in grado di raggiungere velocità massime teoriche di 300 Mbps.

In realtà le specifiche 802.11n definiscono schemi di trasmissione differenti, in grado di alzare la soglia massima di velocità a 600 megabit al secondo. In parole povere, i prodotti 802.11 a 300 Mbps non sfruttano lo standard al massimo delle sue potenzialità, come vedremo tra poco nel dettaglio.

Un’altra importante distinzione tra gli standard 802.11 riguarda le frequenze utilizzate per le trasmissioni: 802.11b, g ed n sfruttano infatti la banda 2,4 GHz, storicamente di libero uso in Europa e quindi da subito adottata dall’IEEE per evitare il sistema di licenze che avrebbe ostacolato il mercato. In America contemporaneamente all’802.11b è stato invece lanciato lo standard 802.11a, che si basa sulle frequenze nell’intorno dei 5 GHz. Questa porzione di spettro non era inizialmente utilizzabile in Italia ed in altre nazioni e quindi non è stata adottata. In seguito i 5 GHz sono stati liberalizzati anche nel nostro Paese e così sono stati distribuiti anche da noi i primi prodotti a 5 GHz. Oggi molti dispositivi 802.11n possono operare nella cosiddetta modalità dual-radio, ovvero sia a 2,4 che a 5 GHz.

Oltre i 300 Mbps

Sin dai tempi delle prime specifiche non ufficiali, lo standard 802.11n ha adottato una serie di tecniche atte ad incrementare le prestazioni delle reti locali senza fili, non solo dal punto di vista della velocità, ma anche da quella della portata del segnale radio. Una delle innovazioni più importanti è stata l’introduzione delle modalità di trasmissione Mimo (Multiple Input Multiple Output), che sfruttano più antenne in trasmissione e ricezione per massimizzare le performance.

Gli apparati Mimo sono utilizzati dalle reti 802.11n in più modi: attraverso il beam forming (modellazione del raggio) si ottimizzano le trasmissioni verso determinate direzioni nelle quali è rilevato il ricevitore, la ricezione in diversità permette di incrementare la portata sfruttando a proprio vantaggio i cammini multipli delle onde radio dovuti alle riflessioni delle medesime sulle superfici che ostacolano la comunicazione in ambienti chiusi. Lo Spatial Division Multiplexing (Sdm), infine, incrementa la velocità massima di trasmissione suddividendo i dati in flussi che vengono trasmessi indipendentemente sul canale radio e poi ricostruiti a destinazione.

Quest’ultima tecnica richiede un’antenna per ogni flusso, sia dal lato della trasmissione che da quello della ricezione. Utilizzando al massimo le altre tecniche di modulazione, codifica e trasmissione messe a disposizione dallo standard, i prodotti 802.11n possono fornire sino a 150 megabit al secondo per ogni flusso Sdm utilizzato. I prodotti main stream diffusi sul mercato negli ultimi anni sfruttano due flussi e quindi forniscono una velocità massima teorica di 300 Mbps; allo stesso modo, i modelli più economici utilizzano un unico flusso, fermandosi a 150 Mbps.

I nuovi dispositivi come quelli provati in questa rassegna alzano la soglia di velocità a 450 Mbps proprio sfruttando tre flussi. Lo standard prevede al massimo l’utilizzo di quattro flussi, da cui la velocità massima di 600 Mbps, non ancora implementata da dispositivi in commercio.

Il numero di flussi utilizzabili dagli apparati non dipende solo dal numero di antenne, ma anche dall’apparato radio che le gestisce. Ne deriva che non tutti i prodotti dotati di tre antenne possono gestire tre flussi. Lo standard 802.11 prevede una notazione sintetica per indicare le capacità di trasmissione in questo ambito: a x b : c, dove a indica il numero di antenne utilizzabili in trasmissione, b quello delle antenne sfruttabili in ricezione e c la quantità di flussi Sdm indirizzabili. (…)

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Come abbiamo effettuato le prove

Per analizzare le prestazioni dei router in prova ci siamo avvalsi come di consueto di IPerf (http://sourceforge.net/projects/iperf/), un benchmark che simula il trasferimento di dati su protocollo Tcp/IP per registrare il throughput, ovvero la velocità di comunicazione effettiva disponibile alle applicazioni.

I test sono effettuati utilizzando due personal computer: il primo è collegato al router in esame tramite cavo, sfruttando quindi l’interfaccia Gigabit Ethernet; il secondo utilizza invece il collegamento wireless e viene collocato in diverse postazioni per registrare le performance al variare della distanza tra access point e client. Quest’ultimo è basato sulla piattaforma Intel Intel WiFi Link 5300 AGN, uno dei primi apparati certificati per le comunicazioni wireless a 450 megabit al secondo. Entrambi i personal computer utilizzati operano con sistema operativo Windows 7 Professional a 32 bit.

Il nuovo ambiente di test che abbiamo approntato per i dispositivi Wi-Fi prevede quattro postazioni di prova: la prima (A) colloca il client a 5 metri dal router e non prevede alcun ostacolo frapposto tra i due apparati radio. Nella seconda posizione (B) la distanza lineare resta di 5 metri, ma in questo caso il client è collocato al piano inferiore rispetto all’access point, e quindi tra i due terminali vi è la soletta dell’edificio. Per le prove in postazione B non abbiamo volutamente modificato l’orientamento delle antenne dell’access point, lasciandole in posizione verticale sui router con terminali esterni.

La terza postazione (C) porta il client wireless a 10 metri circa dall’access point. In questo caso i due dispositivi tornano sullo stesso piano, ma sono collocati in due locali adiacenti e tra di essi si trovano due pareti non portanti. Nell’ultima posizione (D), la distanza tra gli apparati sale a 20 metri, e inoltre in linea d’aria tra di essi si frappongono due pareti portanti e una terza non portante.

Tutti i test si sono svolti con crittografia Wpa2/Aes abilitata e in modalità “802.11n only” quando disponibile. Per ognuna delle postazioni di prova abbiamo lanciato una sessione di trasferimento della durata di 180 secondi, riportando i risultati a intervalli di 5 secondi.

In questo modo oltre alla throughput medio è possibile evidenziare la stabilità della banda a disposizione. Per saturare il canale abbiamo impostato IPerf in trasmissione dati su due flussi paralleli. (…)

Estratto dal numero 251 di febbraio 2012 ora in edicola

Una proposta di legge per il libero accesso al Wi-Fi

26 Novembre 2009 di  

E’ stata chiesta una modifica al decreto Pisanu, dall’on.Roberto Cassinelli, che, se approvata,
consentirebbe l’accesso alle reti wireless dai luoghi pubblici, anche senza documento d’identità . Read more